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Piemonte, Toscana e molto altro

Con grande sprezzo del pericolo ed indomita abnegazione, abbiamo bevuto i seguenti vini:

Piemontesi:
Barolo Castelletto 96 - Veglio Barolo Conteisa Cerequio 90 - Gromis Barolo 96 - F.lli Revello Monpra 98 - Conterno Fantino

Toscanacci:
Camartina 95 - Querciabella Solaia 94 - Antinori Sassicaia 93 - Tenuta San Guido Saffredi 97 - Le Pupille Cortaccio 97 - Villa Cafaggio Siepi '95 - Fonterutoli Brunello di Montalcino 1990 Vigna di Pianrosso - Ciacci Piccolomini d'Aragona Chianti Classico Ris. '93 Vigneto Rancia - Fattoria di Felsina

Francesi:
Cote du Rhone Villages - Prestige 1998 - Domaine La Soumade Pinot Noir Reserve 95 - Vin D'Alsace - Gérard Schueller

Marchigiani: Chaos 98 - Fattoria Le Terrazze

Abruzzesi: Montepulciano D'Abruzzo Villa Gemma 94 - Masciarelli

Trentini: Südtiroler Chardonnay Löwengang 95 - Alois Lageder

Friulani: Collio Merlot Graf De La Tour'97 - Villa Russiz

Umbri: Torgiano Rosso Ris. Vigna Monticchio 92

Come si può vedere dai vini scelti le nostre preferenze enologiche in quanto ad assaggi sono rivolte alla Toscana e al Piemonte, un retaggio che ci porteremo dietro a lungo visto che la Toscana è la nostra regione ed il Piemonte è il nostro ideale... Comunque tutte le bottiglie sono state acquistate da noi ed il nostro rapporto con le aziende produttrici è il solo scontrino fiscale... Ci ricompreremmo quindi queste boccie: Barolo Castelletto 96, il Solaia 94, il Saffredi 97, il Brunello Vigna Pianrosso 90, il Montepulciano D'Abruzzo Villagemma 94 e lo Chardonnay Löwengang 95... tutte bottiglie tranne il Brunello (che uno di noi aveva in cantina da lungo tempo) reperibili in enoteca cercando un po'... Antonio & Luca

PIEMONTE Barolo Castelletto 96

Veglio. Color rosso aranciato cupo non concentratissimo. I profumi di questo barolo castelletto sono stupendi: si aprono con una nota non netta (brett?) ma subito dopo un misto di canfora, terriccio umido, semi di mela, viola e frutto rosso lo rendo variegato e godibile, il tutto sospinto da un soffio alcolico pressante e pungente; in bocca qualcuno lo ha giudicato un po' magro e un poco evoluto, per chi scrive era stupendo, non impegnava la bocca come fanno certi vini ma si faceva apprezzare per questa sua calda e fine presenza con tutte le componenti alcol, tannino ed acidità giustamente calibrate e con una bella corrispondenza naso bocca nel finale, non lunghissimo, questo va riconosciuto. Da bersi ora ma anche da aspettarsi una buona evoluzione nei prossimi 4-5 anni. + per chi non vuole impegnarsi in cervellotiche ricerche questo vino offre un'interpretazione del barolo di pregevole fattura non impegnativa

Barolo Conteisa Cerequio 90

Gromis. Color rosso cupo un po' stanco. Profumi terziari di canfora e confettura di bacche rosse comunque intriganti, con il passare del tempo si trasforma e si evolve cedendo un po' d'intensità. In bocca l'attacco è buono ma non devastante, scorre lungo la lingua con perfetta calibrazione con un finale dolcemente suadente ma non interminabile, ritorna la confettura e si affaccia anche un po' di tabacco da pipa. Un vino che sta concedendosi ora al massimo, chi ce l'ha se lo beva. Tuttavia alcune altre bottiglie assaggiate durante l'anno avevano un frutto carnoso e tesissimo, non facile da trovare in altri '90. + Ci piace una certa sua prestanza appena "massiccia". - il costo a quale si trova non è dei più economici.

Barolo 96 F.lli Revello

Color rosso cupo. Un barolo atipico al naso con profumi da vino del sud, caldo e con toni di confettura e uva surmatura, piano piano si apre però ai caratteri più tipici del barolo come il tartufo ed il cuoio. In bocca se ne apprezza la bella fattura delle singole parti anche se tutte le componenti sono un po' slegate tra loro senza avere un filo conduttore. + - è un vino che divide c'è chi lo apprezza per questa sua voluta scompostezza che per altri è invece solo una connotazione negativa, comunque di materia ce n'è e ce ne sarà...

