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Barolo 1998: Il racconto della degustazione

La valutazione generale è molto confortante. E' stato difficile trovare vini passanti e inoffensivi, ogni batteria ci ha coinvolto come forse non era accaduto nei diversi assaggi della splendida annata 96.
Il motivo di questo sta nella particolare proprietà della 98: è un'annata felice.
Non si tratta solo di una riuscita climatica – difficile dire quale sia la migliore delle ultime quattro – la sua bellezza sta proprio nel profilo del vino che ne è scaturito.
Il Barolo 98 è più aperto del 96 pur mantenendo una sapida mineralità ed un'armonia vivacissima, aspetti che lo rendono decisamente superiore al 97.
E' probabile che i migliori 98 non raggiungano la capacità evolutiva dei migliori 96, ma per un bel pezzo le due versioni viaggeranno appaiate.
Chiaramente il nostro giudizio emerge da una degustazione in anteprima, questa ha delle controindicazioni molto precise:
1) I vini più importanti devono passare almeno la prossima estate ad affinarsi in bottiglia, questo permetterà loro di assestare la grande materia di cui dispongono.
2) I campioni sono stati forniti dai produttori e per quanto si può essere attenti a pizzicare chi prova a mandarceli preparati ad hoc, ci pare indispensabile avvertire il lettore che solo la bottiglia sul mercato può dare una risposta vera.

La degustazione è avvenuta in sei tornate, questo per suddividere in modo equo il gran numero di vini da assaggiare. I campioni, circa 120, sono arrivati tutti dai produttori; la gran parte di essi sono in bottiglia, alcuni sono già in commercio, pochissimi sono stati i vini prelevati dalle botti.
Alla fine troverete i vini delle aziende che per motivi diversi non abbiamo potuto sentire. Sarà nostra cura, tra circa un anno, quando faremo la consueta verifica del mercato, acquistarli e risentirli a confronto con una selezione dei migliori di questa degustazione, anch'essi reperiti in enoteca.
Le schede hanno una impostazione classica: prima la descrizione del vino, poi un commento in cui segnaliamo quello che abbiamo amato di più o di meno, e infine una nota più generale che può riguardare il luogo, le tecniche di produzione o la storia del vino. Queste informazioni sono state verificate direttamente e non sono semplici "comunicazioni aziendali". Abbiamo segnalato anche il comportamento a bicchiere vuoto e a bottiglia aperta sentita dopo qualche giorno, test che consideriamo importante per valutare la veracità di un prodotto e la sua reale capacità evolutiva.

Dalla lettura delle schede emergerà chiaramente che Castiglione Falletto, La Morra e Serralunga sembrano essere stati i comuni più favoriti; ma qui vorremmo fare una considerazione specifica: più che di comuni si può, e si deve, parlare di sottozone. Quelle che hanno espresso i vini più buoni sono in una posizione molto fresca, dove i terreni soffrono meno l'arsura rispetto alla media, la loro altitudine si stabilisce intorno ai 200-300 metri; lo stress idrico dell'ultimo decennio ha messo in difficoltà le esposizioni più bollenti, riconosciute storicamente come le migliori.
Questo dato stimola una riflessione: è possibile tornare a mescolare uve e vini di vari vigneti per ricomporre un equilibrio espressivo fatalmente messo in discussione dal clima così caldo?
Sono diversi i vini di cru celebri che sembrano soccombere alla propria materia, schiacciati dalla concentrazione e dal rovere.
Vi riportiamo una piccola esperienza fatta a suo tempo, l'assaggio del nebbiolo da Barolo appena svinato, prima di metterlo nel legno.
Ottobre 1998, due produttori disponibili, esponenti di interpretazioni diverse, ci aiutano a capire come il patrimonio aromatico del Nebbiolo esprima una insospettabile carica, che lo rende con il Pinot Nero uno dei vitigni rossi più ricchi di profumi varietali, al punto che si può essere inebriati dal suo effluvio giovanile. Facciamo un'altra appassionante scoperta. Vi è la possibilità di intuire la sua origine territoriale, cercando nel magma fermentativo e di frutta che ci satura le narici: alla temperatura giusta, piuttosto fresco, e dopo qualche minuto di bicchiere sono emerse la delicatezza marina di La Morra e la ferrosità cupa di Serralunga.

Prima delle schede dedicate ai vini del 98 vi riportiamo il racconto di una piccola degustazione di 96, alcuni già valutati e altri completamente nuovi, che abbiamo fatto per costruirci un parametro qualitativo affidabile.
Abbiamo sentito nella stessa batteria il Runcot di Elio Grasso, maturato in rovere nuovo, il Ginestra di Paolo Conterno, ottenuto con uno stile innovativo, gli iper tradizionali Vigna Rionda Riserva di Massolino e Monprivato di Mascarello, mentre in un'altra c'erano La Serra di Voerzio e Marenca di Pira che sono interpretati con uno stile intermedio. Non facciamo classifiche ma il vino di Massolino è davvero eccitante, ha una profondità ed un calore minerale che lo rendono non solo il più muscolare ma anche il più profondo ed evocativo. Il vino di Mauro Mascarello ha un naso bellissimo, un candore animale che raramente si trova, il sapore è tannico e davvero duro, difficile dire quando si farà. Notevole il confronto a distanza tra il Runcot e La Serra, con il primo che ha espresso con suadente prontezza le sue splendide carte sedendosi però alla distanza, e il secondo molto più lento ma decisamente convincente nella sua aerea purezza. Ancora perfetto il Marenca, proporzionato e voluttuoso, più compassato il vino di Paolo Conterno che comunque ci riporta nitidi i sentori verdi della Ginestra.

Abbona
Dogliani (CN) 0173/70484
Barolo Terlo Ravera

Colore molto bello, granato vivo.
Naso caloroso: frutta aspra e note verdi delineano l'espressione odorosa, sostenuti da un sentore di terra deciso.
In bocca scaturisce una materia di valore, i tannini hanno una compostezza autentica e non edulcorata dal rovere; buono il finale al quale manca solo un po' di cattiveria.
+ L'assaggio a bottiglia appena aperta potrebbe conquistare più di qualche cuore.
- La prova a poche ore di distanza, oppure quella a bicchiere vuoto, testimoniano che sotto una esibizione avvolgente si cela una fibra molle e una sfuggente territorialità.
I vigneti hanno una fama indiscutibile: Terlo è sottozona di mezza collina vicina alle Coste di Barolo; la Ravera è invece il luogo più importante del comune di Novello.
Euro 36,00

Alario
Diano d'Alba (CN) 0173/231808
Barolo Riva

Colore granato cupo.
Naso di ciliegia nera e pepe per la verità piuttosto sorprendente; escono alla distanza lamponi maturi e torba, fiori macerati e rovere.
In bocca appare tutto il calore intuito nel profumo, c'è un gran tannino, lo sviluppo è succoso, peccato non si risolva la brutale apparizione del rovere che taglia un po' la sensazione e lascia in sospeso il finale.
Il vigneto Riva, caratterizzato dal suolo gessoso tipico della sinistra Tanaro, si trova vicino all'abitato di Verduno, la sua esposizione guarda La Morra, mentre il nome fa pensare che la storia non gli abbia riservato una vocazione eccelsa; conosciamo invece la determinazione dei fratelli Alario nel condurre la loro intera produzione con coscienza e rispetto delle regole.
Euro 37,00

Fratelli Alessandria
Verduno (CN) 0172/470113
Barolo Monvigliero

Colore granato intenso.
Naso dall'impatto molto difficile, carne bollita e acqua di fiori in prima battuta; il vino si pulisce progressivamente e cresce bene affidandosi alla proverbiale liquirizia del Monvigliero e a un nugolo di spezie.
In bocca è teso, aggressivo nei tannini, ancora meno agevole di quanto avessimo previsto, notevole nello sviluppo del sapore e nell'epilogo dal pieno riconoscimento aromatico.
+ L'amore per questo vigneto e per il vino che da qui mediamente viene ci permette una nota positiva: è energia allo stato puro. Il prezzo è
- La sensazione non proprio pulita del naso si risolve solo in parte e la prova a bottiglia aperta lo dimostra.
Il vigneto Monvigliero non ha la gessosità tipica del comune di Verduno e delle terre che confinano con i Roeri, è qui, forse, la sua qualità superiore.
Va analizzata con passione la spontanea irregolarità delle ultime quattro annate di Monvigliero: la 95 austera nei profumi e nel sapore, la 96 più immediata (molta frutta e quasi rovere nuovo) nel profumo, la 97 fatalmente più matura e accogliente in bocca, e questa 98 che torna sui toni intransigenti della 95.
Euro 36,00

Gianfranco Alessandria
Monforte d'Alba (CN) 0173/78576
Barolo

Colore granato.
Naso ben sviluppato, ha una rigorosa omogeneità, emana un calore mediterraneo delineato dal profumo di origano fresco.
In bocca ha tannini autorevoli, spessore e buona continuità; la sua non è trascinante emozionalità ma una pragmatica espressione territoriale.
+ E' sicuramente la fase espressiva in cui i più buoni vini base del terroir, questo è uno di quelli, sono quasi migliori dei vini da selezioni di vigneti particolari.
Il prezzo ha ancora una dimensione accettabile.
Euro 36,00

Barolo San Giovanni
Colore rubino cupo.
Naso di camomilla, menta e cacao, poi l'inevitabile uscita del rovere; difficile valutarlo in questa fase, troppo fermo e parsimonioso nel farci intravedere le sue future possibilità.
In bocca appaiono tannini micidiali, la sua durezza pare ammantata da un volume che presto si sgonfia e ci lascia un senso di incompletezza.
L'interpretazione moderna tende a schiacciare, almeno per ora, la naturale sinusoide espressiva che il Nebbiolo sa offrire in annate come la 98.
Euro 48,60

Altare Elio
La Morra (CN) 0173/50835
Barolo

Colore granato vivo.
Naso di spezie, foglie e ciliegie macerate, mantiene un'eleganza sopraffina pur offrendosi chiuso nell'impatto e rammentando col passare dei minuti aspetti marini e viscerali.
In bocca appare netta la liquirizia, lo sviluppo non approfitta di una grande pressione, piuttosto è agile, progressivo e non teme il finale facendo tornare intatta la succosità iniziale.
+ Grande prova, e c'era da aspettarselo vista la identica performance offerta con l'annata 96, del Barolo "base" di Elio, un rosso conscio del proprio ruolo nel territorio e sulla tavola.
Le vigne da cui arriva questo vino sono dislocate essenzialmente a La Morra, parte dai filari meno belli dell'Arborina, parte da zone meno battute e celebrate, nelle quali la migliore gestione del vigneto può fare una grande differenza.
Euro 50,00

Barolo Arborina
Colore granato classico.
Naso tostato nell'impatto, poi pungente di fiori ed erbe medicinali, infine cacao e ciliegia amara.
In bocca è aggressivo, appena asciugante nello sviluppo, ha freschezza e piena corrispondenza con gli aromi che continuano ad evolversi; il finale è fatalmente amaro da rovere ma riesce a risolversi in maniera brillante.
+ La sua cristallina pulizia si coglie nel test a bottiglia aperta: il vino tiene e cresce, mostra la suadenza lamorrese, l'originale modernità del produttore e la sana imprevedibilità del Nebbiolo.
Nel lamentarsi quotidianamente dell'Arborina Altare compie una sorta di rito scaramantico, dal momento che ogni anno è buono ed è sempre diverso; segnaliamo inoltre una emancipazione espressiva rispetto alle versioni del trittico 88-90, è come se il vino fosse divenuto più rigoroso.
Euro 80,00

Barolo Brunate
Colore granato ricco.
Naso di forte concentrazione, quasi medicinale nell'impatto poi sempre più aperto e coinvolgente; ci mette un po' a diventare comprensibile ma sa gratificarci con un'espressione territoriale emozionante, delineata da un sentore di prugna distillata che ci porta dritti nelle Brunate.
In bocca è denso, sfodera prima i tannini del rovere e poi quelli del Barolo che restano a far da corolla ad una materia forte; ottima la dinamica e molto fine l'epilogo gustativo.
+ E' un vino assai promettente, la bottiglia aperta ne ha rivelato l'essenza e la felice mano del produttore che ha saputo gestire l'irruenza tipica del cru.
Non è vino da assaggiare in fretta, nell'impatto può addirittura rivelare una sorta di "bordolesità" che non c'entra nulla con la natura del prodotto.
E' bello confrontarlo con quello di Rinaldi, pensando che il vino di Altare troverà un giorno la meritata quiete, a differenza dell'altro che continuerà a correre, non si sa dove.
In vendita solo all'estero.

