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Vini Veri a Villa Favorita 2005

L'accogliente Villa Favorita a Monticello di Fara di Sarego (Vicenza) ha ospitato il 10 e 11 aprile scorsi il Gruppo Vini Veri per la seconda edizione di una manifestazione dedicata ai "vini secondo natura".

L'accogliente Villa Favorita a Monticello di Fara di Sarego (Vicenza) ha ospitato il 10 e 11 aprile scorsi il Gruppo Vini Veri per la seconda edizione di una manifestazione dedicata ai "vini secondo natura". L'evento riuniva produttori da otto nazioni, accomunati dalla pratica dell'agricoltura biologica, biodinamica o comunque sensibile all'ambiente e dalla vinificazione priva di biotecnologie o altri pesanti interventi di cantina. Era ospite anche uno stand di Porthos, cosa per cui desideriamo ringraziare l'organizzazione.

Il panorama di Villa Favorita ci è apparso eterogeneo; una delle questioni che questi eventi dovranno affrontare in futuro sarà se stabilire o meno un ferreo criterio di selezione dei partecipanti. Sappiamo che su questo punto non c'è un chiaro accordo tra i partecipanti; la questione è complessa e noi non intendiamo esprimere un parere in questa sede. Ci auguriamo che le diverse posizioni trovino un punto di accordo che permetta a questa o ad altre manifestazioni di questo tipo di ripetersi, diffondersi e ampliarsi. Per i promotori e per gli organi d'informazione sarà fondamentale vigilare sull'evoluzione del fenomeno del vino "naturale". E' confortante che ci siano sempre più attenzione e richiesta nei confronti di prodotti sani e buoni, ma proprio per questo motivo il rischio di deviazioni o speculazioni del fenomeno è concreto e già attuale.

 

La degustazione

Per dedicare la dovuta attenzione a ciascuno degli 88 vignaioli presenti sarebbe occorsa una settimana, e questo rende onore all'evento. Noi avevamo purtroppo poco tempo a disposizione. Abbiamo deciso di raccogliere comunque qualche impressione su alcuni produttori, concentrandoci su alcuni di quelli che conoscevamo meno bene, ma muovendoci senza un preciso piano d'azione. I produttori di cui riportiamo i vini sono in rigoroso ordine alfabetico; l'esclusione degli altri non è dovuta a motivi qualitativi. Le note di degustazione sono personali e da considerare con cautela, come sempre accade quando si assaggia in un contesto inadeguato a una degustazione tecnica.

Antoine Arena ö Patrimonio, Corsica, Francia
Patrimonio Grotte di Sole Vermentino 2001
Naso abbastanza profondo, speziato e mediterraneo, di moderata aromaticità. La bocca è grassa, di buona potenza, gentile e avvolgente; non dimostra volontà di impressionare. Il finale non è lunghissimo.

Patrimonio BG [Bianco Gentile] 2003
Naso caldo di macchia mediterranea dalla discreta impronta aromatica; rispetto al Vermentino sembra però mancare di reattività. La bocca ha un certo vigore e una morbidezza spiccata, ma si aggrappa a toni di miele che faticano ad aprire un ventaglio più articolato. Anche il finale mostra qualche limite di varietà e di finezza.

Non abbiamo obiezioni di sostanza nei confronti dei vini di Arena, che assaggiavamo per la prima volta, ma confessiamo di averli trovati relativamente poco coinvolgenti.

Bera Vittorio e Figli ö Canelli, Piemonte, Italia
Barbera d'Asti Ronco Malo 2003
L'impatto olfattivo è chiuso e cupo, dalla netta ritrosia iniziale; quando si apre lo fa su note di viola e su toni selvatici e di macerazione, ma non manca mai di una sufficiente precisione.La bocca è solida e polposa, si muove con continuità fino all'emergere di un tannino massiccio e severo. Il vino è sempre presente, si impone per la sua massa ma non è mai sfacciato né eccessivo.