Monpra 98 Coterno Fantino

Color rosso rubino brillante concentrato e serio. Profumi caratterizzati da un'eccellente molteplicità con sentori di more, ciliegie e fragole di bosco, intercalate dal rovere che spinge sì, ma ben fuso e non prevaricante. Il bocca l'attacco è ampio e di sostanza ce n'è, il frutto però viene nascosto dal rovere un poco troppo insistente che rende il finale lievemente troppo amaro, il tannino è ancora serio e asciuga. Da bersi tra qualche anno. + i profumi sono veramente piacevoli - in bocca l'abuso del legno lo penalizza.

TOSCANA Camartina 95 - Querciabella

Color rosso concentrato leggermente aranciato sull'unghia. Il primo impatto olfattivo crea sconcerto, definirlo bestiale (che sa di bestia) non è improprio, a bicchiere aperto e con il passar dei minuti si leviga a sentori più fini come frutti rossi e mirtilli, ma perde l'irruenza e la forza iniziale adagiandosi a sensazioni monocordi. La corrispondenza naso bocca c'è tutta, la coerenza non manca, la "bestialità" esce a marcatamente con sentori di carne, sangue e ferro, pelle e pelliccia. Sia i tannini, che marcano un po' la bocca, sia l'acidità presente sono sottomessi alla rusticità del vino che annoia alla lunga. Forse aspettarlo ancora un po' non farebbe male. + spiazza e divide, non è un vino che accomuna. - questa sua rusticità a qualcuno può sembrar eccessiva e sicuramente manca una varietà di sensazioni che questo vino deve saper dare ('91 e 94 erano ben più articolati, anche se forse meno massicci).

Solaia 94 - Antinori

Color rosso cupo con unghia amaranto. Il naso sa subito di buono, circuisce con sentori variegati di nocciola, prugna, amarena, sentori carezzevoli di erbe aromatiche come salvia, rosmarino che si trasformano in effusioni di te al gelsomino, l'intensità e la persistenza dei profumi non scadono anzi si apprezza un bel crescendo di sensazioni. Grande classe. In bocca l'attacco è ampio, caldo, scorre levigato e levigante sulla lingua, i tannini presenti nel finale sono finissimi e tondi, il finale è lungo con ritorni di nocciola e amarene. Da bersi ora come tra qualche anno. + si accontenta di essere veramente buono, messo a confronto con altre annate più celebrate le disintegra. - sfortunatamente i prezzi a cui viene proposto non sono dei più agevoli.

Sassicaia 93 - Tenuta San Guido

Il colore e rubino abbastanza concentrato. Il cabernet fa la parte del leone, il naso è tutto suo con il peperone e asparago, spezie verdi, ha una bell'intensità ma non ci prende, come ci piacerebbe che facesse, difetta di fascino pur essendo perfettamente definito. In bocca è lineare i tannini sono veramente finissimi, scorre sulla lingua ma non concede un gran che di più che un finalino verdastro non degno del nome che porta: si è confezionato un vino "tecnico" con una materia solo buona. + per un'annata minore la fattura è buona; i tannini si rivelano magistralmente, come solo nel Sass. accade; - per il solito prezzo si può, anzi si deve, ber meglio...

Saffredi 97 - Le Pupille

Rosso rubino concentratissimo. Bei profumi di macchia mediterranea legati ad altri tipici dell'annata di cui è figlio, come la confettura di bacche rosse e il miele di castagno quasi stucchevole. In bocca è caldo e potente, l'acidità è al suo posto e contrasta magnificamente il frutto e l'alcol, il tannino è dei quello fine che graffia senza aggredire. + E' un vino giocato sull'equilibrio anche se l'annata 97 è stata tutto fuorché equilibrata in Toscana. - Non è certo tipico, ma forse non lo vuol'essere.