Azelia
Castiglione Falletto (CN) 0173/62859
Barolo Bricco Fiasco

Colore granato intenso.
Naso segnato dal rovere, escono poi in sequenza rosa appassita e distillato di prugne accanto ad una soave territorialità.
In bocca appare una dinamica potente e tesa, il rovere è però nella sua fase più aggressiva e arriva a togliere anche un po' di freschezza, aspetto che appartiene da sempre al vino di Azelia.
Le prospettive evolutive sembrano molto buone, lo dimostra l'assaggio della stessa bottiglia fatto a qualche giorno di distanza, ma ci prendiamo tutte le riserve che un assaggio in anteprima concede, per questo consigliamo di risentirlo dopo l'estate.
Il Bricco Fiasco è un vigneto che si stacca dalla media austera dei cru di Castiglione, (vedi Rocche, Villero e Monprivato) assicura una grande espressività olfattiva a fronte di un sapore più immediato.
Euro 52,20

Barolo San Rocco
Colore granato denso.
Naso segnato subito dal rovere e da un tono piuttosto meridionale; il sentore di terra è accompagnato da note di caramello e cioccolato da legno che rendono l'insieme un po' semplice.
In bocca i ritorni dei profumi aggiungono una parte di complessità, lo sviluppo è pieno, peccato manchi un po' di progressione e un'adeguata freschezza.
La materia di questo vino non è in discussione, lo è forse la fase espressiva che sta attraversando, e che sembra condizionare tutta la produzione 98 dell'azienda, oppure l'interpretazione stessa dell'annata, quasi fosse sfuggito il significato di vitale solarità che ha emanato.
Euro 52,20

Barale Fratelli
Barolo (CN) 0173/56127
Barolo Bussia

Colore granato chiaro.
Naso di spezie, agrumi canditi, sale marino ed erbe medicinali, un coacervo tanto intrigante quanto assolutamente imprevedibile.
In bocca è sottile, asciutto, suggestivo nella corrispondenza dei profumi, la sua purezza, la leggiadria con cui si esprime possono entusiasmare.
+ La florealità ferrosa di questo Barolo avvicina paragoni borgognoni, non tanto per la similitudine con il Pinot Noir, quanto per la vibrante territorialità con cui si esprime.
Si tratta della parte di Bussia inserita nel comune di Barolo, un tempo conosciuta come Monrobiolo, vicina a quella detta dei Dardi.
Euro 36,00

Barolo Castellero
Colore granato pallido.
Naso di foglie, fichi e terra, ha toni maturi ma non seduti, escono alla distanza sentori di anguria, pesca e lamponi, poi fiori in una avvolgente semplicità.
In bocca ha un profilo impeccabile, lungo, scorrevole, non grande ma davvero molto buono e gratificato da un finale che non delude le attese.
+ Il vigneto è di quelli medi, l'interpretazione è perfetta e corrisponde alle caratteristiche dell'annata, alla sua vitale solarità; confortante infine la sua tenuta.
La Barale non è azienda da prima pagina, almeno in questa fase, sembra che l'ingente patrimonio viticolo abbia trovato energie mentali in grado di sfruttarlo: così è stato almeno verso la fine degli anni '90, speriamo che i segnali positivi continuino.
Castellero contiene in sé quello che generalmente si dice dei vini di Barolo: misura e capacità comunicativa.
Euro 36,00

Batasiolo
La Morra (CN) 0173/50130
Barolo La Corda della Briccolina

Colore granato caldo.
Naso di stampo selvaggio, animale, l'impatto è fervido, profondo anche se realmente poco chiaro.
In bocca è morbido, troppo, il tannino è setoso, lo sviluppo è graduale, piacevole.
Letta la scheda descrittiva questo vino della Corda della Briccolina potrebbe appartenere a qualsiasi vigneto del Barolo, non ha né la severità né la ricercatezza che ci aspettiamo.
Detto questo segnaliamo l'impeccabile confezione gustativa a fronte di un profumo ancora da assestarsi.
Il vigneto è a Serralunga e guarda Castiglione, come la Vigna Rionda o la Parafada per intenderci, è dunque la striscia che la storia ha decretato come la migliore in assoluto.
Euro 40,29

Baudana Luigi
Serralunga d'Alba (CN) 0173/613354
Barolo Cerretta Piani

Colore granato.
Naso che sale in maniera attraente: foglie, fiori, un po' di rovere, tutto incanalato in una sensazione scura e macerata.
In bocca è molto più violento, la botte si sente subito ma altrettanto presto si fa vivo il sapore del vino in un finale di notevole pienezza.
+ Minerale e spontaneo colpisce anche per la piena corrispondenza gusto olfattiva.
- Qualcuno ha rilevato una certa "divisione" della sensazione gustativa che potrebbe essere alla fine vittima del rovere.
Affidabilità e sostanza, queste sono le carte di questa piccola azienda agricola.
Euro 32,50

Franco Boasso-Gabutti
Serralunga d'Alba (CN) 0173/613165
Barolo Serralunga
Colore granato vivo.
Naso intenso e maturo, intrigante, vivo e ampio malgrado la sua sia un'apertura molto lenta.
In bocca appare una gran materia accanto a ritorni di liquirizia e ferro, manca un po' di vitalità ed il finale è un po' scomposto.
+ Promette bene ed è offerto ad un prezzo conveniente.
- Preghiamo di fare attenzione all'espressione odorosa che non si pulisce facilmente.
Euro 35,00

Boglietti
La Morra (CN) 0173/50330
Barolo Brunate

Colore granato pallido.
Naso molto particolare, rarefatto, quasi marino, poi sempre più deciso di sangue, terra e fiori secchi; alla distanza esce anche un rovere molto forte.
In bocca è serioso, sembra quasi un vino di Serralunga per quanto è minerale ed introverso, sa coinvolgere senza concedere troppo.
+ La quintessenza dell'originalità nel Barolo, questo è Boglietti, ed è questo il motivo del seguito entusiasmante che sa provocare.
La prova a bottiglia aperta testimonia che il vino attraverserà una fase di morbida dolcezza, una rotondità che sa di confettura e miele di castagno; non sappiamo se questo è un limite alla grande evoluzione a cui un Barolo delle Brunate dovrebbe (quasi) sempre andare incontro. O forse è solo perché il vigneto si estende nella parte lamorrese del cru, notoriamente quella più gentile. Se però pensiamo a Marcarini… forse è meglio lasciar perdere le congetture.
Euro 49,00

Barolo Case Nere
Colore granato classico e maturo.
Naso di carne piuttosto selvatico, c'è rovere, una decisa speziatura e sentori di fiori secchi; ha concentrazione, manca però lo spirito elegante, austero, del Nebbiolo.
In bocca c'è qualcosa che non siamo riusciti ad afferrare: sembra un bel vino, sentiamo anche di più il vitigno di quanto non fosse al naso, ma possiede una meridionalità imprevista.
+ I vini di Boglietti non vanno a scuola di "materia" da nessuno, questa è una garanzia per chi ama il suo stile davvero originale.
- La cosa che non amiamo, al di là degli aspetti fortemente meridionali, è una certa staticità del sapore e il non sentire, per ora, la componente minerale che è sempre stata la prerogativa del vino.
Euro 49,00

Barolo Fossati
Colore caldo.
Naso di carne per la verità un po' strano (ma stiamo descrivendo Boglietti): sangue, cacao e foglie in un compendio che diviene via via più limpido e lascia trapelare il rovere.
In bocca la sensazione di legno è più netta, i tannini soverchiano la corposità media e soffocano parte dello sviluppo che finisce per essere quasi diluito.
E' il vino più strano di Boglietti, facciamo fatica ad coglierne l'essenza, e questo potrebbe essere una sua specifica ma è indispensabile sintonizzarsi sulla sua lunghezza d'onda.
Fossati è un cru minore, e il nome dovrebbe testimoniarlo, questo però non gli ha impedito di dare un contributo di affascinante visceralità al Barolo quando veniva fatto con le uve di tutto il comprensorio.
Euro 49,00

Giacomo Borgogno e Figli
Barolo (CN) 0173/56108
Barolo 1997

Colore granato intenso.
Impatto odoroso segnato da aspetti animali, dopo qualche minuto esce la bella componente minerale accanto ad una lussuosa serie di sentori: cacao amaro, menta, anice, anguria e frutta rossa.
In bocca ha una materia essenziale, elegante, dotata di una poderosa lunghezza e delineata da una orgogliosa tannicità; tornano ruggine ed erbe aromatiche in un finale pienissimo.
+ Strepitosa performance per un 97 al quale la vendemmia non ha concesso solo un pizzico di freschezza in più, e qui sta la differenza con il grande 96: il vino è però ugualmente raffinato, suggestivo, perfettamente riuscito ed offerto ad un prezzo umano.
E' stato ottenuto dai Nebbioli dei cru abituali dell'azienda, tra i quali le Liste di Barolo, solo che invece che prendere le parti meglio esposte i Boschis hanno preferito mettere alla prova le uve di zone meno esposte e che quindi hanno sofferto meno le surmaturazioni tipiche dell'annata 97. Le uve tradizionalmente migliori hanno prodotto un ottimo Nebbiolo Langhe.
Euro 30,00

Bovio
La Morra (CN) 0173/50604
Barolo Arborina

Colore granato caldo.
Naso interessante nell'impatto, forse oltremodo aperto e maturo: le note accattivanti sono di prugna, foglie e fiori.
In bocca la corrispondenza c'è tutta, la struttura è ben delineata anche se alla distanza il vino fa emergere due aspetti che testimoniano la sua relativa nobiltà: è un po' "piccolo" per le ambizioni del vigneto e dell'annata, e in secondo luogo vuole piacere troppo.
Euro 36,00

