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Champagne


Siamo convinti che lo Champagne meriti le nostre attenzioni tutto l’anno e che non sia giusto relegarlo al solo consumo festivo, tuttavia diversi lettori ci hanno chiesto di raccontare l’esito degli eventi dedicati allo spumante francese, soprattutto perché i protagonisti sono stati i prodotti di alcune cantine dalla rigorosa impostazione “naturale”. Si tratta dunque di una congiunzione favorevole, sottolineata dalla convenienza di molte di queste bottiglie. Chi vuole maggiori informazioni può consultare i siti dei diversi importatori.
Un grazie speciale a Francesco Muci per l’aiuto nella realizzazione degli eventi.

 

Paul Bara (Bouzy) importato da Bolis, Pavia
Champagne Brut Grand Cru 100% 1998
Colore dorato brillante e perlage molto fine.
Naso ampio e complesso, emerge la matrice del Pinot Noir con i profumi di ciliegia sotto spirito e tartufo.
In bocca è intenso, avvolgente, mostra un calore e una carnosità che per un po’ nascondono le bollicine, il finale è nel segno della pulizia e il richiamo odoroso aggiunge elementi minerali di rara fragranza.
+ vino coraggioso, denso e lungo, per nulla condizionato dalla liqueur d’expedition ma neanche troppo rude.
Rispetto alla versione “base”, dove è presente un 30% di Chardonnay, è ottenuto con Pinot Noir in purezza; il produttore dichiara di non usare Pinot Meunier.


Champagne Brut Grand Rosé Grand Cru 100%

Colore rosa arancio brillante, perlage fine.
Naso morbido e un poco caramelloso, il richiamo della ciliegia è chiaro, manca però della finezza e della profondità presenti nei bianchi.
In bocca continua quel senso di semplicità già avvertito al naso, il liquido mostra una buona sintesi col perlage ma non ha la lunghezza che ne farebbe un prodotto da ricordare.
E’ ottenuto da Pinot Noir e Chardonnay vinificati in bianco con poco Pinot Noir vinificato in rosso del Coteaux Champenois Bouzy Rouge.


H. Billiot Fils
(Ambonnay)
Champagne Brut Cuvée Tradition

Colore paglierino intenso, perlage di estrema sottigliezza.
Naso lento e articolato, colpisce la fusione tra gli aspetti metallici piuttosto crudi con la densa profondità della frutta bianca; notevole la tenuta a bicchiere aperto.
In bocca si sviluppa sulla falsariga del profumo combinando rigore e tenerezza, mantenendo la perfetta integrazione del perlage; il risultato è una lunghezza eccellente.
+ E’ uno Champagne artigianale con gli aspetti sinfonici di un vino di grande Maison: non vi sono accattivanti morbidezze ma si avverte fino in fondo l’opulenza propria dei vini di Ambonnay.
L’encépagement dei cinque ettari di proprietà vede il 75% di Pinot Noir e il 25% di Chardonnay; Billiot ha una grande amicizia con il vicino Egly-Ouriet, che produce Champagne da solo Pinot Noir, ma i loro vini non potrebbero essere più diversi.


Raymond Boulard
(La Neuville aux larris)
imp. da La Flute, Milano e da Arkè, Gambellara
Champagne Brut Réserve Nature
Colore paglierino vivo, perlage molto fine.
Naso teso e minerale, diretto e continuo, nonostante il produttore ci trovi frutta e fiori per noi latitano al cospetto di una forza pungente che evoca mare e gesso; bella tenuta a bicchiere aperto.
In bocca emerge l’autorevolezza promessa dal profumo, l’acidità mantiene eretto lo sviluppo e così la sapidità non diventa mai caricaturale, bene il finale che conserva la fusione con l’anidride carbonica.
+ Le bottiglie acquistate da noi hanno, per fortuna, mostrato una fermezza molto territoriale che smentisce in parte la scheda tecnica del produttore dove questo apparirebbe come uno Champagne «morbido ed equilibrato».
Il produttore dichiara di usare 45% di Pinot Meunier, 35% di Pinot Noir, 30% di Chardonnay.
Abbiamo sentito anche il Grand Cru Mailly che ci ha destato alcune perplessità: ottenuto da Pinot Noir e pochissimo Chardonnay ha mostrato una certa titubanza che col passare dei minuti si è trasformata in passività espressiva.


Champagne Brut Cuvée Petraea XCVII-MMIII

Colore giallo intenso, perlage quasi invisibile.
Naso di chiara maturità ma senza accenti ossidativi, per ora sembra prevalere la complessità ottenuta in ambiente ridotto: tartufo, pietra, frutta distillata, miele di castagno.
In bocca è graduale, il liquido non ha l’attesa rotondità, appare più rigido, muscolare, quasi non avesse trovato una sua dimensione stabile; i tannini del legno sono chiari anche se non influenzano la qualità del finale.
+ Notevole per struttura e matrice territoriale.
- Meno bene la dinamica gustativa e la conseguente capacità di coinvolgimento che uno Champagne ambizioso deve possedere per costituzione.
E’ ottenuto col sistema solera, il Pinot Noir è presente per il 60%, Chardonnay e Pinot Meunier si dividono il resto; Petraea è il nome scientifico del rovere (quercus petraea).
L’azienda ha due sedi, una vicina a Epernay e l’altra a Cauroy Les Hermonville, a nord di Reims.