Le vicissitudini che hanno accompagnato la nascita di questa Barbera (una fermentazione discontinua per oltre un anno) hanno forse disorientato temporaneamente il vino, che dimostra una personalità un po' esitante, ma non sembrano aver penalizzato la qualità della materia prima. Non ci sentiamo comunque di ritenere questa titubanza un difetto, data anche l'unicità dell'annata.

Weingut Clemens Busch ö Punderich Mosel, Mosel-Saar-Ruwer, Germania
Mosel-Saar-Ruwer Riesling Spätlese Trocken Pünderlicher Marienburg 2003
Naso molto bello tra carne e sassi, vivacemente minerale e pungente a richiamare note di gassosa. La bocca è tesa e minerale, delicata e carnosa, ci sono polpa e una sapidità importante; gli zuccheri si avvertono nitidamente ma rimangono sempre sottotraccia. Il finale è cristallino.

Mosel-Saar-Ruwer Riesling Spätlese Weissenberg 2003
Naso unito ma più riservato del precedente, quasi timido e legato all'effusione alcolica; poi lascia sfuggire note animali. La bocca è ricca di zuccheri, espansiva, materiale, di bella finezza; nella corrispondenza torna un'esatta traccia floreale. Il finale dimostra una piacevole grassezza e accenna già una certa complessità.

I vini di Busch sono vivi, presenti, probabilmente non dotati di una finezza puntuale, ma non ci sentiamo di pretendere questa caratteristica da Spätlese 2003 di un anno e mezzo di vita.

Azienda Agricola Donati Camillo a Langhirano, Emilia, Italia
Malvasia dell'Emilia Secca 2003
Bel colore dorato. Naso aromatico, caldo e fragrante, centrato su toni eterei e un po' cotti; non ha un'espressione molto composta ma ricorda piacevolmente il mosto. La bocca è asciutta, solida e tannica; non intende essere un esempio di raffinatezza, preferendo modi più spicci. Un bianco frizzante dall'impronta rustica, che dichiara apertamente la sua lunga macerazione sulle bucce.

Trebbiano dell'Emilia 2004
Bel naso vinoso, fragrante e di una certa compostezza; il vitigno si manifesta con tutta la sua riconoscibilità. In bocca è reattivo, lascia trapelare l'uso delle bucce e sa essere gradevole, benché la pressione dell'anidride carbonica sia piuttosto grossolana.

I vini di Donati sono spontanei e di esplicita impronta contadina. Nonostante questo non denotano pesanti limiti tecnici, semmai chiedono al bevitore una diversa tolleranza che rischia di rappresentare un limite di bevibilità, almeno in prima istanza. Se sapranno raffinarsi quel tanto che basta a non allontanare buona parte del pubblico, potranno tramandare un importante valore culturale in tempi sempre più incerti.

Azienda Agricola Filippi a Castelcerino, Soave, Italia
Soave Classico 2003
Il naso è carnoso, avvolgente e vegetale, dotato di una discreta profondità. In bocca il vino è puntualmente asciutto, diritto e amaro, giocato sulla delicatezza ma anche piacevolmente teso. Nitido il finale.

Soave Classico Vigne della Bra 2003
Naso più chiuso, carnoso e controverso della versione ãbaseä; esce alla distanza tra anice e note animali. La bocca è retta, amara e severa; dimostra di possedere una buona coralità dell'espressione, mentre la chiusura sfila in modo lineare senza essere mai sfuggente.

Soave Classico Raccolta Tardiva 2003
Al naso si mostra subito più grasso e imponente delle versioni precedenti, ma l'impatto gustativo riesce nell'impresa di esprimersi in modo rigoroso, asciutto e privo di fronzoli. Pulito il finale, che sfodera qualche intrigante tocco affumicato.

Ci hanno fatto una buona impressione i vini di questa azienda alla sua prima vendemmia vinificata e commercializzata in proprio. Non c'è alcuna preoccupazione di impressionare con il peso o l'esuberanza: i vini sono lineari, puliti e un filo rosso di delicatezza li accomuna. Non ci stupirebbe se l'esperienza portasse anche maggior personalità in futuro.