Barolo Gattera
Colore granato di apprezzabile profondità.
Naso non perfettamente espresso, all'inizio appare quasi sfuggente; è il tempo nel bicchiere che svela una delicata burrosità, sentori polverosi e una piccante florealità; peccato che dopo un po' l'intera sensazione si sieda.
In bocca ha spessore e vitalità nell'impatto, manca invece la progressione come se il vino non trovasse le energie necessarie ad arrivare in fondo.
Difficile valutare l'interpretazione di questo vino: è ancora presto ma forse manca un'idea precisa di cosa il produttore vuole trarre da un vigneto non eccelso che in compenso esprime la tenera territorialità lamorrese e dell'Annunziata in particolare.
Euro 36,00

Brezza
Barolo (CN) 0173/56354
Barolo Cannubi

Colore granato discreto.
Naso di notevole freschezza, contraddistinto da un'ampia sensazione fruttata.
In bocca ha uno sviluppo tenero, non accende ma rappresenta bene la tradizione, ha un'armonia molto cercata dal produttore.
Sostanziosa esibizione di un vino asciutto che non concede un grande patrimonio emozionale.
Euro 40

Barolo Castellero
Colore granato chiaro.
Naso molto promettente di anguria, mare e piccoli frutti rossi.
In bocca delude un po' le attese, si attesta su una espressione modulata e fa fatica a progredire pur concedendo un piacevolissimo ritorno aromatico.
La sottozona Castellero si trova nei pressi del Rio Bussia, un'area non particolarmente nobile ma dalla quale si ottengono Nebbioli profumati e molto utili nella composizione di un Barolo "multivigne".
Euro 43

Barolo Sarmassa
Colore granato trasparente.
Naso molto raffinato e particolare: prima speziato, poi nitido di frutta rossa in un vortice dal grande potenziale evolutivo.
In bocca non delude le attese, mostra la bellezza del cru che si estrinseca con tannini incisivi ed una eccellente lunghezza.
+ E' il migliore dei vini di Brezza, quello che fa vibrare senza per questo essere eccessivo, quello che più di tutto rappresenta il suo terroir di origine.
E' ottenuto in un vigneto ingiustamente sottovalutato che anzi possiede una storia ben documentata oltre ad una posizione di rilievo proprio tra il Cerequio di Barolo e le Liste; Enzo Brezza lo interpreta con stile tradizionale, legno grande e macerazioni lunghe, senza per questo renderlo inaccessibile.
Euro 40

Brovia
Castiglione Falletto (CN) 0173/62852
Barolo Rocche

Colore granato netto.
Naso che si svela lentamente, introspettivo nella florealità a tratti acuta, realmente complesso nelle note di castagne e di tè, imprevedibile nei sentori di ferro ed erbe medicinali.
In bocca è serio, profondo ed importante, la sua carnosità densa lo distingue nettamente dagli altri vini dello stesso comune.
+ E' uno dei più emozionanti vini sentiti in questa tornata; colpisce il suo divenire sempre più elegante, la sua capacità di emanciparsi attraverso l'azione dell'ossigeno.
Le Rocche di Castiglione! Solo il nome lascia passare un brivido nella schiena degli appassionati: nella sostanza espressiva le Rocche danno una materia meno intransigente rispetto al Villero ma più succosa e ricca; il confronto tra i due vini dello stesso produttore fa nascere dispute bellissime, se il Villero possiede una suggestione più aerea, le Rocche sanno di Nebbiolo quasi ne addentassimo la polpa.
Euro 42,00

Barolo Villero
Colore granato con sfumature arancio.
Naso indimenticabile: prima camomilla e sfumature balsamiche che danno il via ad un'espressione ampia e profonda di argilla, rosa e frutta aspra; è ancora chiuso e nobile, difficile sentire di meglio.
In bocca è altrettanto autorevole pur tirando di fioretto: deciso, sottile, inesauribile, possiede una qualità nei ritorni aromatici che testimonia la statura del cru Villero, la sua ineguagliabile mineralità.
+ L'elegia del Barolo e del suo tempo: cresce nell'assaggio a bottiglia aperta facendo intravedere un'evoluzione luminosa.
Questa è la severità di Castiglione, interpretata con un'adesione territoriale quasi "passiva" di fronte alla qualità della materia; severità senza muscoli e saporosa energia.
Euro 42,00

Barolo Ca' Mia
Colore granato trasparente.
Naso subito di iodio, poi fichi, lampone maturo, carne e terra; chiuso e delineato da una nobilità inflessibile; è difficile dimenticare una espressione tanto esasperata e passionale, un fragilissimo punto di equilibrio retto da una sottile, invisibile, rete di fili, sono loro che nel tempo comporranno e scomporranno la complessità del vino.
In bocca la finezza è retta da una sensualità profonda, il vino è pulito, grintoso e dotato di una serie di ritorni olfattivi tra i quali il cacao amaro è il più eclatante.
+ Impressiona e commuove, rappresenta gli aspetti trascinanti di tutta la zona del Barolo; inoltre non sarà facile amare un'altra volta tanta cattiveria.
Le viti di 50 anni si fanno sentire, questo è un vigneto-patrimonio che andrebbe trattato come un laboratorio viticolo, un ettaro nel cuore di Serralunga con esposizione ad est nella sottozona Brea, vicino alla vigna Margaria.
Euro 42,00

G.B. Burlotto
Verduno (CN) 0172/470122
Barolo Cannubi

Colore granato vivo.
Naso appena balsamico e poi di frutta molto fresca, al punto da mostrare una semplicità decisamente più giovanile dell'età che ha.
In bocca tornano con piacere i fiori, i tannini sono eleganti, lo sviluppo non è impegnativo ed il finale chiude con rapida facilità.
Del Cannubi mostra la faccia più tenera, godibile, ma certamente è difficile immaginare un'evoluzione all'altezza della fama del vigneto e della statura dell'annata. La posizione del vigneto è decentrata rispetto al cuore della sottozona, si trova infatti vicino al Monghisolfo proprio di fronte al cimitero.
Euro 40,00

Cavallotto
Tenuta Bricco Boschis
Castiglione Falletto (CN) 0173/62814
Barolo Bricco Boschis

Colore granato cupo.
Naso potente, vorticosa, rustica, concentrazione e inevitabile profondità; sentori di foglie in primo luogo, poi frutti di bosco aspri
e pelle.
In bocca non delude la corrispondenza che anzi si fa sempre più attiva e complessa; il sapore è duro, molto duro, ma possiede una densità ed una lunghezza degne dei migliori.
+ Barolo passionale capace di confermare come l'annata 98 abbia favorito i produttori di Castiglione Falletto, soprattutto quelli che hanno per consuetudine un rapporto meno invasivo con il vigneto e la cantina.
La sua bellezza così rude ha tenuto a bottiglia aperta, confermando che il Barolo sa difendersi da solo.
Il Bricco Boschis è una sorta di cru aziendale, la sua posizione che guarda Barolo non è casuale: il vigneto ha un'esposizione sud ovest a 300 metri di altitudine, è un Sorì della sera (o del pomeriggio), il suo è un sottosuolo di frontiera, a tratti delicato come quello di La Morra con la ricchezza ferrosa di Serralunga.
Euro 44,00

Ceretto
Alba (CN) 0173/282582
Barolo Brunate

Colore granato maturo.
Naso molto carnoso, quasi greve nell'impatto; appena si apre, dopo almeno cinque minuti, rivela la ricchezza e la varietà che il vigneto sa esprimere nelle sue annate migliori: menta, frutta aspra e fiori macerati, terra e cuoio, ma anche cioccolato e sangue.
In bocca appare un'acidità formidabile, il tannino è al servizio di un sapore sottile, tesissimo e lungo, il finale è tutto della liquirizia e di raffinate note animali.
+ Colpisce innanzitutto la crescita nel bicchiere, la sua capacità di rivelarsi e di mantenere intatta la sostanza espressiva pur cambiando sempre punti di riferimento, ed il test a bottiglia aperta lo conferma; in seconda battuta abbiamo apprezzato la nitida coerenza con il terroir e con le premesse dell'annata.
Le Brunate di Ceretto sono nel comune di Barolo, e sono inferiori, forse, solo a quelle dei cugini Rinaldi: il luogo si riconosce dalla celebre "cappella della cioca della piova" (cappella della campana della pioggia) che è stata disastrosamente dipinta da due artisti americani venuti a "svernare" in Langa.
Euro 90,00

Barolo Prapò
Colore granato trasparente.
Naso di erbe officinali di una chiarezza stupefacente, poi mare e idrocarburi, liquirizia e terra in un coacervo un po' rustico e freschissimo.
In bocca ha calore e purezza, la tannicità imperiosa delinea una personalità che più di qualche degustatore ha saputo riconoscere nel vino dei Ceretto.
+ La sua lentezza espressiva, la capacità di uscire con tale varietà, il mantenersi crescendo, sono i tratti di un fuoriclasse.
Il cru Prapò è in una posizione particolare lungo la striscia che delinea il vigneto di Serralunga, appare quasi marginale eppure sa concentrare con puntualità tutto il meglio del comprensorio comunale: l'esposizione è ad est e guarda Montelupo Albese, il vigneto è alto e scosceso, ciononostante è riparato e per questo la raffinatezza dei profumi è salva.
- Il prezzo è alto.
Euro 90,00

Chiarlo
Calamandrana (AT) 0141/769030
Barolo Cerequio

Colore granato netto.
Naso di carne molto ricco, maturo e contraddistinto da sentori di frutti neri; si fa fatica a sentire l'autorevolezza del Nebbiolo.
In bocca inizia con discrezione, i tannini stringono un po' ma tornano i fiori e finalmente il caratteristico balsamico del cru.
La prova a bottiglia aperta ha rivelato meglio l'aderenza territoriale del vino di Chiarlo, ma ha anche concesso una sensazione un po' greve ed amara; è probabile, come capita sovente ai Barolo del Cerequio, che ci voglia un po' di tempo a cambiar pelle, come se si dovesse passare ad una fase più adulta senza prescindere da una sana sofferenza.
La parcella di Chiarlo è senz'altro tra le migliori della sottozona Cerequio, solo altri due produttori, Voerzio e Gaja che peraltro ha ampliato quella comprata dalla Marengo Marenda (oggi Gromis), possono vantarne una di altrettanto valore: qui il Nebbiolo raggiunge un particolare stadio di austerità gentile, che solo a tratti sentiamo nel vino dell'azienda astigiana.
- Il prezzo non è proporzionato alla capacità di esprimere il terroir.
Euro 55,00

Domenico Clerico
Monforte d'Alba (CN) 0173/78171
Barolo Ciabot Mentin Ginestra

Colore granato cupo.
Naso maturo di prugna, elegante di fiori e foglie, tostato di rovere e caffè.
In bocca il vino porta con essenziale ricchezza il patrimonio olfattivo, la struttura non delude le attese, il legno aggredisce ma il resto del vino c'è e la prova a bottiglia aperta lo dimostra.
+ E' sicuramente uno dei più buoni tra i vini ottenuti attraverso una interpretazione moderna, la sua asprezza non è mai sopra le righe e il terroir si sente con chiarezza.
La versione 96, oggi strepitosa, non sentiva a suo tempo la presenza del rovere in modo così doloroso.
Il prezzo comincia a diventare impegnativo.
Euro 54,00

