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Rossi leggeri del Nord Piemonte

L’Alto Piemonte non è solo Nebbiolo. Qui di seguito trovate i vini migliori ottenuti dalle uve alternative, Vespolina e Uva Rara, selezionati tra più di quaranta assaggi. Per la verità c’è anche qualche Nebbiolo minore interpretato con giudizio e capace di consegnare il proprio terroir. Questo breve racconto è il doveroso compendio alla degustazione pubblicata su Porthos 23.
I prezzi di questi vini raramente superano gli 8 euro.

 

Antico Borgo dei Cavalli
Cavallirio (NO) 0163/80115

Il Silente Colline Novaresi Nebbiolo 2002

Colore granato maturo ma non scaduto.
Naso contraddistinto dal rovere, sotto questa patina si intuisce un’apprezzabile serie di profumi trai quali si segnalano albicocca secca, frutta distillata e foglie; pur non liberandosi del legno rimane aereo e non sgraziato.
In bocca scivola troppo, mancano la presa dei tannini e la consistenza nel cuore della lingua, in compenso rimane in eredità una vena territoriale dovuta alla puntuale evocazione odorosa.
Vino volenteroso e inevitabilmente limitato da un’annata non felice, una tagliatella con burro fuso e tartufo ne premia la gentilezza aromatica.

Ledi Colline Novaresi Vespolina 2004

Colore rubino vivo.
Naso intenso di anguria, liquirizia e spezie, può sembrare superficiale e invece sa tenere, soprattutto dopo una fase in cui gli odori più organici rischiano di prendere il sopravvento.
In bocca è salino e ha una progressione di tutto rispetto, non è certo sfaccettato come i vini delle denominazioni superiori, in compenso manifesta un’interpretazione di tutto rispetto.
+ La brillante dinamica gli consente di avvicinare un intero pasto a base vegetale, compresa una parmigiana di melanzane.

 

Anzivino
Gattinara (VC) 0163/827172

Caplenga Vino da tavola rosso 2003

Colore granato poco intenso e smunto.
Naso contrastato e maturo, è aereo, speziato, appena burroso, sa di anice, brodo e tè; non è facile accettarne la scompostezza ma l’insieme rimanda a nebbioli di valore.
In bocca è carnoso nell’impatto e fragrante nella corrispondenza, non ha la forza per chiudere con la medesima intensità, rimane un tono raffinato e decadente.
+ Originale e avvenente, peccato che a bottiglia aperta la grevità percepita al primo assaggio non si emancipi per partecipare all’apprezzabile complessità.

 

Brigatti
Suno (NO) 0322/85037

Colline Novaresi Vespolina 2004

Naso delicato, sa di erba e nocciola, dopo la temporanea scompostezza iniziale concede una nota di crostata di frutta che unisce la lieve burrosità con la freschezza del tono.
In bocca è secco e gentile, appena morbido nell’impatto è lineare, caloroso e non proprio un esempio di finezza nel finale.
+ Ben interpretato, merita una pizza rossa con mozzarella e verdure grigliate.

 

Ioppa
Romagnano Sesia (NO) 0163/833079

Colline Novaresi Nebbiolo 2004

Colore rubino leggero.
Naso fruttato e decisamente rustico, ha una sua animale compattezza.
In bocca è meglio nella prima parte dove l’alcol trova un aperto confronto con l’acidità, alla distanza si fa evanescente.
Un affettato come la pancetta arrotolata trova pronta la sua vitalità.

 

Le Piane
Boca (NO) 0322/866982

Colline Novaresi La Maggiorina 2002

Colore granato rubino molto vivo.
Naso chiuso, a trapelare è solo un sentore floreale, geranio, e linfatico, il tempo nel calice concede maggiore compostezza e cogliamo anche una promettente profondità.
In bocca il sapore è in mano all’acidità, il risultato è a tratti godibile, peccato che alla distanza il liquido si diluisca e trasformi la sensazione in una durezza poco comprensibile.
+ Rimane un’impressione di verace territorialità, da spendere su un panino con porchetta.
Abbiamo sentito anche la versione 2003 che ha destato alcune perplessità, una in particolare è legata all’uso del rovere che ha spezzato la sensazione gustativa in due.

