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ci occupiamo di vino, cibo e cultura

da martedì

3

ottobre

Roma

L'approccio al vino alla scoperta della bellezza

3, 10, 17, 24 novembre e 1° dicembre
Questa serie di lezioni è dedicata a chi vuole imparare ad accogliere la bellezza, come un esploratore disposto a scoprire la varietà delle emozioni. 
Nessun timore di sentirsi ignoranti, saremo noi a guidarvi.

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lunedì

28

settembre

Roma

L'eredità di Angel - I Mlečnik e la Valle della Vipava

La Vipava è il fiume che collega la pianura friulana alla Slovenia centrale. Valter Mlečnik, nipote del fondatore Angel, prende in mano l’azienda alla metà degli anni ottanta e ben presto la converte all’agricoltura naturale.

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lunedì

14

settembre

Roma

Il vigneto: comunità e contaminazioni - I vini da vigne miste

Un tempo il contadino piantava vitigni diversi nella stessa vigna, forse per comprendere quali si sarebbero adattati meglio al clima e alla terra del luogo. Col passare degli anni il vignaiolo ha scoperto un’interazione energetica ben al di là del visibile, da cogliere tutta nel vino.

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da lunedì

14

settembre

Roma

Il calendario eventi 2020/2021

Ecco il calendario degli eventi che si svolgeranno presso la sede di Porthos tra settembre 202o e aprile 2021

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Nebbiolo Prima e dopo

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È chiusa da trenta anni. La prima volta in un luogo è come con una persona, cogli le cose più vere dai primi sguardi. La vecchia stazione ti attrae e ti respinge, ha un aspetto decadente e misterioso che incute un iniziale timore, ma poi ti rassicura con un sorriso indifeso. L’intonaco rosso mattone sbiadito, le piante rampicanti che ostruiscono l’ingresso principale, la scritta BARBARESCO quasi completamente scrostata che ormai la si intuisce soltanto. Sul lato del binario tre ingressi con relative scritte: al centro Capostazione, a destra Sala di Attesa, a sinistra Deposito Bagagli. Addirittura. Era senza dubbio una stazione seria, chissà quante storie conserva al suo interno, avvolta in un silenzio arcaico e complice. Non entro, preferisco immaginarla con la cabina della biglietteria in legno lucido e delle massicce panche di quercia. Un luogo dalla bellezza ormai selvaggia, intimamente lontano anni luce, e tuttavia idealmente collegato, al nitore artico delle sale del Palazzo Mostre e Congressi di Alba, dove si stavano svolgendo le degustazioni di Nebbiolo Prima. Un ambiente così bianco e asettico che più di una volta ho immaginato i solerti e simpatici sommelier come infermieri in divisa verdina di un’esclusiva clinica privata a somministrare in dosi massicce Barbaresco 2010 (più Riserva 2008) e Barolo 2009 (più Riserva 2007).
La 2010 per il Barbaresco sembra avere tutto per diventare un’annata da ricordare: l’acidità feconda e i muscoli ricchi di fibra, l’equilibrio interiore per crescere e grazia sin da oggi. Inoltre è circondata da una bene augurante aura di scetticismo che può essere il giusto preludio a un’annata sorprendente, visto che da parte del Consorzio, tra le ultime dieci vendemmie, per motivi opposti, solo le famigerate 2002 e 2003 hanno avuto un rating più basso; visto pure che la Cantina Produttori in questa annata non produrrà le Riserve e che addirittura qualche produttore forse non la metterà in bottiglia. Si vedrà... Intanto l’assaggio in anteprima degli ottanta campioni da circa sessanta produttori ha rivelato un gran numero di vini di stoffa elegante.

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