Barolo Pajana
Colore granato.
Naso serio, imponente, il sentore di cedro tipicamente bordolese ci spiazza un po', il vino recupera presto la sua identità langhetta con un tono macerato che è proprio della Ginestra.
In bocca appare una polpa densa e un grande tessuto, la morbidezza è fin troppo bella con quel suo frutto caldo mentre i tannini sono egualmente divisi tra rovere e vino.
+ Universale, immediatamente comprensibile, questo è un Barolo d'apertura.
Il tono un po' verde e quella bordolesità iniziale destano più di qualche perplessità, sarà interessante verificarlo nel tempo.
- Il prezzo comincia a diventare impegnativo.
Euro 54,00

Cogno
Novello (CN) 0173/731405
Barolo Ravera

Colore granato vivo.
Naso chiuso e bellissimo, da grande Barolo; anice e menta sono le uniche, nitide, sensazioni che escono da una complessità poderosa.
In bocca appare una cattiveria d'altri tempi, il sapore è una corda tesa, il finale è degno dell'impatto, una sottile autostrada di odori (strepitoso è il rabarbaro) che si ripropongono senza tregua.
+ Uno dei più autorevoli dell'intero lotto; a bottiglia aperta fa trapelare il suo calore, si concede più aperto e macerato ma non molla neanche un millimetro di tensione.
La Ravera è a ragione considerato un grande cru, se qualcuno lo aveva dimenticato ci hanno pensato Walter Fissore e sua moglie Nadia (la figlia di Elvio Cogno) a rammentarlo con un progetto viticolo esemplare.
Il pregio della Ravera è da sempre la trama dei tannini, la loro grinta non sterile ma, nelle annate più equilibrate, davvero in grado di rilanciare l'intera sensazione.
Euro 34,20

Poderi Colla
Alba (CN) 0173/29118
Barolo Bussia Dardi Le Rose

Colore granato caldo.
Naso molto attraente, inizia sui toni delicati del tè, delle spezie e dei fiori, prosegue in maniera più viscerale e macerata con una imprevedibile nota di olive.
In bocca è teso, la sua piacevolezza rammenta la mano non casuale di chi lo fa, appare un po' di legno ma il vino c'è ed il finale è tutto suo, deciso e lungo.
+ E' un Barolo importante, giovane ed aggressivo, ha in sé una tradizione non ottusa.
La composizione di questo vino coinvolge la terra di confine tra la Bussia di Barolo e i Dardi di Monforte, zona luminosa il cui sottosuolo è realmente a metà strada tra carnosità e ricercatezza aromatica.
I Colla erano già stati autori di ottimi Barolo dalla Bussia quando la Prunotto era di loro proprietà, prima che la vendessero al gruppo Antinori.
Euro 35,50

Poderi Aldo Conterno
Monforte d'Alba (CN) 0173/78150
Barolo Bussia Soprana

Colore caldo.
Naso altrettanto caloroso, per qualcuno sin troppo aperto: il sentore dominante è quello di una bellissima prugna, lo sviluppo è avvincente di fiori macerati e cuoio, la sensazione tiene per intero con note di cacao e tè.
In bocca è altrettanto fascinoso, l'acidità detta i tempi del sapore, colpisce la sua complessità gustativa e la persistenza quasi furiosa dei tannini nel finale.
+ E' sempre un "base" di rilievo, e anzi con questa vendemmia sembra aver accresciuto la sua statura.
La dimensione emozionale di questo vino non è paragonabile a quella di altri prodotti più dotati di personalità, ma l'armonia vibrante è di qualità assoluta.
Euro 41,80

Barolo Cicala
Colore granato.
Naso delineato da una densità eccezionale: il rovere si avverte nel primo minuto, poi si scatena un vortice di menta, fiori, carne e frutta aspra; il tempo ci regala infine una pesca ed una nota di tè esemplari e irraggiungibili in quanto a finezza.
In bocca è serissimo, la sua astringenza fa quasi male, ma il sapore respira e allora ecco tutta la lunghezza e la bellissima progressione che da sempre distinguono il Cicala.
+ L'armonia dei contrari, direbbe Valentini, sembra animare questo vino che è stato il più buono nel test a bottiglia aperta, una prova di forza che contraddice il tono accondiscendente dei vini della Bussia. Si sa, il Cicala è un Barolo sornione, la sua energia non affiora come nei vini di Serralunga o Castiglione, non è carnosa come a Monforte (versante Ginestra o Santo Stefano di Perno), è flemmatica e per questo davvero più pericolosa.
Euro 55,80

Barolo Colonnello
Colore granato intenso, classico.
Naso in cui appare un rovere nuovo, forse non è barrique ma senz'altro è legno pulito; il suo sviluppo è lento ma progressivo, non si arresterà neanche a bottiglia aperta offrendo del Colonnello un lato meno facile del previsto; per la cronaca si sentono lamponi, erbe aromatiche e una sottile, chiara, mineralità.
In bocca acquista carisma stando nel bicchiere, ha tannini veri ed un incedere compassato, il finale però cresce improvvisamente e se ne apprezza la ricchezza.
+ Attenzione a non aspettarsi dai vini della Bussia Soprana, e dal Colonnello in particolare, vini polposi, la dinamica è invece setosa, mimetica, se la si coglie il piacere può essere irresistibile.
Il prezzo si è fatto impegnativo.
La vigna Colonnello si trova appena sotto la Cicala, da lì si ha una perfetta vista sulle Brunate che sono di fronte, sembra di assistere ad una sfida.
Euro 53,50

Conterno Fantino
Monforte d'Alba (CN) 0173/78204
Barolo Vigna del Gris

Colore granato bello e vivo.
Naso molto composto, delicato e accattivante, sa di anice e terra fresca, solo dopo qualche minuto si scalda un po' e lascia trapelare un eclatante sentore di sangue.
In bocca la potenziale complessità è per ora in fase di stallo, il vino mantiene un contegno irreprensibile ma non ha slanci emozionali.
+ Croccante nell'impatto ecco un Barolo per chi ama un modernismo emancipato.
La Ginestra di Monforte, da cui arriva questo vino, è in grado di offrire una vitalità e una imprevedibilità che qui non si avvertono.
Il prezzo si è fatto impegnativo.
Euro 54,00

Barolo Sorì Ginestra
Colore granato intenso.
Naso di frutta davvero niente male, poi rovere e tabacco, cioccolato e foglie; il coacervo tiene una trama intrigante nonostante il legno.
In bocca è serio, la barrique gli da una dimensione ancora un po' asciugante ma il vino cresce senza esitazioni, potrà sembrare persino grosso.
+ Grande forza e proporzioni impeccabili.
- Ci manca l'irriverenza a cui ci ha abituato la Ginestra di Conterno Fantino ed il prezzo non giustifica una crescita qualitativa rispetto alla versione del 96.
Se non fosse stato per Conterno Fantino e per Clerico la Ginestra non avrebbe mai ricevuto tante attenzioni, e sarebbe stata un'ingiustizia clamorosa visto che il Fantini ne parlava alla metà dell'800 come uno dei più vocati pendii dell'intero territorio. Ora però è il momento di vedere in maniera più completa il suo potenziale, a cominciare dall'influenza della barrique che nelle annate calde pare soffocare la finezza intuita alla fine degli anni '80.
Euro 54,00


Paolo Conterno
Monforte d'alba (CN) 0173/78415
Barolo Ginestra

Colore granato denso.
Naso delineato da un rovere un po' invadente che ne arrotonda i toni, l'inizio è un po' scomposto poi il profumo si pulisce ed escono frutta macerata ed erbe medicinali.
In bocca cresce bene, non mancano materia e succosità, il finale è un po' amaro e lascia interdetti.
Vino capace di cambiare nel giro di pochi minuti nel bicchiere tornando al punto di partenza, un segno di indiscutibile personalità.
L'impatto appena greve può spiazzare, mentre l'invadenza del rovere non aiuta la quota emozionale del vino.
- Il prezzo non è proporzionato alla personalità del prodotto.
Euro 50,40

Cordero di Montezemolo
La Morra (CN) 0173/50334
Barolo Enrico VI

Colore granato vivo.
Naso deciso e interessante, escono una visceralità tesa e minerale accanto alla frutta macerata; è poi la volta del rovere nuovo che si mostra comunque ben amalgamato.
In bocca appare una grande tensione, non c'è una polpa eccezionale a fronte di un tannino setoso e raffinato: il legno toglie un po' di respiro allo sviluppo.
+ La prova a bottiglia aperta ha confermato, se non accresciuto, la già notevole considerazione per questo vino: il tannino del rovere si è mantenuto "collaborativo", il palato ha così potuto esprimere la sua corrispondenza lasciando trapelare una ciliegia grande grande; espressione quest'ultima più di La Morra che di Castiglione Falletto e del Villero in particolare.
Il Villero è uno dei cru più emozionanti dell'intero comprensorio, basta andarci per rendersi conto, la piccola parcella dei Cordero occupa una posizione privilegiata.
Euro 44,10

Barolo Gattera
Colore granato vivo
Naso piuttosto strano, escono carne e mirtilli, e se la prima sensazione può appartenere ad un Nebbiolo lamorrese di non particolare finezza, i frutti neri destano qualche perplessità come anche alcune sfumature verdi.
In bocca si distende una struttura ben progettata e anche meglio costruita, purtroppo lo sviluppo manca di tensione ed il vino finisce per sfuggire.
Si pone in una posizione commerciale superiore all'Enrico VI, mentre dal punto di vista stilistico rappresenta una netta deviazione.
- Prezzo alto e troppa poca tensione per essere un Barolo di valore, ottenuto tra l'altro in un'annata davvero propizia per avere un'armonia vibrante.
Euro 48,60

Barolo Monfalletto
Colore granato intenso.
Naso serrato, contraddistinto nell'impatto da sentori di legno e da un pizzico di vernice; lo sviluppo successivo è interessante, appaiono una viva florealità, note di anice stellato, ciliegia distillata e lampone.
In bocca ha tensione e volume, rivela l'impostazione modernista soprattutto nella prima parte della sensazione, con la progressione si fa più serio, aggressivo, e chiude bene.
+ Elegante e in perfetta linea con le premesse notevoli donate dal già riuscito 96. E' chiaramente superiore al 97 ed ha un rapporto col prezzo molto conveniente.
Lo stile appena furbo dell'impatto suscita qualche perplessità presso quegli appassionati che amano una strettissima consuetudine produttiva.
Dietro l'etichetta Monfalletto si nasconde in pratica l'intera e consistente (70.000 bottiglie) produzione di Nebbiolo da Barolo dei Cordero, per cui ci sono uve della vigna omonima (quella del Cedro del Libano) ma anche della Gattera e di altri appezzamenti tra le borgate Ciotto e Gancia.
Euro 30,24

