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    La replica di Curtaz

    I lettori devono sapere che la stragrande maggioranza dei consulenti e degli enologi che si dividono tra decine di aziende, lavorando più al telefono che in vigna, sono veri agenti di commercio, in rappresentanza delle industrie di elaborati per la protezione del vigneto, di prodotti per l’enologia e di soluzioni biotecnologiche. E le eccezioni sono rarissime. La “colpa” è dunque di quelle aziende che continuano a credere che la realizzazione del vino passi attraverso il ruolo di questi professionisti, invece di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.

    Caro Sandro, ti faccio una domanda da appassionato di vigna e di vino, da abbonato, da tuo estimatore e da consulente: vista l'affermazione, sarebbe corretto da parte tua cominciare a fare dei nomi, altrimenti ci siamo tutti dentro e a torto o a ragione l'affermazione stessa deve essere rigettata.
    Con l'abituale affetto,
    Federico

    La risposta di Sandro:
    Caro Federico, ti leggo con piacere e con sorpresa, nel senso che ho amato la tua reazione così immediata. Quindi grazie. Devo essere sincero fino in fondo, però: mi sarebbe piaciuto ricevere la medesima rapidità di riscontro quando per esempio mi è capitato di parlare bene di te. Immagino ti sia sfuggito e questa è l'occasione per sottolineare la mia stima nei tuoi confronti. Vengo alle tue osservazioni, che non sono domande come scrivi all'inizio, ma vere e proprie affermazioni. Non è vero che la stragrande maggioranza significa tutti dentro, perché altrimenti il valore delle parole non avrebbe più senso: la stragrande maggioranza significa quello che significa; dunque non tutti. Quando, a ragione, scrivono che la stragrande maggioranza della critica del vino è completamente asservita alla produzione che controlla gli introiti pubblicitari, non mi sento di farne parte ma non posso contestare l'asserzione, perché è così. Se poi, tu sei convinto che la stragrande maggioranza dei tuoi colleghi consulenti abbia un comportamento trasparente, allora significa che la pensiamo diversamente. In secondo luogo: tu mi chiedi di fare i nomi, il problema è che c'è il rischio di scordarne qualcuno, così la lista diventa incompleta e chi non c'è si trasforma in un eroe. Quindi, se entrambi apparteniamo a categorie discutibili, possiamo solo lavorare per noi stessi e perché le persone si accorgano della differenza; esattamente come tu hai fatto con me, non a caso appunto metterò il tuo intervento sul sito.
    un caro abbraccio
    sandro

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