logo porthos

Indipendenti da sempre,
ci occupiamo di vino, cibo e cultura

Il tuo carrello è vuoto

ico fbico twico isico gplusico ytico yt

  • Le degustazioni

Le degustazioni

Porthos ha raccontato al Palmizio... Ripensare il Trebbiano - versatile, suadente, duttile

La premessa nella presentazione dell’evento:

Ho conosciuto il Trebbiano in una fase molto delicata della sua storia, quando solo in rarissimi casi si poteva parlare di vino di qualità. La gran parte del liquido in circolazione era completamente anonima. Il Trebbiano d’Abruzzo di Valentini e Pepe, il bianco di Montevertine nel Chianti e il Torgiano Riserva Vigna Il Pino di Lungarotti erano tra i pochi esempi virtuosi, perché non avevano tradito le radici culturali e colturali della varietà bianca italiana più diffusa, né avevano rinunciato a un’espressività autentica, in totale controtendenza con l’espansione dei bianchi fruttati a prescindere. Potete quindi immaginare la nostra soddisfazione quando, alcuni anni fa, abbiamo cominciato a percepire lo sforzo di numerosi viticoltori per riportare il Trebbiano nella sua dimensione di bianco versatile, suadente e tattile, caratterizzato dall’emancipazione dei profumi fermentativi da associare all’impronta di ogni luogo. È stato ripensato alla luce di ciò che i maestri avevano lasciato, senza perdere la preziosa libertà d’interpretazione, ma perseguendo un senso storico, vera bussola di ogni denominazione d’origine.
 La degustazione sarà un confronto tra almeno dieci esemplari serviti alla cieca originati da diverse regioni dell’Italia centrale, Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo, nelle quali abbiamo scoperto lo slancio con cui viene custodita l’identità del Trebbiano, varietà resistente e malleabile ma non così incline a dare i migliori frutti ovunque la si pianti.

unnamed2

Questa la considerazione finale che apre la descrizione dei piatti e dei vini:

Il Trebbiano si dimostra vino indipendente e sensuale, versatile e intensamente fisico, ma soprattutto capace di emanciparsi attraverso la fermentazione spontanea e in virtù di una territorialità piena, restituita integralmente. La nostra selezione ha esibito una partecipazione gustativa che alla gran parte dei vini è sconosciuta, così non è stato difficile trovare sempre un vino pronto a seguire le veraci specialità del Palmizio. Lo consideriamo un incrocio di croccanti schiettezze e singolari imperfezioni, da misurare con la capacità di ascolto e accoglienza che ogni enofilo può imparare a praticare.

foto 4

Leggi tutto

Il matrimonio tra la pizza e il vino

foto di claudio caputo
note di matteo gallello

La serata è stata organizzata da Matteo Gallello, grazie all’aiuto di Miriana Baraboglia, Claudio Caputo e Roberta Facchini, condotta da Stefano Callegari - che ringraziamo per la grande disponibilità - e Sandro Sangiorgi.

Vini Callegari

Leggi tutto

La sottile linea gialla, il Collio

La degustazione dei vini del Collio si è svolta il 28 marzo presso la sede di Porthos, è stata organizzata da Matteo Gallello, con l’aiuto di Miriana Baraboglia e Claudio Caputo, e condotta da Emanuele Giannone con Sandro Sangiorgi. Un grazie particolare va a Roberto Terpin per il tema.

Nel ripercorrere i vini della degustazione, come complesso di elementi, è emersa forte la spiccata identità di ogni singolo liquido, nonostante il “comune territorio di confine”. L’impronta identitaria mi ha fatto pensare a una premessa strutturalista la cui definizione generale, letta qualche tempo prima sull’Enciclopedia Italiana Treccani, mi è parsa calzasse a pennello per l’occasione: l’intera degustazione «costituisce una struttura, ossia un insieme organico e globale i cui elementi costitutivi non hanno valore funzionale autonomo ma lo assumono nelle relazioni oppositive e distintive di ciascun elemento rispetto a tutti gli altri dell’insieme».