Corino
La Morra (CN) 0173/50219
Barolo Giachini

Colore granato caldo.
Naso subito di rovere, la potenziale complessità non tarda però ad arrivare cogliendo alcuni spunti davvero particolari come fiori macerati, spezie, terra e foglie di tè, quasi fosse un vino di Castiglione Falletto.
In bocca appare intatta la corrispondenza, torna ad essere un vino di La Morra con la proverbiale sinuosità, ha poi calore ed un finale lungo; nella verifica immediata a bicchiere vuoto il vino ha dato qualche segno di stanchezza accentuando la carenza di vitalità avvertita nel primo assaggio.
+ E' un vino vero, ha materia da vendere ed una originalità olfattiva che si fa ricordare.
- La mancanza di freschezza è una lacuna piuttosto grossa se pensiamo che il Giachini di Corino ha sempre rappresentato un esempio di incisività da opporre alla generale tentazione di rotondità.
La Cascina Giachini occupa parte della Conca di La Morra, è un posto bellissimo che dà origine a Nebbioli più sostanziosi rispetto alle Rocche.
Euro 40,14

Barolo Vecchie Vigne
Colore granato cupo.
Naso subito segnato dal rovere che non se ne andrà, né dal bicchiere né dalla prova a bottiglia aperta; si intravedono per ora note balsamiche, di ciliegia e caffè.
In bocca è ovviamente molto amaro, asciutto (sempre da rovere) e decisamente pieno ma proprio fermo, almeno per ora.
- Le ambizioni di questo vino, davvero potente nella materia, sembrano scontrarsi con la natura del Nebbiolo che probabilmente fa fatica a digerire un trattamento a base di doppia barrique nuova (una per la fermentazione alcolica e una per la maturazione); è come se l'estrazione avesse raggiunto un punto di non ritorno dopo il quale è difficile recuperare l'identità del vino. Inoltre il prezzo non è incoraggiante.
La degustazione in anteprima è una visione parziale della qualità del Barolo 98, prendete quindi la nostra valutazione col beneficio di inventario: ci sono segnali interessanti che vengono dalla zona e che spiegano come la barrique può realmente risolversi aspettando il tempo debito (alla faccia di chi pensava che facesse prodotti più pronti), anche se sarà difficile per noi riuscire ad amare fino in fondo questo vino.
Euro 74,34

Poderi Luigi Einaudi
Dogliani (CN) 0173/70191
Barolo Cannubi

Colore rubino chiaro e vivo.
Naso invece molto cupo, foglie ciliegia, rovere e poco altro per un bel pezzo; un'espressione foriera di grandi cose nel tempo.
In bocca il rovere per ora domina lo sviluppo, la struttura non manca ma la sensazione amara fa fatica ad integrarsi, il sapore è un po' asciugato pur mantenendo una veracità barolista tutt'altro che banale.
+ Apprezzabile interpretazione dei Cannubi con una quota di grinta in più, originata solo in parte dal consistente uso delle barrique nuove.
Dopo qualche giorno la tensione del vino non era cambiata come è vero che il rovere non aveva dato segni di migliore assimilazione.
Sono molti i produttori a bearsi dei propri Cannubi, il vigneto più celebre dell'intera denominazione, gli Einaudi sono tra i pochi a poterselo permettere sul serio: la proprietà era della famiglia Viganò da numerose generazioni, si trova proprio nel "Cannubio", considerato il cuore della sottozona.
Euro 48,40

Barolo Costa Grimaldi
Colore granato vivo.
Naso di eguale densità, sentori marini, e poi frutta macerata scaturiscono a tratti da un'espressione decisamente chiusa; la prova a bottiglia aperta ha chiarito parte dell'esibizione odorosa confermando la classe cristallina del prodotto.
In bocca appare subito la statura di un vino autorevole, potente, pieno nella corrispondenza, aspro quanto basta per essere vivacissimo, sottile nella dinamica del sapore.
+ Uno dei più emozionanti dell'intero lotto. Eleganza e territorio sono state confermate dal test a bottiglia aperta. Il prezzo è molto conveniente.
La sensazione amara non rappresenta un problema, il vino la amalgama facendone un altro elemento di attrazione.
Il nome Einaudi è legato al Dolcetto di Dogliani, ma la proprietà di Barolo non ha nulla da invidiare a quella posta intorno al luogo di nascita dell'azienda, la celebre Cascina San Giacomo, lo dimostra questo vino che nasce dal vigneto Terlo (il nome Costa Grimaldi non significa molto).
Euro 41,20

Germano Ettore
Serralunga d'Alba (CN) 0173/613528
Barolo Cerretta

Colore granato classico.
Naso contraddistinto da una mineralità coinvolgente, corroborato da una calorosa prugna e reso più viscerale da nitidi sentori di cuoio.
In bocca si avverte per un attimo il residuo burroso del rovere nuovo, il sapore è tosto, deciso, sostenuto dalla cruda continuità dei tannini; ci manca un po' di freschezza ma il palato è autorevole, davvero importante.
+ Gli aspetti più selvaggi e intransigenti di Serralunga interpretati con estrema cura da un produttore capace di guardare oltre. Il prezzo è molto incoraggiante.
La Cerretta possiede un sottosuolo molto complesso, capace di donare aspetti quasi mediterranei ai Nebbioli.
Euro 36,00

Barolo Prapò
Colore granato fervido.
Naso molto bello e verace, esce Serralunga col suo magico goudron accanto a brodo, terra e liquirizia nera.
In bocca è risoluto, appare il rovere nuovo che però non disturba la succosa asprezza che si sviluppa: gli estratti tengono la botta del tannino della buccia ma il vino rimane un modello di aggressività.
+ La modernità dello stile non ha sacrificato il temperamento del vino, anzi lo ha reso quasi più estremo.
La vigna Prapò, detta anche Pra di Pò, fa scaturire nel Barolo una sensazione di asfalto che non trova eguali in altri luoghi.
Il prezzo è molto buono.
Euro 36,00

Ghisolfi Attilio
Monforte d'Alba (CN) 0173/78345
Barolo Bricco Visette

Colore granato trasparente vivo e bello.
Naso di notevole carattere, chiuso di mare e radici, appaiono sentori di cuoio, una vena minerale, e poi note di foglie, lamponi e spezie freschissime.
In bocca è sin esagerato nello scatenare il suo potenziale gustativo, ha calore da vendere, un ritorno nitido di foglie ed un finale molto aperto.
+ Ghisolfi è sempre lì, pronto a sfruttare un'annata felice per dare alle Visette, storico cru di Monforte in una sottozona un po' sottovalutata, la possibilità di esprimere una sorta di antico furore, un'energia calda e veramente originale. Grande onestà nel prezzo che lo rende tra i vini più convenienti dell'intero lotto.
Buona la tenuta a bottiglia aperta, ad ogni modo non è il Barolo di chi ama sottigliezze aromatiche e longilinee severità gustative.
Euro 33,12

Giacosa Bruno
Neive (CN) 0173/67027
Barolo Rocche del Falletto

Colore granato trasparente.
Naso che cresce col passare dei minuti, non ha una grande definizione ma ugualmente si coglie la sua straordinaria varietà: lamponi, camomilla, brodo, tè, fieno, terra e rosa; questo coacervo rimane intatto anche a bottiglia aperta e dopo qualche giorno.
In bocca può essere trascinante, succoso, lunghissimo, la sua sottigliezza è un pregio irrinunciabile, il finale lascia un senso di pienezza aromatica difficile da eguagliare.
+ I suoi ritorni di brodo e fiori sono tra le cose che si ricordano di più dell'intero banco d'assaggio, al punto che qualcuno lo considera il miglior vino in assoluto.
E' possibile che il sapore chiuda in maniera troppo prevedibile, anche in considerazione di qualche altro grande della stessa batteria.
La vigna Falletto è magica, la sua posizione sente Serralunga pur guardando Sinio, quindi ad est, ma riesce a superarne la proverbiale mineralità offrendo una ricchezza che solo un interprete sensibile sa afferrare per intero. Il fatto che il nome richiami l'antica famiglia proprietaria dell'intero comprensorio vuole indicare la qualità superiore rispetto agli altri luoghi.
- Il prezzo è troppo elevato.
Euro 88,30

Silvio Grasso
La Morra (CN) 0173/50322
Barolo Bricco Luciani

Colore granato profondo.
Naso dall'impatto cupo e concentrato, alla distanza lascia trapelare note di pesca e fiori in un compendio caldo e avvolgente.
In bocca l'attacco è accattivante, possiede ricchezza e continuità, forse per ora appare più facile e un po' meno "nobile" del Barolo Pi' Vigne, crediamo sia inevitabile vista la struttura possente ancora tutta da assestare.
+ E' stato molto amato da chi sente la modernità di questo vino come una grande emancipazione, inoltre la coerenza e l'armonia al Bricco Luciani non mancano davvero.
Tiene a bottiglia aperta senza le smagliature legnose di molti Barolo della nuova generazione.
Euro 43,20

Barolo Ciabot Manzoni
Colore granato profondo.
Naso di frutta sottospirito, all'inizio molto chiuso e poi sempre più comprensibile: escono fiori, terra ed una curiosa nota dolce.
In bocca l'impatto è serio, secchissimo, esce con autorevolezza il territorio con tannini decisi e ritorni di frutta aspra, il corpo si allunga con adeguata scorrevolezza.
+ A bicchiere vuoto e dopo alcuni giorni ha fatto crescere la sua personalità olfattiva attraverso sentori balsamici ed una perfetta stratificazione dei profumi.
- La crescita dei giorni successivi non ha però risolto uno dei problemi che avevamo notato, una sensazione amara troppo invadente, generata, crediamo, dalla combinazione tra rovere e tannini un po' verdi.
La differenza di stile con l'altro Barolo di Federico Grasso, il Bricco Luciani, non è più così netta, ed anche questo risente chiaramente di un trattamento più moderno.
E' ottenuto solo da viti che abbiano almeno 15 anni di vita.
Euro 50,40

Barolo Pi' Vigne
Colore granato maturo.
Naso di liquirizia di notevole finezza, poi escono cacao amaro, terra, foglie e spezie che contribuiscono ad una promettente complessità.
In bocca appaiono all'istante gli aromi iniziali, arricchiti da una florealità quasi marina: la corposità si allunga senza fretta dopo un bell'attacco, il calore si fa vivo e delinea con sicurezza un finale di eccellente profondità.
+ La tenuta a bottiglia aperta non tradisce le aspettative di quello che è stato uno dei Barolo più sorprendenti dell'intero banco d'assaggio; certamente nella sua batteria era stato favorito da prodotti meno dotati di personalità, ma non si è perso di fronte a bottiglie più ambiziose. Il prezzo lo rende davvero appetibile.
Pi' Vigne significa Più Vigne, è il nome di fantasia che Marilena e Federico Grasso hanno dato a quello che fino all'anno scorso era il Barolo "base", a convincerli sono state le esigenze del mercato estero, dove pare vogliano per forza vedere un nomignolo vicino alla denominazione; è ottenuto da uve della vigna Giachini dell'Annunziata, della vigna Capalot, posta tra La Morra e Santa Maria, e di un vigneto senza nome del comune di Barolo. E' passato in barrique usate e in qualche tonneaux di secondo passaggio.
Euro 35,10