 

Mazzoni
Cavaglio d’Agogna (NO) 0322/806612

Colline Novaresi Il Querceto 2004

Colore rubino leggero, uniforme.
Naso acre e appena polveroso, meglio dopo qualche minuto, escono frutta rossa, erbe, caramello e un filo di mineralità.
In bocca è gentile e ben fatto, non ha la perentorietà del naso, la sua presa delicata non gli impedisce di far sentire la cruda vitalità propria dell’annata; nelle corrispondenza giunge una sottile florealità, rimasta nascosta nell’impatto odoroso.
+ Migliora stando nel bicchiere; è un vino adatto al fritto misto vegetale.

 

Platinetti
Ghemme (NO) 0163/841666

Colli Novaresi Vespolina 2004

Colore rubino vivo.
Naso dall’impatto floreale e fruttato, la freschezza ha grinta anche se lo sviluppo rimane in superficie e col passare dei minuti non cresce.
In bocca è succoso e ha una bella fisicità, la qualità dei ritorni è però molto fermentativa al punto che il ricordo più intenso è la caramella.
Perentorio e giovanile è da abbinare alla carne salata.

 

Rovellotti
Ghemme (NO) 0163/840478

Colline Novaresi Nebbiolo 2004

Colore rubino cerasuolo vivo.
Naso speziato e pungente, etereo e in grado di offrire l’appassionante alternanza di calore e freschezza.
In bocca teso e piuttosto introverso, ha unità e sottigliezza, non un modello di persistenza ma capace di un’imprevedibile chiusura tonda.
+ Combina con successo matrice territoriale e identità del vitigno; mettetelo su una focaccia ripiena di formaggio fresco e prosciutto San Daniele.
Abbiamo provato anche il 2000 che ha offerto densità, misura e una lunghezza inusuale per un vino di fascia meno ambiziosa; il promettente 2001 aveva un tappo non perfetto.

Colline Novaresi Uva Rara 2004
Colore rubino compatto.
Naso fermentativo non sgraziato, alle note secondarie si fondono sentori di erbe, frutta secca e carne fresca, l’insieme dà l’idea di tenere.
In bocca è leggiadro ma non inconsistente, è succoso e composto, sa chiudere senza strappi e copre bene lo spazio sapido della lingua; unico neo un ritorno linfatico che dà l’idea di una non completa maturità delle uve.
+ Rovellotti rispetta l’identità dell’Uva Rara che si dimostra vino per piatti di pesce con sughi mediterranei.

Colline Novaresi Vespolina 2004

Colore rubino viola vivo. Naso pungente di fiori, dolce di frutta e piuttosto caldo, alla distanza diviene semplice. In bocca è nervoso, incisivo, poco fine ma dotato di un’espressività convincente; piacevolissimo il ritorno di liquirizia del finale.
Contraddittorio e imprevedibile, lo metterei sul tonno di gallina. Abbiamo sentito una interessante verticale di questa Vespolina – tutti i vini del nuovo secolo – traendo un’impressione positiva quando l’annata (2001) esprime un chiaro equilibrio, mentre appena questo non avviene (2003 e 2002) viene sconvolta la delicatezza del vitigno piemontese.

 

Torraccia del Piantavigna
Ghemme (NO) 0163/844711

Colline Novaresi Vespolina La Mostella 2004

Colore granato rubino luminoso. Naso di cuoio, sangue e ferro, fragoline di bosco e liquirizia, un quadro avvincente e caloroso. In bocca è materiale, tannini decisi, lo sviluppo ha una modalità accogliente anche se non ha una particolare lunghezza. + Nonostante non abbia una gran dinamica si rivela uno dei più interessanti della sua tipologia, tiene nella prova a bottiglia aperta e si dimostra adeguato a una tagliatella con ragù d’anatra e porcini.

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