 

Hautes Côtes de Nuits [Bianco] 2002
Naso molto tenue, burroso, fresco e pungente con il rovere che trapela in modo chiaro. In bocca il vino è guizzante e intensamente acido, ma in parte imbrigliato dal legno, che non gli impedisce di rendersi comunque reattivo. Il finale è nitido ma non regala particolari emozioni.

Côte de Beaune la Grande Châtelaine [Bianco] 2003
Naso di bella mineralità, solido ed elegante; poi si aggiungono note di fiori e fieno. La bocca accusa parte dell'invadenza del legno, ma è anche fine e salata e tira fuori uno sviluppo molto godibile; il finale è di buona pulizia e dimostra una certa profondità gustativa. La Borgogna inizia a trapelare con chiarezza.

Côte de Beaune la Combe d'Eve [Bianco] 2003
L'impatto olfattivo è fine e delicato, minerale, senza l'esuberanza della Grande Châtelaine.In bocca il vino è capace di penetrare e di sfoderare un'acidità quasi piccante, su una buona struttura complessiva. Il finale è amaro e acidulo, con dei tratti affumicati.

Bourgogne Hautes Côtes de Nuits En Grégoire [Rosso] 2002
Al naso è speziato e fruttato, mentre con il passare dei minuti emerge anche una componente vagamente farmaceutica che scivola su toni caramellati; non perde comunque mai pulizia né nitidezza. La bocca è tannica e acida, nervosa e metallica, tanto da non rendere affatto semplice la godibilità del vino che finisce per risultare scontroso; l'impianto complessivo lascia desiderare anche un po' di materia in più.

Bourgogne Hautes Côtes de Nuits Sous le Mont [Rosso] 2002
Naso più grasso e tostato del precedente, dalla fisionomia più ampia; il timbro caramelloso è netto, tanto da conferirgli un modo che rischia di scivolare nella caricatura. La bocca è acida, intensa ma anche filante: tornano la buccia d'arancia e un tannino molto asciutto; il finale è aspro. Un vino dalle evocazioni quasi montane.

Beaune Lalune 2003
Il naso è penetrante, tra sensazioni animali e arrostite; poi escono sassi, fegato, frutta matura e tracce di menta molto aeree. La bocca è piena, potente ma anche di un'acidità tagliente; il sapore resta preda di un tannino duro che si trascina nel finale, ancora molto asciugante nonostante la pienezza del frutto.

I vini di Giboulot non dispongono di terroir ricchissimi; ciò nonostante riflettono in modo piuttosto fedele la Côte d'Or ãminoreä, con i suoi modi acidi, talvolta bruschi, e una concentrazione della materia mai totalmente compiuta che lascia spazio al desiderio di polpa, specie nei rossi.

Château La Fleur Cailleau a Canon Fronsac, Bordeaux, Francia
Canon Fronsac 1999
Naso di bella avvolgenza, tra catrame e frutta matura, poi escono note eteree e una sensazione polposa; l'impianto è solido e caldo. In bocca è minerale, amaro e tutto d'un pezzo, dotato di una certa profondità; torna il catrame e il finale sa essere piacevole.

Canon Fronsac Cuvée 43 1998
Rispetto al precedente accusa una maggior diluizione della materia sin dal naso, ma è anche sensibilmente più aperto. In bocca mostra una buona continuità che si chiude in un finale lineare e ben definito.

Château La Grave  a Fronsac, Bordeaux, Francia
Fronsac 2001
Naso minerale e vegetale, dalla secca impronta erbacea. La bocca è acida e piuttosto solida, fornita di una gradevole presa tannica, mentre il finale si sviluppa tra erba tagliata, erbe aromatiche di stampo mediterraneo e incenso.