Fleury pere & Fils
(Courteron)
importato da La Flute – Milano
Champagne Brut Carte Rouge
Colore paglierino di apprezzabile intensità, vivo, perlage di buona finezza, persistente.
Naso lento e circoscritto ai sentori marini e della rifermentazione, l’aspetto migliore è la graduale sottigliezza che non si scompone neanche dopo diversi minuti dall’apertura e nel bicchiere; lascerà qualche dubbio a chi si aspetta sempre maggiore intensità.
In bocca non c’è soluzione di continuità, il liquido ha una godibilissima e lunga tenuità che ha assimilato senza sbavature le bollicine.
+ Impeccabile, la sua forza è la tesa delicatezza.


Champagne Brut Rosé de Saignée

Colore rosa salmone chiaro, lievissimo accenno ramato; perlage di media finezza, poco continuo.
Naso delineato dagli aspetti fermentativi, prevale la semplicità di sentori come la caramella alla frutta rispetto alla matura florealità che dovrebbe essere uno degli elementi distintivi dello Champagne Rosé; evidentemente il metodo della breve macerazione a freddo non ha permesso alle uve di cedere il meglio del proprio patrimonio.
In bocca è immediato e fresco, la dinamica è segnata dalla medesima tenerezza del bianco senza però la profondità e il pieno richiamo della corrispondenza.
- Fatica a farsi ricordare e ad emergere dalla media degli spumanti rosé di mezzo mondo.


Larmandier-Bernier
(Saint Vertus)
importato dal Teatro del Vino, Firenze
Champagne Extra Brut Vieille Vigne de Cramant Grand Cru
Colore paglierino molto chiaro, perlage impalpabile.
Naso minerale di notevoli severità e finezza, un pezzo di Côte de Blancs sciolto nel bicchiere; lievi note di agrumi verdi, mora di gelso e miele.
In bocca è formidabile, la tensione attanaglia tutta la bocca, non si tratta solo dell’acidità, è la componente tattile a tenere desta l’attenzione, lanciando una qualità del gusto da fare invidia a Clos du Mesnil.
+ Uno dei migliori Chardonnay in circolazione testimonia che il vitigno bianco più celebre del mondo raggiunge in Champagne una completezza e una capacità evolutiva che di rado si sentono nei migliori Borgogna.


Legras
(Chouilly)
importato da Bulzoni, Roma
Champagne Brut Chardonnay de VV Grand Cru 1998
Colore paglierino intenso, perlage molto fine e molto continuo.
Naso lieve e ricco di sfumature, la sua iniziale timidezza non deve ingannare, il profumo non sfugge e anzi si fa continuo e consistente col passare dei minuti: lo spettro è quello classico di uno Chardonnay che sta maturando bene, con nocciola, burro e spezie ma anche albicocca ed erbe medicinali.
In bocca mostra la perfetta mimesi della carbonica con la leggiadria e la lunghezza della struttura; nitido il richiamo odoroso e perfetto il finale che chiude senza scivolose sbavature.
+ Chardonnay sontuoso, più introverso rispetto a quello di Larmandier ma tutt’altro che arrendevole, come dimostra la prova compiuta a un giorno di distanza.

 

Jean Milan (Oger)
Champagne Gran Cru Special
Colore paglierino intenso, perlage di buona sottigliezza.
Naso floreale e appena mentolato, si ritrova un aspetto quasi selvaggio nella sua intensa vinosità, non è un’espressione di grande finezza ma la sua spontaneità è palpabile e affascinante.
In bocca aumenta il grado di complessità, il liquido si libera presto della sua rusticità e consegna una rimarchevole limpidezza, sottolineata dalla perfetta collaborazione tra acidità e salinità.
+ Pur senza la statura emozionale di altri si tratta di uno Chardonnay di proporzioni impeccabili.

 

Jacques Selosse (Avize) importato da Moon Import, Genova
Champagne Grand Cru Blanc de Blancs
Colore paglierino con riflessi rame, spuma cremosa e persistente come pochi, perlage molto sottile.
Naso floreale, quasi spiazzante per intensità e caratterizzazione, la mineralità è trasmessa senza strappi, un flusso continuo e avvolgente, una minutezza espressiva di rara delizia.
In bocca è avvolgente, non lunghissimo, piuttosto ordinato e con un equilibrio tra la prima parte e le sensazioni finali; l’acidità punge appena, la pulizia del finale è ineguagliabile perché non perde mai la matrice originaria.
+ Forse il “base” di Selosse ha perso una parte della consistenza che lo aveva reso celebre, ha però guadagnato in varietà e nella qualità del gusto.

 

Simon-Selosse (Avize) importato da Arkè, Gambellara
Champagne Extra Brut Grand Cru Premières Saveurs
Colore paglierino molto chiaro, perlage di media finezza.
Naso crudo e vivido, crosta di pane, erbe, nocciola fresca, prugna bianca e ananas contribuiscono a un quadro mobile e imprevedibile.
In bocca ha un’energia furibonda: impatto e sviluppo dominati dall’acidità, struttura incisiva ed epilogo cristallino; rimane da sapere con chi ce l’abbia…
+ Chardonnay fuori dagli schemi, può apparire sgrammaticato, in realtà restituisce un senso del frutto che riporta immediatamente alla vendemmia.
Pare non esserci alcuna parentela col più celebre Anselme, inoltre Simon è uno dei due cognomi.

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