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Verticale di Gewürztraminer Zind-Humbrecht

Zind Humbrecht è produttore ritenuto da alcuni, per quanto attiene ai vini bianchi, tra i più grandi del mondo. Sul banco assaggio erano presenti cinque vini prodotti in annate che vanno dal '90 al '94, di due cru differenti: l'Herrenweg Turckheim, per quanto riguarda le annate '90-'91 e '92 e l'ancor più prestigioso Windsbuhl per il' 93 e il '94.
Per presentare questi due cru, ci varremo del commento cortesemente trasmessoci dallo stesso produttore. Come noterete il signor Zind Humbrecht ha accluso anche qualche nota e qualche previsione sullo stato organolettico dei vini: i lettori avranno dunque modo di paragonarle con le nostre riflessioni. "Il Gewürztraminer Herrenweg del 1990 proviene da un'annata molto buona, calda ma equilibrata e soprattutto secca in settembre e ottobre. Il raccolto è stato di 24 hl per ettaro. L'Herrenweg è un territorio di graves, situato all'imbocco della valle del Munster. Si giova di un clima caldo e secco. Si tratta di una vigna di pianura, ma, in compenso, può valersi di un buon drenaggio del suolo e soprattutto della presenza del sole sino a tarda sera. Indubbiamente un bel terroir, ma ciò nonostante i produttori, al fine d'ottenere la concentrazione auspicata, sono costretti a una attenzione particolare al rendimento. Il 1990 è un vino di grande equilibrio con un frutto superbo, che attualmente dovrebbe essere molto speziato, e quasi secco in bocca grazie all'invecchiamento.
Il 1991 deriva da una annata con produzione molto bassa (22 hl/ha), molto più difficile, specie in estate. Si sono prodotti vini molto ricchi e molto botritizzati, con una acidità importante. Il '91 era all'origine un vino potente, quasi secco, che oggi dovrebbe essere divenuto molto secco grazie all'invecchiamento. Meno floreale del '90 è molto minerale, con una forte presenza di muffa nobile all'olfatto.
Il 1992 deriva da una ricca raccolta (50 hl\ettaro), grazie ad un'estate calda ma umida (da cui dei grappoli ben gonfi). Si tratta di un'annata senza muffe, con acidità debole. Grazie però al buono stato sanitario dei grappoli, i vini sono aromatici e senza difetti. E' un vino meno concentrato del '90 e del '91, che invecchierà più rapidamente.
Il Clos Windsbuhl deriva da un terroir calcareo esposto a sud est con una forte pendenza da 20 a 35%. Purtroppo la vendemmia del 1993, annata calda e precoce, è stata assai difficile a ragione di ripetute piogge che hanno costretto a diverse interruzioni. Si svilupparono muffe nobili e non con una certa frequenza, ma il Windsbuhl era ben protetto dalle seconde!. Si tratta di un vino potente, con una bella acidità, all'olfatto molto minerale e speziato. Insomma, un risultato senz'altro soddisfacente per un'annata che si è rivelata difficile per il Gewürztraminer.
Il 1994 deriva da un'annata tardiva, con un raccolto assai basso (28hl\ettaro). Un settembre freddo ha permesso di conservare nel vino una bella acidità, mentre ottobre è stato straordinario: caldo il giorno, freddo la notte, senza una goccia d'acqua durante tutto il periodo della vendemmia. Ne è derivato un vino potente con quota zuccherina residua importante. Molto fruttato, la sua evoluzione tende verso gli aromi esotici, il mango, la frutta in confettura. E' un grande vino da conservare."