 

David Léclapart a Trépail, Champagne, Francia
Champagne Extra Brut Blanc de Blancs Premier Cru Trépail l'Amateur 2002
Naso fruttato e potente, di una purezza incisiva; comunica una durezza minerale e non concede molto per i primi minuti, poi si apre su toni di anice e d'erba meno perentori, facendosi agile senza perdere la sua fredda mineralità. In bocca è duro, forte, intenso, acido e molto netto; sfodera una forza e una lunghezza saline che ci proiettano molto in là nel tempo...

Champagne Extra Brut Blanc de Blancs Premier Cru Trépail l'Artiste 2000
Da subito più rotondo dell'Amateur, fa avvertire il legno con delicatezza, mostra una potenza invidiabile ed è di più facile approccio della versione ãbaseä. La bocca sa di anice, è molto rotonda e intensa ma resta acida, quasi tannica, e non lascia spazio alle leziosità; ci sono l'equilibrio del millesimo e una mano sobria e rispettosa. Lo stile è meno crudo della versione in acciaio, ma porta con sé quel timbro verde che è l'impronta del domaine .

Champagne Extra Brut Rosé Premier Cru Trépail l'Alchimiste 2001
Bel colore corallo intenso. Molto severo e duro al naso, che appare ritroso e probabilmente ridotto; una sboccatura sei mesi più vecchia della stessa annata mostra un vino ampio, aereo, su note di frutta dense ed eleganti, senza mai perdere compostezza. In bocca è di arduo accesso: la rispondenza odorosa non è delle più precise, ma il sale che domina la struttura è nitido e il mordente carbonico non manca. Non si può dire altrettanto del finale, che fatica ad affermarsi. Ci pare un vino ancora in costruzione, alla ricerca di una propria identità definita. La sfida non è delle più semplici, visto che l'Alchimiste è uno dei pochissimi Champagne rosati a nascere da una vinificazione in rosato di Pinot Noir.

Coteaux Champenois Rouge Premier Cru Trépail 2002
L'impatto odoroso è segnato da una fase di riduzione che non manca di un certo fascino; poi escono suggerimenti eterei e fruttati di bella precisione, mentre per ora manca la ricchezza che ricordiamo in altre annate. In bocca ha una spalla acida di grande energia, grinta da vendere ma un'espressione aromatica ancora tutta da liberare.

Coteaux Champenois Rouge Premier Cru Trépail 2003
Bellissimo naso caldo di immediata espressività, tra frutta matura, gesso e una freschezza balsamica. In bocca invece ha poca tenuta e si distende con fretta senza reggere la propria struttura fino in fondo, come un palloncino che scoppi all'improvviso.

I vini di Léclapart non puntano mai sui muscoli, ma sono esempi di eleganza e soprattutto di purezza. La scelta di non dosare gli spumanti gratifica la nobiltà della materia prima. I rossi sono dei rari esempi di Pinot Noir del grande Nord, dal fascino indiscutibile. Tutti i vini dànno un chiaro senso di gioventù espressiva: sembrano in qualche modo incompiuti, ma questo riflette la calma con la quale David lavora da pochi anni; sarà il tempo a rifinire la loro fisionomia.

Domaine Métras ö Romanèche-Torins, Beaujolais, Francia
Fleurie 2003
Naso di grande freschezza, dal frutto nitido e pieno, cui si aggiunge un intenso ma misurato apporto di cioccolato a rendere il tutto ancora più goloso. In bocca trova il modo di essere profondo ed efficace; ha un timbro macerato, caldo ma sempre unito e composto; riesce ad essere masticabile e liquido allo stesso tempo. L'acidità lo rende persino piccante e il finale è limpido.

Domaine Pierre Morey ö Meursault, Borgogna, Francia
Auxey-Duresses [Bianco] 2001
Naso tra roccia, note di pino e tocchi animali, con un'affascinante mineralità di zolfo; ha un'impronta balsamica molto rinfrescante e un ventaglio odoroso di preziosa intensità. La bocca è fresca, dapprima acida e poi avvolgente, su note di miele; dimostra di avere ancora un conto aperto con il rovere, che però si può pensare digerirà tra qualche tempo, mentre il finale è gradevolmente limonoso. Un vino di razza, grintoso ed elegante al contempo.

