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Il Blog

Edoardo Valentini

A poche ore dalla morte di Edoardo Valentini, Damiano mi ha invitato a scrivere due righe per ricordarlo, avrebbe voluto fare un rapido aggiornamento del sito e metterle a disposizione dei lettori. Dopo averlo scritto abbiamo deciso che potevamo aspettare l’'invio della news letter. Eccolo dunque un piccolo ricordo, a cui associamo la possibilità di scaricare una versione in pdf dell’'intervista apparsa su Porthos 8.

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Supertuscan a Milano

I Supertuscans sbarcano a Milano con un battaglione di aziende in occasione della presentazione libro di Andrea Zanfi a loro dedicato, edito da Carlo Cambi.
Nel grand hotel che ospita l’'evento è in programma una sorta di talk-show intitolato “"Due chiacchiere con i Supertuscans in rosa: i grandi vini di Toscana al femminile" che raccoglie una dozzina tra produttrici, giornaliste, enologhe. A seguire è previsto l’'assaggio libero di una quarantina di vini.

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ZEROWATT IN CONDOTTA (e tirare la cinghia)

Quando la portammo in casa pesava un quintale e mi assicurarono che avrebbe funzionato ancora a lungo.– La cambiamo per una questione di dimensioni –– mi disse Nosfe ––, mio padre ha voluto prendere quella a caricamento verticale. –

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ANTEPRIMA TAURASI 2002

Tornare nelle “Terre del Taurasi” significa fare un viaggio a ritroso nella storia della vitivinicoltura campana, se non di quella italiana, dell’ultimo secolo.
Quest’area della provincia di Avellino, già da millenni vocata alla viticoltura (le Vigne opime di cui parla Tito Livio nel 1° sec. a.C.), ha potuto fregiarsi della prima DOC dell’Italia Meridionale, nel 1973, e della prima DOCG del Centro-Sud, nel 1993, nell’ambito di un più vasto territorio, l’Irpinia, unica provincia dell’Italia peninsulare a vantare 3 DOCG (al Taurasi, dal 2003 si sono affiancate Greco di Tufo e Fiano di Avellino) nonché una DOC, Irpinia, e una IGT, Campania.

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Lealtà e Pudore

Nuovi bilanci, le solite tensioni, le solite delusioni e tante aspettative.
Anche quest’''anno è andata: le fiere si sono consumate e le guide sono state presentate.
Ormai quasi completamente svuotate dalla loro originaria fondamentale funzione divulgativa si sostengono vicendevolmente con il chiaro fine della conservazione delle gerarchie acquisite e degli interessi di pochi eletti. Ȓ un gran peccato e non sembra che il gioco potrà reggere ancora a lungo. Sono certo che i dati ufficiali delle vendite e delle presenze spingono a riflessioni diverse. Probabilmente noi frequentiamo le persone sbagliate e dovremmo lasciarci contagiare dall'’imperante entusiasmo dei comunicati stampa, semplicemente riproducendoli come viene fatto da buona parte delle testate di settore (soprattutto quelle online), ma le parole dei protagonisti raccontano altro.

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Uscendo e viaggiando poco

I lettori di Porthos sanno che io faccio vita ritirata. La mia è una libera scelta: se posso, viaggio poco e la sera resto con la famiglia. Così facendo, mi sfuggono importanti opportunità di scoperta e di crescita culturale. E’ quindi colpa mia se non ero presente a "Identità Golose", l’'evento organizzato da Paolo Marchi, nota firma de Il Giornale, che raccoglie a Milano fior di cuochi da tutto il mondo.

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Siamo fritti

Da qualche anno, ormai, faccio vita ritirata. Esco poco, parlo poco, leggo poco. Di quando in quando, trovo ancora il tempo per pranzare con il mio avvocato, che mi regala buonumore senza emettere fattura. Mi ritengo molto fortunato, perché il mio avvocato è una bella ragazza, generosa e intelligente. Inoltre, ha un gran senso dell’'umorismo.

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APFEL STRUDEL

Ancora pioggia. Era già trascorsa una settimana di vacanza senza che il tempo accennasse a migliorare. Per i primi giorni non era stato poi così male. Io mi sentivo una regina con un mantello di lana viola sulle spalle, a strascicare le pantofole da una stanza all’'altra, da una finestra all’'altra, per scrutare la direzione delle nubi.

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AGLIANICA 2005

Basilicata. Terra dura e fiera, di limpida bellezza; a volte dà la sensazione di essere stata dimenticata in una piega della storia, restando indenne alle turbolenze che agitano e a volte travolgono le confinanti regioni del Sud Italia. Terra difficile per la sua costituzione orografica, che fa del suo essere una regione meridionale solo un’espressione geografica. Terra austera e schiva, come la sua gente, lontana anni luce dall’espansività enfatica dei campani della costa; laboriosa e concreta, che, nella rudezza dei volti e nell’essenzialità quasi ieratica dei gesti, esprime la profondità della sua cultura, che ha radici lontane, italiche e magno-greche. Terra dura e profonda, come il suo vino, ottenuto dal vitigno Aglianico, che, nell’area del vulcano spento del Vulture, ha trovato un territorio di elezione, dando uno dei grandi rossi del Sud, l’Aglianico del Vulture appunto, che solo in anni recenti sta trovando le meritate gratificazioni.

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La Rivista

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Libro

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