Marcarini
La Morra (CN) 0173/50222
Barolo Brunate

Colore granato bello.
Naso di terra e carne in un impatto che fa fatica ad aprirsi, appena lo fa sfodera una nota di rosa davvero toccante, tutto questo senza concedersi mai sopra le righe, un modello di austerità.
In bocca il vino non si fa attendere, inizia subito la vibrante acidità, seguita dalla forza degli estratti e dalla tradizionalissima espressione dei tannini, quasi furenti; nella corrispondenza si intravede una nota di tartufo, il finale gustativo non cede ed è una bellissima stoccata.
+ E' d'obbligo metterlo tra i migliori nonostante sia crudo e, per qualcuno, non il massimo dell'eleganza.
Dopo la portentosa esibizione della versione 96 ecco un altro Brunate di La Morra, e dei Marcarini, con tutta l'autorevolezza che questo cru sa concedere: Luisella Bava ripercorre le strade di Elvio Cogno con matura capacità di selezione.
Euro 36,00

Barolo La Serra
Colore granato luminoso, bello.
Naso di anguria, spezie e liquirizia, poi radici, erbe e sentori balsamici.
In bocca è nervoso, sottile, amaro, la sua efficacia è portentosa, ritorna per un attimo un sentore legato al rovere ma la materia floreale e la relativa progressione sono innegabili.
+ Tanto aereo nei profumi quanto incisivo nello sviluppo del sapore, una piacevolissima contraddizione che a pochi vigneti è concessa: uno di questi, basta guardare anche gli altri produttori, è La Serra di La Morra.
Euro 36,00

Marengo
La Morra (CN) 0173/50127
Barolo Brunate

Colore granato molto vivo.
Naso altrettanto vitale, dotato di buona concentrazione e decisamente chiuso all'inizio: il tempo detta l'uscita di sentori floreali, di carne e mare insieme, a tratti misteriosi.
In bocca è un Barolo di sostanza, asciutto, teso, sottile e anche amaro, non possiede particolari slanci emozionali ma è coerente con il suo cru di origine, le Brunate appunto, dal quale sovente scaturiscono vini dotati di tensione.
E' probabile che la parcella di Marengo non sia la più nobile del celebre vigneto, posto a cavallo di La Morra e Barolo, ma l'interpretazione ci pare corretta e da seguire nel tempo.
Un filo di legno di troppo ed il sapore un po' seduto hanno caratterizzato il riassaggio a bottiglia aperta.
Euro 38,00

Mauro Mascarello
Monchiero (CN) 0173/792126
Barolo Monprivato

Colore granato denso.
Naso di liquirizia e mare, molto fascinoso e ancora alla ricerca di una fase di completa espressione.
In bocca è corposo, fa uscire una nota di carne molto forte, quasi balsamica, la dinamica possiede un'originalità foriera di ottime prospettive future.
+ La prova di qualche giorno dopo testimonia la fibra eccellente del vino.
Non sappiamo se il grande potenziale di quello che è considerato il vero alter ego, in quanto a fama, dei Cannubi viene qui sfruttato completamente.
Euro 45,00

Bartolo Mascarello
Barolo (CN) 0173/56125
Barolo

Colore granato trasparente.
Naso di rosa e prugna distillata, ancora chiuso eppure suggestivo, avvincente e irresistibile.
In bocca lo sviluppo è autenticamente nobile, grande freschezza insieme a calore; la corrispondenza ci dona un momento quasi romantico con i petali di rosa e la prugna distillata che tornano come baci in un sogno.
+ La ricchezza al servizio dell'eleganza, una tenue rusticità che si trasforma in magica capacità di interpretazione.
Qualcuno lo troverà non abbastanza lungo o non abbastanza denso, o non abbastanza…
Il Barolo della famiglia Mascarello è ottenuto da una bella porzione dei Cannubi con esposizione che si sposta da sud a est, uve che nelle ultime annate hanno sofferto moltissimo il caldo; questo giustifica ancora di più l'idea di mescolarle con quelle dei cru Torriglione e Rué.
Euro 46,50

Massolino-Vigna Rionda
Serralunga d'Alba (CN) 0173/613138
Barolo

Colore granato senza particolari sfumature.
Naso di fiori e liquirizia classico e davvero bello, note di mare e aspetti balsamici completano un'espressione odorosa di grande valore.
In bocca è serio, vivacissimo, deciso e graduale, non ha una progressione da fuori classe ma sa farsi amare sino in fondo.
+ Il prezzo è incredibile. L'aspetto succoso del sapore è una nota distintiva dei vini di Massolino (e di Serralunga in generale), una proprietà indispensabile se si vuole pensare al Barolo con il cibo; inoltre il tocco morbido del finale lo rende "umano" soprattutto in considerazione della intransigente austerità che delinea gli altri prodotti dell'azienda Vigna Rionda.
Euro 24,30

Barolo Margheria
Colore bello, granato vivo.
Naso subito segnato da una mineralità carnosa e viscerale, esce appena dopo un sentore passionale di frutta macerata reso più leggiadro da una menta eclatante.
In bocca l'attacco è portentoso: torna una terra bellissima accanto a cuoio e foglie, la progressione lascia senza fiato, il vino è crudo, lungo, molto promettente.
+ Autentico, fatto da chi lo ama così senza pensare a chi lo comprerà, porta con sé il territorio offrendolo con rigore e contemporanea duttilità. Il prezzo è notevolissimo.
La vigna dovrebbe chiamarsi Margaria, e non Margheria, inoltre si legge con l'accento sulla i. La locazione è strepitosa, sia come sottosuolo, lo stesso ricco di microelementi rossi delle vigne Marenca e Rivette, sia come esposizione, un sud completo. La sua estensione non supera i 3 ettari e mezzo.
Euro 36,00

Barolo Parafada
Colore granato illuminato.
Naso di liquirizia e menta, poi frutta resa più dolce dalla nota burrosa del rovere, e infine una confortante mineralità.
In bocca è una sorpresa, la sensazione si fa guizzante, è aspra, dinamica e tutt'altro che dipendente dal legno.
+ Le sensazioni finali, asciutte e affumicate, e l'accesa armonia sono di un vino di gran classe.
Ci convince malgrado la sua modernità sia un po' troppo cercata: e pur essendo il Barolo che meno amiamo dei Massolino ci sentiamo di raccomandarlo, anche in considerazione del prezzo che non risente della maturazione in barrique.
Euro 36,00

Barolo Vigna Rionda
Colore granato vivo.

Naso dalla densità speziata, il potenziale ci intimorisce, trapelano per ora "solo" camomilla, ruggine, fiori, zenzero e ciliegia amara, poi il profumo decide di chiudersi lasciandoci una mineralità quasi struggente.
In bocca ha una forza eccezionale, è il più amaro della sua memorabile batteria (c'erano tra gli altri Ca' Mia di Brovia e Falletto di Giacosa), non teme il confronto in quanto a ricchezza, grinta e didascalica aderenza territoriale.
+ Possiede un'espressività clamorosa proprio perché è capace di chiudersi (la prova a bottiglia aperta lo conferma) per tornare a parlare solo quando uscirà.
E' uno di quei casi in cui le possibilità evolutive del vino non hanno orizzonti certi, il minimo per cominciare a donarsi è 20-25 anni.
Uscirà nel 2004.

Mauro Molino
La Morra (CN) 0173/50814
Barolo Conca

Colore granato intenso.
Naso di rovere, ciliegia e sentori verdi, la sensazione è un po' matura.
In bocca torna il rovere, lo sviluppo gustativo pare in una fase difficoltosa, come se mancassero gli appigli.
E' un altro di quei casi, non molti per la verità, che abbiamo voluto raccontare pur non volendo esprimere una valutazione più netta: il vino è come alla ricerca di se stesso. Possiamo dire forse che è come se la maturità dell'uva avesse superato un limite dopo il quale è difficile recuperare la vitale identità del Nebbiolo.
Le vigne della Conca di Mauro Molino sono tra le più belle dell'intera sottozona, sia per esposizione sia per caratteri pedologici.
- Il prezzo ci pare in ogni caso sproporzionato.
Euro 54,00

Barolo Gancia
Colore granato maturo.
Naso invitante, delineato dal rovere (appena polveroso) ma anche dai tipici sentori dei Barolo di La Morra: fiori e frutta rossa sottospirito.
In bocca ha calore, densità ed una materia solida.
Molino eredita gli insegnamenti di Elio Altare senza scopiazzarlo, il suo Gancia è un Barolo che sa foderare la lingua riproponendo un frutto nitido.
- Non convince del tutto la staticità del sapore, il legno lo immobilizza con un finale asciugante.
Gancia non può essere considerato un grand cru ma esprime sempre vini che si concedono rapidamente.
Euro 43,74

Barolo
Colore granato trasparente.
Naso caldo e maturo, sentiamo in evidenza prugna, spezie e delicate erbe medicinali.
In bocca i tannini sono seri, compostezza e acidità delineano uno sviluppo gustativo pulito malgrado il rovere si faccia sentire molto nella fase finale della sensazione.
+ E' uno dei base più convincenti in assoluto, lo dimostra la tenuta a bottiglia aperta.
Forse siamo noi a sbagliare se amiamo dei produttori di stile moderno, come Molino, i vini "base", quelli in cui non c'è una esasperata ricerca di farli venire su, ma crescono in maniera meno eclatante e più naturale. Forse no.
Il prezzo è incoraggiante.
Euro 32,40

Oberto
La Morra (CN) 0173/509262
Barolo Rocche

Colore ricco.
Naso di rovere e liquirizia, foglia di pesco e terra, esce poi la carne in un insieme che mantiene una matura compostezza.
In bocca è concentrato, possiede una sensazione amara pungente accanto ad una certa staticità; questo non toglie nulla alla percezione di una sostanza importante.
Nonostante il suo portamento piuttosto coordinato è un vino che ha diviso i degustatori: chi lo ha amato ne ha colto la modernità non scontata.
+ Vino di indubbia ricchezza.
- Forse troppo fermo e caldo per rappresentare l'eleganza delle Rocche di La Morra.
Euro 48,60

F.lli Oddero
La Morra (CN) 0173/50618
Barolo Mondoca
di Bussia Soprana

Colore granato.
Naso di cacao che inizia piuttosto morbido, diventa più serio rilanciando sensazioni di terra, foglie, menta, cuoio e rosa appassita.
In bocca ha un impatto tannico ma lo sviluppo non è di quelli che lasciano il segno, il finale è infatti semplice e delicato.
Euro 41,40

Parusso
Monforte d'Alba (CN) 0173/78257
Barolo Bussia Vigna Munie

Colore denso.
Naso di erbe medicinali, poi caffè e sentori minerali; il rovere prende presto il sopravvento lasciando l'espressione un po' esanime.
In bocca la sensazione del legno è praticamente intatta nel passaggio dal naso: il sapore reagisce con tutta la materia che possiede, non ha grande freschezza ma la continuità non manca e così alla fine riesce a sopravvivere.
E' un momento difficile per i Barolo maturati in barrique nuove, nel senso che l'assaggio in anteprima non chiarisce bene quali sono i rapporti di forza con il legno. Neanche il test a bottiglia aperta ci ha aiutato a capire meglio la prospettiva di crescita di quello che nell'annata 96 era stato tra i migliori.
- Il prezzo comincia ad essere impegnativo.
Euro 54,00