Meursault 2002
Impatto olfattivo tra frutta, fiori e rovere, poi sbuca una suggestione marina e un frutto più pungente; si esprime con una grande libertà e dimostra di non temere affatto il rapporto con l'ossigeno, che anzi lo gratifica. La bocca è dolce, accogliente, ma anche sapida e ficcante, con una setosa delicatezza sempre in sottofondo; il finale è unito e raffinato. Un vino elegante e di misurata morbidezza, privo di inutili smancerie; bada al sodo e dimostra di avere una indiscutibile capacità di rilanciare le sensazioni.

Monthélie 2001
Bel colore rubino luminoso. Naso tra frutto, animale e una certa mineralità; ci sono arancia, acqua di rose, lavanda a comporre un quadro etereo e finemente floreale. La bocca è sferzante, sostenuta da un'acidità e da un tannino potenti, tanto da far sospirare un po' di polpa in più.

Domaine Puzelat ö Les Montils, Loira, Francia
Touraine l'Ormeau des Deux Croix [Chenin Blanc] 2003
Il naso è acetico e molto bizzarro, la volatile alta e incisiva.
In bocca il vino è fresco, diretto e pungente, sa essere efficace e mostra una pulizia che il naso non lascerebbe presagire, prima di sfociare in un finale verde.

Touraine Sauvignon 2003
Note verdi ma anche agrumate compongono un naso di bella fragranza. La bocca è solida e seria, tesa ma avvolgente; torna il pompelmo che ne amplifica l'atteggiamento goloso mentre il vino finisce in modo inaspettato su toni di incenso. Un Sauvignon di carattere e intrigante.

Touraine La Tesnière [Sauvignon e Chenin Blanc] 2003
Il naso è di difficile approccio e comprensione, legato com'è a note acetiche ed eteree; esce anche un lato metallico che genera suggestioni settentrionali.
Contrariamente all'Ormeau non riesce a recuperare in bocca la titubanza del profumo, pecca di pulizia e il finale è complicato da accettare.

Vin de Table Clos du Tue Boeuf [Chardonnay] 2003
Il profumo è chiuso e restio finché la volatile non lo costringe a scoprirsi su toni di un certo impatto ma dall'espressione fredda. In bocca si fa carico di accogliere e poi accompagnare la sensazione, vivificando le dinamica nel tempo, anche se la sua chiusura manca di un po' di pulizia.

Cheverny Clos du Tue Boeuf [Chardonnay] 2003
Aspetto leggermente velato. Al naso emerge subito la banana tra le altre sensazioni fruttate e cremose, su un fondo di fresca balsamicità. La bocca è tonda e vellutata, avvolgente e carezzevole; poi il vino ha un sussulto d'intensità prima di chiudere con un atteggiamento più rustico e prevedibile.

I vini del Domaine Puzelat sono senza dubbio comunicativi. Fanno della spontaneità un mezzo per esprimere senza compromessi un terroir di carattere e personalità. In quest'annata 2003 ö probabilmente più unica che rara anche in Loira quanto a calore ö emergono alcune sbavature che non depongono a favore della pulizia. Non ci sentiamo di escludere che abbiano sofferto il viaggio.

Ferme de la Sansonnière a Thouarcé, Loira, Francia
Vin de Table de France Rosé d'un Jour 2003
Naso tenero e vinoso, tra frutta ed erba, legato a una volatilità alcolica ma delicato; risulta un po' pungente e il suo timbro è curiosamente mediterraneo. La bocca è fresca e di bella delicatezza, in crescendo, con un piacevole esiguo residuo zuccherino; la corrispondenza sa di yogurt all'amarena e il finale si situa tra il cacao, la ciliegia sotto spirito e nuove note lattiginose. In chiusura si fa vivo un sentore fenolico e si avverte appena un accenno tannico.Questa bottiglia accusava sentori di sughero; peccato non aver avuto l'occasione di assaggiarne un altro campione.