Collio

foto di claudio caputo

Leggi tutto

Taurasi - rigore e veracità, le note di degustazione

La serata si è svolta il 29 aprile presso la sede di Porthos; è stata organizzata da Matteo Gallello con l’aiuto di Miriana Baraboglia e Claudio Caputo, condotta da Sandro Sangiorgi con Flavio Castaldo - autore di Archeologia dei vini in Campania - e sua moglie Antonella Lonardo. A loro un grazie particolare per la competenza storica e la capacità narrativa. Per un ulteriore approfondimento vi rimandiamo alla conversazione con Sandro Lonardo di gennaio 2013.

Libro

Leggi tutto

Etna, talento cristallino. Le note di degustazione

a cura di sandro sangiorgi e matteo gallello

Il seminario, svolto presso la sede di Porthos, è stato organizzato da Matteo Gallello con l'aiuto di Miriana Baraboglia e Claudio Caputo, condotto da Sandro Sangiorgi. Un grazie particolare a Giuliano Milana, sismologo e vulcanologo, a Salvo Foti, enologo e presidente del Consorzio I Vigneri, a Frank Cornelissen e Alberto Graci.

Leggi tutto

Chrónos e Kairós - Degustazione di vini naturali nel tempo

Riporto di seguito l’intera voce Tempo propizio, Kairós estrapolata da un testo di Francesco Varanini, professore all’Università di Pisa, al quale sono grato per quello che è riuscito a trasmettermi, durante i miei anni di studio e dopo. Il tentativo di far capire che “porre attenzione alle parole significa tornare a porre attenzione al senso” è alla base del suo insegnamento. Attraverso le sue parole vorrei provare a spiegare come intendo le due accezioni di Tempo nel vino.

Chronoskairos
foto di claudio caputo

Leggi tutto

Alberese e Galestro - Il Chianti storico

Castelnuovo Berardenga (e Gaiole)

il primo blocco delle note di degustazione è di giacomo lippi, il secondo di matteo gallello
 foto di claudio caputo

 

“Per me eran più di sette”

 

Chianti Classico (sangiovese e canaiolo) Campacci di Remo Migli (San Gusmè - Castelnuovo Berardenga)

IMG-20140402-WA0003Remo Migli

Leggi tutto

Il Barbaresco e il Barolo, originalità e universalità

La serata si è svolta martedì 25 febbraio presso il Sabya Beach di Grottammare ed è stata organizzata da Matteo Gallello e condotta da Sandro Sangiorgi. Un grazie particolare a Luca Bruni e allo staff del Sabya, Maurizio Silvestri e famiglia, Walter D'Ambrosio, Valerio Di Mattia, il professor Leonardo Seghetti, Daniele Massa, Emanuele Tartuferi, Giuliano Pettinella.

Barbarolo sabya

Leggi tutto

Rosella, Florio e Montalcino

note di degustazione di sandro sangiorgi e matteo gallello



Abbiamo cercato unità espressiva, perché la verticale di un vino è anche questo, e mentre eravamo impegnati a descriverla abbiamo incontrato una diversità tenera e sommessa, come se ogni stagione tornasse in mente con immagini più precise o più sfumate, in accordo con lo stato evolutivo di ciascun vino. La libertà di cui parla Florio Guerrini, marito di Rosella, genero ed erede naturale di Manfredi Martini, è nelle piccole cose. Il Brunello del Paradiso sale lento e tutto insieme, inutile cercarlo se in quella fase la finestra è chiusa, non si aprirà. Allo stesso tempo, non serve chiedere quando si dona senza mediazioni, perché cogliamo tutta la sua intenzione di accompagnarci, come fa la voce di Rosella che racconta i suoi ricordi di bambina.

 Verticale Brunello1


Leggi tutto

Riviste

Libri