Barolo Bussia Rocche
Colore granato cupo.
Naso denso e di rovere piuttosto deciso, poi pungente di alcol; il sentore di prugna è molto maturo e viene accompagnato da una sfumature di tè.
In bocca torna il legno quasi con violenza, ciononostante la progressione della materia è imperiosa, il vino è teso, forte.
+ La prepotente materia è racchiusa in una bottiglia che tra dieci anni potrebbe esplodere.
- Il rovere si mangia parte della piacevolezza che un grande Barolo deve saper offrire sempre, non una sensazione banalmente godibile, ma una reale partecipazione che sappia trascinare il degustatore.
Le Rocche nella Bussia Sottana, quella più vicina a Castiglione Falletto, il nome viene quasi sempre usato per definire un terreno molto ripido ed eroso.
Euro 54,00

Barolo Piccole Vigne
Colore granato deciso.
Naso caldo e carnoso, il rovere si fa sentire un po' troppo anche se non mancano spunti di fiori e di pesca.
In bocca ha un attacco sin troppo sensazionale, è aspro ma pieno, la profondità non delude le aspettative anche se il vino si fa più accessibile nel finale.
+ Per essere il Barolo di base dei Parusso è davvero una gran sorpresa, in linea con quanto di buono fatto da Marco e Tiziana nelle ultime stagioni.
La prova a bottiglia aperta ha rivelato una consistente trasformazione del vino: ha assunto calore e dolcezza perdendo un pizzico di austerità.
Euro 40,50

Pira Luigi
Serralunga d'Alba (CN) 0173/613106
Barolo Marenca

Colore denso.
Naso concentrato, appare il rovere ma non da solo, lo sviluppo olfattivo è raffinatissimo malgrado prema la visceralità del territorio.
In bocca è per ora un po' fermo, le emozioni promesse dal naso non vengono per ora confermate: la struttura è imponente, la concezione moderna è intelligente, manca la dinamica che faccia realmente la differenza.
+ L'esibizione è comunque di valore perché si è trovato in una batteria con alcuni dei vini più emozionanti in assoluto.
A bottiglia aperta il vino ha mostrato un piccolo segno di cedimento.
Euro 43,20

Barolo Margheria
Colore granato maturo.
Naso etereo, vissuto e caldo, carne e salamoia sono tra i sentori più evidenti, seguiti da frutti neri e dal rovere che sopravvive al resto con la prova a bicchiere vuoto.
In bocca il vino è teso, la mineralità si fa viva anche se lo sviluppo appare sin troppo caloroso, ad un impatto quasi gigantesco non fa infatti seguito un'adeguata eleganza.
Forse è troppo aspettarsi da questo vino una più convinta leggiadria in maniera da non rimanere tramortiti dopo il primo assaggio.
Pira è un viticoltore serissimo, appassionato e intelligente, la sua modernità non toglie mai nulla alla territorialità dei suoi vigneti, lo dimostrano i riassaggi dei vini più maturi.
Per informazioni sulla vigna Margaria vedere la scheda di Massolino.
Euro 39,60

Pira e Figli
Barolo (CN) 0173/56247
Barolo Cannubi

Colore granato luminoso.
Naso delineato dalla forte componente del rovere, ma non mancano slanci emozionanti verso la frutta e i fiori.
In bocca appare la grande materia, certo i tannini del rovere sono molto forti e cercano di tagliare in due la sensazione: il vino sa reagire e regala un finale all'altezza.
+ La notevolissima sostanza di cui è dotato tiene anche a bottiglia aperta, anzi si libera di parte del rovere che lo imbrigliava.
Quello che convince di meno è la staticità espressiva: il Barolo dei Cannubi possiede in sé il pregio della dinamica, e qui si sente poco, almeno per ora.
La proprietà di Chiara Boschis è piccola, si trova in una zona dalla magnifica situazione pedologica e di irraggiamento, proprio sopra la vigna di Bartolo Mascarello. E' una parcella che prende molto caldo, forse è per questo che l'eleganza dei Cannubi sfugge un po' quando le annate sono così calde.
Euro 52,00

Principiano
Monforte d'Alba (CN) 0173/787158
Barolo Le Coste

Colore granato trasparente.
Naso piuttosto difficile da descrivere, a tratti complesso a tratti un po' greve, comunque sale lentamente con una nota di mirtilli.
In bocca si avvertono con chiarezza menta e terra, il corpo non manca e così una decisa nota amara in fondo.
Nessuno dei degustatori lo ha trovato un vino eccezionale ma si sono stabiliti due punti di vista diversi: da un lato chi ne ha amato la concentrazione benché confusa, dall'altro chi non è stato capace di "sentire" quello che il vino aveva da dire.
Principiano è un giovane postosi di recente all'attenzione di tutti, la sua interpretazione del vigneto viene da una scuola di valore, quella di Enrico Scavino, nel vino sta cercando la via per dare alla sua grossa materia prima il modo di diventare grande.
Le Coste di Monforte sono una sottozona posta in basso - sotto i Gavarini e vicino al Pian Romualdo - nella quale il sottosuolo è splendido, l'unico ad imbottigliare è Principiano.
Euro 41,40

Renato Ratti
La Morra (CN) 0173/50185
Barolo Conca

Colore rubino.
Naso inaugurato dal rovere che con ciliegia e sentori marini si staglia al centro della sensazione; col passare dei minuti appare un calore maturo che rilancia suggestioni meridionali.
In bocca è setoso, torna il rovere mentre il finale non riesce a coinvolgere in maniera completa.
I vini della Conca dell'Annunziata di La Morra possiedono un tono maturo un po' eccessivo per la severità barolista, e questo li fa appartenere quasi più ad un Sangiovese dell'Italia centrale.
- Il prezzo non è incoraggiante.
Euro 54,00

Barolo Marcenasco
Colore nitido e non concentrato.
Naso classico e delicato, sa di rovere ma anche di terra e frutta, è dotato di una dimensione fine che non rinuncia a spunti territoriali.
In bocca appare il calore, lo sviluppo del sapore è sottile, piacevolmente aspro, tornano sentori di sangue e di prugna nel finale.
+ Tannini vivi e buona lunghezza sono i pregi di un Barolo che tiene a bicchiere vuoto e anche dopo qualche giorno. Il prezzo è invitante.
E' la versione "base" dell'azienda di Pietro Ratti e di Massimo Martinelli, corrisponde perfettamente alle ambizioni della tipologia, esprime bene la zona nella sua globalità, appartiene all'annata 98, pur non esprimendo l'animus pugnandi del Nebbiolo.
Euro 36,00

Barolo Rocche
Colore granato bello e vivo.
Naso seducente per complessità, carne, rovere, frutta aspra e liquirizia tra i sentori più evidenti, veramente perfetto nella dimensione.
In bocca appare l'avvincente progressione gustativa che il vino delle Rocche ha nelle sue migliori versioni; i tannini sono veri ed il finale ha una curva morbida molto piacevole.
+ Un Barolo molto sentito e ben interpretato, adatto a chi ama la geometria e vuole comunicare il vino di Langa con spirito ecumenico.
La tenuta a bottiglia aperta ha confermato le ottime impressioni iniziali, è uscito solo un po' di rovere ma pienamente in linea con il resto.
E' opinione dei più che le Rocche dell'azienda Ratti siano le migliori in assoluto, quelle in cui l'azzurrina Marna di Tov si vede benissimo dopo una pioggia; parte della proprietà è di un collaboratore storico dell'azienda dell'Abbazia dell'Annunziata, il suo nome è Federico Oberto, la porzione principale invece fu acquistata da Renato Ratti negli anni '80.
Euro 54,00

F.lli Revello
La Morra (CN) 0173/50276
Barolo Vigna Giachini
Colore granato.
Naso di mare e frutta aspra, il rovere nuovo si avverte con chiarezza, lo sviluppo del profumo è in fase di assestamento ma è promettente.
In bocca colpisce la sua eleganza, ha freschezza e un bel ritorno di anguria, il finale è in perfetta armonia con l'impatto.
+ Misura e buon amalgama con il rovere.
Pur non essendo il Barolo dei fratelli Revello dotato di maggior carattere è quello che in questa fase esprime meglio le sue qualità: il Rocche ed il Conca vanno risentiti dopo l'estate, hanno il rovere ancora troppo invadente.
Euro 41,80

Giuseppe Rinaldi
Barolo (CN) 0173/56156
Barolo Brunate Le Coste
Colore granato ricco.
Naso bellissimo di menta, genziana e cacao amaro, aspro e fresco da morire, dotato di una terrosità potente, raffinato di visciole e radici, più austero di gesso e fiori, passionale di prugna e fieno; giovanissimo eppure già capace di trascinare gli animi.
In bocca è aggressivo, mordente, ha la ricchezza che ci vuole ma soprattutto sa crescere senza mediazioni.
+ Uno dei migliori, tutto corrisponde, la sua origine territoriale, la capacità di sentire del produttore che si autodefinisce autore di Barolacci, e la magica tenuta a bottiglia aperta che fa intravedere le possibilità evolutive.
Certo il Brunate Le Coste di Beppe Rinaldi non vi mette al sicuro, chi si aspetta una quiete futura rimarrà deluso, questo è uno di quei Barolo che non si risolve mai.
La parte delle Brunate di Rinaldi ricade nel comune di Barolo ed è una larga fetta nella quale si incrociano suoli diversi.
Euro 37,80

Barolo Cannubi-San Lorenzo Ravera
Colore granato pulito e vivo.
Naso di straordinaria eleganza: puntuto, viscerale quanto basta, di fiori, di visciole e prugne fresche, poi di fiori e lieve balsamicità.
In bocca è lunghissimo, traccia un confine che nessun vino riuscirà ad avvicinare, la sua forza sta nella collaborazione attiva tra acidità e tannino (il vero pregio dell'annata 98), tornano pesca bianca e tè in un finale indimenticabile.
+ Come Billie Holliday era capace di esaltarsi attraverso i lati esteticamente meno belli della sua voce il Cannubi del "Citrico" trova energia dall'imprevedibilità espressiva che è il vero atout del vigneto; se a questo si aggiunge la minuta quanto raffinata collaborazione delle uve della Ravera eccovi la "memoria del Barolo".
Più di qualcuno continua a preferire il vino delle Brunate, d'accordo con Rinaldi che il Cannubi è sempre il più pronto.
Il Cannubi San Lorenzo è una strisciolina di vigne che deve la sua grandezza ad una particolare escursione termica, da qui la classe olfattiva del Nebbiolo; San Lorenzo è il nome di una cappella, di cui rimangono pochi ruderi, che divenne lazzaretto quando a Barolo, con trenta anni di distanza da Milano, arrivò la peste e decimò il paese.
Euro 37,80

Rocche Costamagna
La Morra (CN) 0173/509225
Barolo Bricco Francesco
Colore granato molto vivo.
Naso legnoso e selvaggio nell'impatto, balsamico, quasi crudo, non è chiarissimo subito ma si pulisce progressivamente lasciando spazio ad una frutta molto viva, a fiori e a foglie macerate.
In bocca esprime la stessa vitalità del naso, è guizzante, non molto ampio e un po' amaro in fondo, nel complesso la sostanza non cambia e promette decisamente bene.
+ Intrigante espressione lamorrese, a cavallo tra ricerca di modernità e carattere. Il prezzo è centrato.
L'impatto poco limpido non rappresenta un problema, col passare dei minuti esce con forza la personalità del vigneto, un vero e proprio grand cru posto nel cuore delle Rocche dell'Annunziata, su una striscia di terra diversa dal contesto della sottozona, un particolare suolo che dà più austerità al Nebbiolo.
Euro 34,65