Cortaccio 97 - Villa Cafaggio

Color nero densissimo. Consistenza sciropposa. Naso denso anch'esso, frutti neri "verniciati", cenni di tostato, un insieme un po' monolitico e poco fresco. In bocca entra morbido, opulento e dolce, subito l'impronta è quella dell'eccesso, il vino si snoda e progredisce un po' a fatica, l'estratto è notevole ma rimane l'impressione di sovraestrazione pur senza asperità tannico-acide, chiude sufficientemente lungo ma quasi stucchevole. Da mangiare, ops... bere, subito se ci riuscite. - che dire, la voglia di concentrazione deve esser stata tanta, comunque non sono riusciti a renderlo gelatina. E' difficile salvarlo, il colore presagisce ciò che è: "la morte del vino" e la resurrezione in "marvin" (la marmellata vinosa). + didascalico di quello che non vorremo che sia... tutto ciccia e niente brufoli.

Siepi '95 - Fonterutoli

Colore rubino abbastanza acceso con lieve unghia granata; Buona la consistenza; il naso è di grande fascino, piccoli frutti rossi, maturi, spezie fini, erbe, anche accenni balsamici, netto, nitido e coinvolgente, di bella intensità e tenuta nel bicchiere; purtroppo la corrispondenza in bocca è scarsa, entra abbastanza deciso ma subito si placa, non abbraccia il cavo orale, strattona e arranca, con acidità forse un po'disgiunta dal resto, l'impressione è quella di un vino già maturato, la persistenza è solo buona. + Grande espressione olfattiva, di classe e carattere. - Ammettiamo che ci scoliamo con piacere il Siepi quando è giovane, per la sua morbida godibilità; assaggi del 94 e di questo 95 ci lasciano fortemente perplessi sull'opportunità di miglioramento ed evoluzione nel tempo di questo vino. - Prezzo fuori misura; per 90-110mila si può bere altro.

Brunello di Montalcino 1990 Vigna di Pianrosso - Ciacci Piccolomini d'Aragona

Colore stupefacente, rubino molto carico, fitto, l'unghia è pressoché assente. Magnifica consistenza: naso riconoscibilissimo, tipico, territoriale senza impuntature, serio, note di gomma, confettura di ciliegie scure, legno, imperioso e sicuro di sè; con il tempo emergono il tartufo e la liquirizia, il frutto non si stempera e rimane baldanzoso nella sua matura presenza; bocca di grandissima potenza ma quasi equilibrata, un coro di estratti, tannini e calorosa alcolicità che si sorregge e in cui le voci si fondono e compenetrano; lievissima sensazione asciugante dei tannini, pur di eccellente maturità, che non impedisce al roboante finale di impossessarsi di te e lasciarti quando pare a lui, sulle note del frutto e della liquirizia. + Io non so cosa si può chiedere di meglio ad un Brunello. Lo stato evolutivo promette mirabilie se si riesce a non stappare la bottiglia prima di altri 10 anni. + Si rimprovera spesso ai '90 di essere massivi e grossi, per questo vino ci pare che il rischio si sia evitato.

Chianti Classico Ris. 1993 Vigneto Rancia - Fattoria di Felsina

Colore rubino compatto con unghia decisa. Naso all'inizio di una espressiva evoluzione, si immaginano le foglie e l'humus, poi nobili spezie e un frutto non calcato ma integro; pulizia, nitidezza e tensione nel bicchiere da manuale, signorile ma aperto nel porgersi; la bocca esprime la vera sostanza di una Riserva di Chianti nell'elegante e sicura progressione gustativa, una pressione costante e graduale senza ammiccamenti, struttura non impressionante ma salda, che conduce al finale lungo senza eccessi, ancora fresco e quasi giovanile. + Un Rancia all'altezza di edizioni passate (l'88 su tutte), giustamente complesso e di eccellente beva. - I Rancia successivi si sono forse un po' smarriti per strada...

FRANCIA Cote du Rhone Villages - Prestige 1998 - Domaine La Soumade

Colore rubino concentrato ma non vivissimo. Bella consistenza; naso chiuso, reticente, anche dopo passaggio in caraffa, ma in agguato troviamo sentori aristocraticamente selvaggi, carne, pasta di olive scure, prugna matura: l'impressione è di estrema gioventù ma di elevata potenzialità; bocca compatta, giustamente ampia e di solida tessitura, sostanziosa e fin troppo seria; finale deciso con rimarchevole corrispondenza, dà spazio ad una sfumatura di erbe amare di elevata piacevolezza. + Una gioventù foriera di superbe soddisfazioni e tuttavia "parlante", invoglia all'assaggio attento.