Fin qui le note del produttore. Venendo alla nostra degustazione, è stato unanimemente collocato all'ultimo posto l'Herrenweg Turckheim del '92, l'unico – diciamolo subito – che ha deluso le nostre (elevate) aspettative. Come si evince da quanto sopra, ciò è in linea con l'annata, decisamente la più debole, forse dell'intero decennio: il vino ha lasciato un po' perplessi già all'olfatto per dei profumi non propriamente netti (sentori di riduzione?) che alteravano il minerale e lasciavano trapelare pochissimo frutto, aspetto quest'ultimo che si è ritrovato anche in bocca, sebbene vada a onor del vero detto che, nonostante la scarsa concentrazione, il vino tradiva comunque il suo alto lignaggio.
L'Herrenweg Turckheim '91 si è collocato al quarto posto, ma già rivelava pienamente un livello sicuramente elevato: per quantificare, di qui in poi ci muoviamo indubbiamente in un range di punteggio superiore – ed in alcuni casi di molto – ai 90\100. Il profilo olfattivo è risultato davvero entusiasmante e assai simile a quello del '90, seppure un po' meno complesso e più minerale; tuttavia in bocca è risultato inferiore all'olfatto, specie per una nota acida che penalizza il profilo complessivo rendendo un po' disarmoniche le note minerali e impedendo forse l'emergere del frutto con la morbidezza e la grassezza cui questo tipo di vini ci ha abituato.
Il Windsbuhl '93, collocatosi al terzo posto, mostra un profilo olfattivo caratterizzato da un sostanziale equilibrio tra le note minerali e il miele, simile a quello del Windsbuhl '94, sebbene meno prorompente. In bocca il minerale risulta forse un po' esuberante e aggressivo, anche in considerazione di una dolcezza molto contenuta, ma il complesso risulta senz'altro di fascino, tale per cui ci son sembrate un po' ingenerose le note di Pierre Rovani, che, in un articolo apparso in Wine Advocate già lo scorso anno ne parlava come di un vino in fase calante, che aveva perso le marcate note fruttate per assumere un troppo ristretto profilo minerale.
Al secondo posto si è collocato l'Herrenweg Turckheim del '90, il più affascinante, insieme all'Herrenweg Turckheim '91, quanto a profilo olfattivo: note minerali di straordinaria finezza e complessità che, senza invadenza, si intrecciano con un profilo olfattivo prevalentemente giocato sul miele, il melone surmaturo e (non presente nel '91) una nota del tutto particolare che, come suggerisce Parker, ricorda certa frutta orientale, tipo il lici, la quale impreziosisce in modo notevolissimo il vino. In bocca si ritrovavano perfettamente il miele, la pesca, gli idrocarburi (di una finezza incomparabile), il tutto a costituire una complessità che forse è difficile rinvenire persino nell'ultimo vino in questione, il vincitore.
Stiamo parlando del mitico Windsbuhl '94, un vino la cui concentrazione e la cui dolcezza sono davvero impressionanti. Come si diceva, olfattivamente il suo profilo ha molte analogie col '93, ma, senza togliere alcun merito a quest'ultimo, in bocca è davvero un'altra cosa. Forse non ha le mille sfumature dell'Herrenweg Turckheim del '90 (di cui è però di quattro anni più giovane), ma questo miele così massivo, attraversato da raffinate note minerali ha finito per conquistare la maggioranza dei degustatori (peraltro circa la netta superiorità dei primi due, '90 e '94, l'unanimità è stata pressoché totale).
Per concludere, qualche nota sull'abbinamento cibo-vino. Va precisato che molti di noi non sono propriamente fautori di una linea che preveda un rigido accostamento tra i due: un certo piatto può sposarsi benissimo con vini assai diversi, fermo restando ovviamente l'inopportunità di certi accostamenti estremi. D'altra parte, se vogliamo sino in fondo analizzare affinità e (relative) incompatibilità allora forse è addirittura troppo generico parlare semplicemente di Traminer, o anche di Traminer alsaziano (non si dimentichi, peraltro, che stiamo affrontando un vino i cui abbinamenti non sono per niente facili!). Questa degustazione, ad esempio, ha evidenziato diversità davvero intriganti. Il '92 ed il '93 si sono rivelati i più indicati per un piatto di tonnarelli cacio e pepe, caratterizzato dalla fortissima nota aromatica del pepe nero (una selezione proveniente dai mercatini olandesi e rigorosamente schiacciato al mortaio) che bene si combinava con la nota minerale sui generis dei vini in questione; il '91 era perfetto con il lardo di Colonnata, il '94 è sembrato il più interessante con una faraona farcita con albicocche, mele e frutta secca; il '90 e il '94 erano forse gli unici a supportare due caprini di intensità e complessità inusitate, ed infine, proprio a voler spaccare il pelo nell'uovo, ma vi assicuriamo che non si tratta affatto di snobismi o sofisticherie, per uno straordinario erborinato dai marcati sentori di noce, elaborato da "La Tradizione" di Roma con una maturazione nell'Erbaluce passito, abbiamo trovato che l'accoppiamento ideale per la mollica interna (il Windsbuh l'94) differiva da quello per la crosta e la parte più esterna, decisamente meno aromatiche (non avevano infatti, a differenza della parte centrale subito la maturazione nel vino), più atte ad essere accompagnate dall'Herrenweg Turckheim '91.

Hanno partecipato alla degustazione, oltre all'autore di queste note: Alessandro Americo, Flaminia Bizzarri, Mario Di Pilla, Dino Ermini, Carla Farina, Franca Gambera, Magdalena Jimènez.

 

Giuseppe Martini

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