Barolo Rocche dell'Annunziata
Colore granato vivo e bello.
Naso cupo, appare una complessità dal grande potenziale, escono pesca, anguria, gomma, foglie e fiori.
In bocca appare subito il sentore di carne nella corrispondenza gusto olfattiva, c'è una modulata ricchezza che corre lungo lo sviluppo del sapore, escono tannini tanto decisi da essere aggressivi, il finale è appagante.
+ Prezzo onestissimo ed eccellente interpretazione del Barolo delle Rocche, come nell'altro vino dell'azienda si cerca di conciliare la spinta innovatrice con un'aderenza all'identità territoriale.
Qualche degustatore non ha trovato una lunghezza adeguata alla struttura tannica e alle ambizioni complessive del vino.
Il comprensorio delle Rocche ha molti proprietari, i Costamagna Locatelli ne possiedono una fetta sostanziosa e di grande qualità.
Euro 28,50

Sandrone
Barolo (CN) 0173/56239
Barolo Cannubi Boschis

Colore granato intenso e vivo.
Naso di frutta, diremmo in gelatina, poi mare e carne, ma anche pepe e una certa visceralità.
In bocca appare la proverbiale sinuosità del vigneto, lo sviluppo non è fresco come ci si aspetterebbe ma la lunghezza trova spazi non ostruiti dal rovere, anzi.
+ Un Sandrone meno "exciting" del solito e per questo amorevole, con la giusta quota di territorio e la memoria di una bella mano.
Non è un vino di grande statura ma il test a bottiglia aperta manifesta una tenuta superiore alla media; del resto i Cannubi Boschis sono una fetta molto vocata quando si tratta di esaltare annate come la 98. La famiglia che ha sempre ceduto le uve a Sandrone ha cominciato da un paio di stagioni a produrre in proprio, per questo gli rimarrà una parcella molto piccola dei Cannubi.
- Il prezzo è davvero troppo elevato.
Merita una nota la cantina nuova costruita poco prima del paese, una struttura non solo bella (forse un po' troppo) ma anche rispettosa del patrimonio architettonico della zona, giunta a compimento dopo sofferenze e notevole capacità di rassegnazione (doveva essere costruita in un posto migliore di quello assegnatole).
Euro 79,00

Fratelli Seghesio
Monforte d'Alba (CN) 0173/78108
Barolo La Villa

Colore granato chiaro.
Naso dominato dal sentore di camomilla, poi prugna e forti note verdi.
In bocca mantiene il tono intrigante del naso, il rovere invade la sensazione, la lunghezza è però messa in salvo dalla qualità dei tannini del vino.
Questo è un altro esempio di estrema ricerca di qualità nella materia prima, a fronte di un trattamento da parte del rovere che per ora ci permette di sentire solo parte del grande potenziale espressivo.
I Seghesio fanno vini di sostanza, se il vigneto a loro disposizione non concede grandi escursioni aromatiche ai profumi del Nebbiolo, in compenso non tradisce mai la solidità del vitigno albese.
Euro 41,00

Aurelio Settimo
La Morra (CN) 0173/50803
Barolo

Colore granato pallido e vivo.
Naso decisamente rustico di brodo, frutta macerata e muschio.
In bocca è duro, i tannini sono i protagonisti della sensazione accanto ad un'acidità molto forte, il finale offre dei ritorni di qualità.
+ Settimo indovina quasi sempre il "base" senza rinunciare ad uno stile che aderisce alla stretta consuetudine locale.
Il prezzo è molto buono.
La franchezza dei profumi non è il suo forte e anche i successivi test, a bicchiere vuoto e a bottiglia aperta, non depongono in maniera positiva.
Euro 24,00

Barolo Rocche
Colore maturo molto tradizionale.
Naso di tamarindo e verdure bollite, poi foglia di pesca, soia e frutta macerata.
In bocca ha tannini forti, al limite dell'anestesia, lo sviluppo è molto stretto pur non mancando di veracità e carattere; la corrispondenza, con sentori di frutta molto secca, fa intravedere una certa qual maturità che tradisce un po' la freschezza dell'impatto, e che porta il vino a sedersi progressivamente.
E' un Barolo come raramente se ne trovano, intriso di terroir, vitigno e pratiche enologiche arcaiche: ci chiediamo quanti appassionati, ormai abituati a Barolo ingentiliti dal cambiamento del gusto, sarebbero oggi capaci di riconoscerlo come il più importante vino delle Langhe?
L'assaggio dei vini della famiglia Settimo di annate più mature ci conferma la consuetudine produttiva e non chiarisce fino in fondo la capacità evolutiva del Barolo Rocche.
Il prezzo è molto buono.
Euro 28,00

Vajra
Barolo (CN) 0173/56257
Barolo Bricco Viole

Colore granato netto.
Naso di straordinaria lentezza, misurato e progressivo, delicato nelle sfumature verdi, più intenso nella parte di frutta e terra, suggestivo infine quando si tratta di esporre la coinvolgente e freschissima florealità.
In bocca oppone alla tenerezza del profumo una grande cattiveria unita ad una profondità eccezionale: integro, sottile, vero, eccezionale nella corrispondenza.
+ La posizione di "frontiera" del vigneto Bricco Viole lo arricchisce in emozionalità senza toccarne la sinuosa sostanza. Il prezzo è molto buono.
A bottiglia aperta il vino ha sfoderato un'esibizione che non sarà dimenticata amplificando la sua varietà; solo un sentore di burro è uscito a testimoniare l'uso del rovere nuovo.
I Vajra hanno un contegno monacale nel gestire la loro azienda, credono al rispetto del territorio e considerano un dono poter fare Barolo: la natura li sta gratificando dopo avergli chiesto pazienza infinita.
Il Bricco Viole ha trovato la sua continuità da quando il clima si è fatto molto caldo, visto che la posizione elevata e la intensa circolazione d'aria che lo circonda non avrebbero permesso in tempi diversi una completa maturazione del Nebbiolo; i vecchi raccontano che la neve quasi ogni anno arrivava prima sul Bricco Viole e poi, eventualmente,
in altri luoghi.
Euro 38,00

Mauro Veglio
La Morra (CN) 0173/509212
Barolo Arborina

Colore granato caldo.
Naso molto vario, passa attraverso sentori di pesca, prugna e visciola, non tralasciando i fiori e aggiungendo note di foglie; è particolare il suo sviluppo, perché per un po' si siede e poi invece a bottiglia aperta riprende con autorevolezza.
In bocca la corrispondenza è netta, lo sviluppo è serio, asciutto, il tannino è croccante mentre il finale è amaro pur esprimendo pienezza.
+ In un'annata che non ha favorito la severa delicatezza dell'Arborina questo Barolo si fa rispettare per integrità olfattiva.
- Il sapore desta qualche perplessità sulla sua tenuta futura.
Euro 49,50

Barolo Castelletto
Colore molto concentrato.
Naso di stampo internazionale, sentiamo ferro, frutti neri ed un calore un po' troppo meridionale.
In bocca è molto deciso nella prima parte della sensazione, si gonfia ben sostenuto dal rovere, escono anche piacevoli note di menta, poi tende a perdersi e chiude con un epilogo asciugato dal rovere e con pochissimo del vino dell'inizio.
E' uno di quei Barolo un po' atipici, a cavallo tra ricerca di concentrazione e forte maturità, nei quali è indiscutibile l'impegno del produttore mentre non è chiara completamente la sua intenzione.
+ La sua densità non ha origini che dalla forza della materia prima, questo è un dato molto apprezzato da una larga schiera di critici.
Luogo di Nebbioli imprevedibili il Castelletto è divenuto famoso grazie ai coniugi Veglio.
Euro 49,50

Barolo Rocche
Colore granato intenso.
Naso subito segnato dal rovere (che non se ne andrà), poi sentori animali piuttosto insistenti accanto a note di gomma, pesca e terra.
In bocca la sensazione del legno si fa dominante: concede una parte del grasso e della consistenza ma finisce per delineare una dinamica ferma e un finale troppo amaro.
In questi casi la domanda fatidica è "Il vino si libererà mai di questa prigione?". I produttori continuano a sostenere di sì, molti critici concordano e aspettano (ma intanto premiano), noi pensiamo che non sarà così facile per il patrimonio del Nebbiolo arrivare a spogliarsi della muta di vaniglia e sentori tostati e rinascere con una nuova complessità.
- Il prezzo è fuori proporzione.
Euro 68,80

Barolo Gattera
Colore granato trasparente.
Naso stimolante: all'inizio freschissimo e floreale, delineato da sentori di erbe medicinali, liquirizia e lampone, poi si chiude promettendo di trasformarsi con successo.
In bocca l'impatto è delicato, torna nitida la prugna, lo sviluppo è lungo, sottile, e lascia in eredità un finale di foglie tutt'altro che spiacevole.
+ La tensione del naso si è conservata bene nei giorni successivi, la bocca, già non importante dall'inizio, non è calata.
Il rovere si avverte soprattutto nell'impatto gustativo, condiziona parte dei tannini ma la materia del vino risponde da par suo.
Gli aspetti di lampone e fiori caratterizzano il Nebbiolo della Gattera in annate riuscite come la 98.
Euro 49,50

Viberti
La Morra (CN) 0173/50308
Barolo

Colore granato maturo.
Naso caldo, intrigante nell'impatto ma forse troppo poco definito per essere un vino ancora così giovane, dal momento che la complessità si acquista col tempo; qui forse si tratta di qualcosa che è andato perso; ad ogni modo si intuiscono burro, vaniglia, ciliegia e fogliame.
In bocca il rovere è ben dosato, il sapore ha un impatto violento, la polpa non manca ma escono fin troppo calore e un gusto tostato un po' imprevisto rispetto alle premesse dell'impatto.
Non esprimiamo valutazioni "+ e -" perché abbiamo la sensazione che il vino non sia in una fase felice, il passaggio dell'estate potrebbe aiutarlo a ricomporsi; lo facciamo sia perché si intravede il talento del Barolo serio e poi perché Eraldo Viberti raramente delude i suoi clienti.
- Il prezzo si è fatto impegnativo.
Euro 46,50

Gianni Voerzio
La Morra (CN) 0173/509194
Barolo La Serra

Colore granato intenso.
Naso contraddistinto da una bella ciliegia, aperta e matura; col passare dei minuti il frutto si fa più tenero ed escono nitidi i sentori di foglie macerate.
In bocca è sottile, il suo sviluppo è chiaramente verticale come La Serra vuole, i tannini stringono con bella onestà ed il finale è fatalmente un po' amaro.
+ La prova a bottiglia aperta ha fatto emergere i limiti di un assaggio in anteprima: questo è un vino serio, ha lunghezza e capacità di assorbire il rovere, inoltre possiede tutta la minerale salinità del celebre vigneto lamorrese.
Gianni Voerzio non fa mai vini molto polposi, sono una sorta di rifugio per chi ama sottigliezze ed un piccante ritorno.

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