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Istantanee dal Piceno

a cura di: Luca Iorio, Alessandro Morichetti e Maurizio Silvestri

 There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about.
Oscar Wilde

Qualche anno dopo gli ultimi assaggi, siamo tornati nel Piceno per valutare lo stato dell'arte di un cantiere aperto e vitale, cui si deve metà della produzione viticola delle Marche.

Mossi da spirito degno di una nascitura Ciurma marchigiana, abbiamo concepito una degustazione snella ma esplicativa della situazione attuale, con l'intento di mostrarne linee di tendenza odierne e sviluppi possibili. Perno degli assaggi è stata la scelta di privilegiare i due vitigni che il terroir piceno ha individuato quali forieri delle più nobili aspirazioni qualitative: Pecorino e Montepulciano. Sebbene l'aspetto quantitativo di una produzione territoriale sia assolutamente centrale nell'architrave stessa del comparto, è da questi due vitigni che i produttori della zona si aspettano di ottenere gratificazioni e riconoscimenti culturali, pur consci di peculiarità e distinzioni che non vanno trascurate e che cercheremo di sviscerare.
Altro criterio di scelta delle bottiglie è stato il tipo di viticoltura adottato: da sempre sensibili a una concezione naturale del fare-vino, unica strada praticabile per accedere all’anima di un luogo, abbiamo privilegiato vini da agricoltura biologica, certificati e non, permettendoci qualche escursione laddove etichette di particolare rilevanza tipologica lo richiedessero.
Sono rimasti fuori dalla degustazione grandi produttori, premiati dalla critica e dal mercato, ma la scelta effettuata è sembrata alla Ciurma più che rispondente all'esigenza analitica che ne ha mosso l'interesse.
 
 
 

 

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