Weingut Wittmann a Westhofen, Rheinhessen, Germania
Riesling Westhofen Aulerde Trocken 2003
Impatto olfattivo tenue e pepato, di sobria aromaticità, quasi ricamato. La bocca è morbida e un po' appoggiata, con dei ritorni di zafferano; il finale ci pare relativamente scucito, segnato da un'acidità verde e tagliente.

Riesling Westhofen Kirchspiel Trocken 2003
Naso più carnoso e legato alla terra del precedente. La bocca è saldamente situata tra zuccheri e carbonica, ed esprime una bella eleganza, con un finale acidulo. La beva è facile e il vino di discreta densità.

Riesling Westhofen Morstein Trocken 2003
Naso vegetale ma abbastanza tondo, forse condizionato dal legno; poi escono note di carne.In bocca mostra una bella pulizia, è teso, nervoso ed erbaceo, possiede un'acidità tanto incisiva da risultare quasi tannica; gli zuccheri arrivano con parsimonia e il finale è piacevolmente piccante. Il bicchiere vuoto ha un'affascinante carnosità.

Rispetto ai vini della Mosella, questi Riesling della Germania centrale ci sono parsi di più complicato accesso, ulteriormente severi e bisognosi di maggior pazienza. Non hanno la polpa dei vini di Busch, ad esempio, ma una durezza austera che domanda più disponibilità al degustatore.

A Villa Favorita erano presenti anche le aziende: Radikon, La Castellada, Dario Princic, Paolo e Valter Vodopivec e Benjamin Zidarich (Friuli Venezia Giulia); Oasi degli Angeli (Marche); Paolo Bea (Umbria); La Biancara e Castello di Lispida (Veneto); Podere Le Boncie, Caiarossa e Massa Vecchia (Toscana); Giuseppe Rinaldi, Teobaldo Cappellano, Bartolo Mascarello, Cascina degli Ulivi e Trinchero (Piemonte); Françoise Bedel, Larmandier-Bernier, Raymond Boulard e Fleury (Champagne); Les Cailloux-Le Paradis, Julien Courtois, Domaine des Griottes, Olivier Cousin, Clos de la Coulée de Serrant, Domaine Saint Nicolas, Château la Tour Grise, Domaine de l'Ecu, Domaine Bernaudeau, Domaine Mosse e Silice de Quincy (Loira); Château la Grolet e Château Le Puy (Bordeaux); Domaine Leroy, Domaine Prieuré Roch, Vins Philippe Pacalet e Domaine Valette (Borgogna); Château de Roquefort e Domaine Milan (Provenza); Montirius, Domaine Duseigneur, Domaine Du Coulet, Domaine Marie-Claude Lafoy et Vincent Gasse, Domaine Romaneaux-Destetez, Domaine de Villeneuve, Clos du Joncuas, Domaine Richaud et Domaine Viret (Valle del Rodano); Gérard Schueller et Fils, Domaine Pierre Frick, Domaine Josmeyer, Domaine Valentin Zusslin, Domaine Weinbach, Domaine Marcel Deiss e Domaine Zind Humbrecht (Alsazia); Domaine Gauby, Domaine Léon Barral, Domaine Clos du Rouge Gorge et Domaine Cazes (Languedoc-Roussillon); Christian Ducroux e Domaine Lapierre (Beaujolais); Domaine Tissot (Jura); Batic Ivan, Movia, Cotar, Kmetija Slavcek, Urbajs Aci e Valter Mlecnik (Slovenia); Nikolaihof Wachau (Austria); Bell-Serrai, Mas Estela e Compagnia de Vinos Telmo Rodriguez (Spagna); Domaine de Beudon (Svizzera); Château Musar (Libano).

Libri

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