logo porthos

Indipendenti da sempre,
ci occupiamo di vino, cibo e cultura

Il tuo carrello è vuoto

ico fbico twico isico gplusico ytico yt

Archivio

Grands Cru di Bordeaux 2003: l'articolo

Per il terzo anno consecutivo l’'Union des Grands Crus de Bordeaux ha organizzato un incontro pubblico a Milano.
articoloappunti di degustazionedossier meteo

  Oltre al desiderio di visibilità, il motivo della manifestazione era presentare il millesimo che si sta affacciando sul mercato, il 2003. Nata nel 1973, l'’Ugcb raggruppa 132 celebri châteaux classés e non classés del Bordolese con lo scopo di promuoverne l'’immagine e la vendita nel mondo. Anche quest'’anno nessuno dei tre membri d'’onore (Mouton-Rothschild, Cheval Blanc, Yquem) era presente al grande albergo di Milano che ha ospitato l’'evento; forse perché l'’Italia non fa parte dei «principali mercati interessati ai grand cru: Germania, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Svizzera, Stati Uniti, Giappone, Singapore e Hong Kong».

«Conosciamo bene l'’interesse degli Italiani per i grandi vini – afferma Patrick Maroteau, presidente al suo terzo mandato – e siamo soddisfatti del lavoro e dei risultati che stiamo ottenendo nel vostro Paese». Maroteau passa subito a parlare del 2003, l'’anno dell’'estate canicolare che ha causato migliaia di decessi in tutta la Francia. «Le condizioni meteo sono state eccellenti dalla fioritura alla vendemmia. Possiamo distinguere due tappe: una fase abbastanza calda da giugno a metà agosto, e il periodo successivo a ferragosto, quando due piccoli temporali hanno abbassato un po'’ le temperature. Siamo così potuti giungere alla vendemmia in condizioni perfette. Quindi un bellissimo millesimo, con l'’unico neo di volumi contenuti. Questi vini sono sorprendentemente freschi rispetto al ricordo che abbiamo dell’'annata. L'’estate 2004 –– continua il presidente – –è stata forse appena meno fortunata, ma le condizioni anticicloniche di settembre hanno permesso di vendemmiare in maniera perfetta. E’' un millesimo con diversi tesori nascosti e vini molto belli. Meglio ancora il 2005, nato sotto una buona stella, con condizioni sempre impeccabili. Di fatto, dal 1995 in poi non abbiamo più subìto veri guai meteorologici. Le malelingue avranno di che polemizzare, ma devo dire che con l’'annata 2005 siamo stati addirittura viziati: possiamo affermare sin da ora che sarà uno dei più grandi successi qualitativi degli ultimi 50 anni». Diamo ragione al presidente: con tutta la buona volontà e nonostante il notorio favore del clima bordolese, c’'è da pensar male. Non tanto della fortuna dell’'andamento meteo nell’'ultimo decennio, quanto del sistematico giudizio lusinghiero sui vini, affidato al consueto linguaggio magniloquente. Ma poiché non uso avvicinarmi alle cose con preconcetto, e tendo a credere alla buona fede delle persone, mi sono avviato alla degustazione del 2003 tenendo conto delle aspettative sollecitate da Maroteau. Nella fremebonda attesa di poter assaggiare il già leggendario 2005.

Libri

La Rivista