Pinot Noir Reserve 95 - Vin D'Alsace - Gérard Schueller

Color rosso aranciato poco concentrato. Il primo impatto olfattivo non è dei più agevoli e puliti, è strano. Si concede con svogliatezza ma con il correre della lancetta i "profumi" e gli odori emergono con forza da questo coacervo sensoriale: pasta d'oliva, spezie come curcuma e anice stellato, senape e addirittura plastica bruciata, legati ai sentori un po’ più tipici come la ciliegia "fumosa", può non piacere, ma indubbiamente fa pensare. In bocca appena aperto, non è un bel bere... le riduzioni lo hanno stravolto, ma appena appena un po' si slega si sente che si sta aggrappando a tutto per non morire, si percepiscono sentori di caffè e ciliegia sotto spirito, buona la lunghezza ed l'acidità ancora viva rendono il vino palpitante e dal finale piacevolmente distensivo. Da bersi di corsa. + far del buon vino rosso a quella latitudine non è facilissimo; naso non nettissimo ma "da meditare" - rispetto al 97 si è rivelato meno centrato

MARCHE Chaos 98 - Fattoria Le Terrazze

Rosso rubino vivido. Al naso alcol e frutto e poco altro. In bocca è sì elegante e ben fatto, ma non emoziona e non dice un gran che, si lascia bere ma non crea turbamento e non divide, un vino correttamente apatico niente più. - Non che ci dispiaccia ber corretto, ma da una bottiglia che costa sui 35 Euro ci aspettiamo un po' d'emozione...

ABRUZZO Montepulciano D'Abruzzo Villa Gemma 94 - Masciarelli

 Color rubino cupo, intensissimo e corpulento Esordisce con frutta nera e tabacco, che si trasforma pian piano in cuoio con calda visceralità; è fine e al contempo potente senza lasciare scampo alla goduria della nasata. In bocca è lui, prevaricante lunghissimo e godibilissimo, l'appartenenza la territorio, anche se interpretata, non si discute come non si discute la sua eccezionale fibra tannica e acida che lo rendono così eccessivo ed equilibrato. + Veramente buono, ha ancora molti anni davanti a se.

TRENTINO Südtiroler Chardonnay Löwengang 95 - Alois Lageder

Color giallo paglierino carico e affascinante. I profumi sono intensamente nordici di frutta aspra ed acerba, susina bianca e netta e bellissima la scorza di limone verde... la nota burrosa del legno si insinua tra le pieghe fruttate senza mai invaderle. In bocca si distende come un cavallo di razza sul rettilineo d'arrivo, penetra il cavo orale con nerbo e autorità sino al finale lievemente marino che cesella la frutta aspra e succosamente acerba già sentita al naso. Un vino pronto ma con lunga vita davanti a sé. + essenziale e complessa bevibilità, un vino che non annoia...

FRIULI VENEZIA GIULIA Collio Merlot Graf De La Tour'97 - Villa Russiz

Color rubino intenso promettente. Le spezie, la carne e la frutta matura sono le prime sensazione che colpiscono insieme ad una "stimolante" nota verde: il naso è sostenuto, ma agile e soprattutto mutevole, la carne diventa affumicata e il frutto si trasforma in viole macerate, con l'alcol a spingere più decisamente. In bocca non è scontato ma sembra un po' spezzato in due, attaca bene, cade a centro bocca e risorge; la sensazione di frutta la ritroviamo con delle ciliegie sotto spirito a cui si aggiunge un ché di erbe montane. Da bere ma anche da stoccare. + bella bevibilità - gli si chiederebbe un finale più grintoso e appena più lungo

UMBRIA Torgiano Rosso Ris. Vigna Monticchio 92 - Lungarotti

Rosso rubino abbastanza concentrato. Al naso prevale netto l'alcol con "ricordi" di ciliegia sotto spirito e vaghi accenni terziari di finocchio essiccato. In bocca si sente che è figlio di un'annata non felice, il corpo ed il frutto sono quasi assenti, anche i tannini che in un sangiovese dovrebbero graffiare non si sentono, si regge finora su una bella vena acida che lo sostiene non si sa per quanto! per questo il ns. consiglio per chi lo ha è di berselo. - Non è scontatissimo per un '92 di 10 anni, ma è forse uno di quei casi in cui ci si rifugia in un "che eleganza!" per non toccare il tasto della povertà...

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