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Per scoprire il viaggio di Davide prima dell′11 maggio, giorno dell′attracco a Porthos:  viteinviaggio365

Vite in viaggio

3 giugno - le luci danzanti di Cupramontana, Ca'Liptra

Riparto dalla Romagna, dal suo litorale. Credo che qui, in parte, sia nascosto l'inconscio collettivo dell'infanzia del nord Italia.
Dagli stabilimenti delle fabbriche, alle colonie di preti e di suore, suonava già la musica di Camillo e Peppone, il ritmo sociale accomodato.
Anch'io passai le mie prime vacanze di mare sulle sabbie romagnole a costruire piste di biglie e castelli più o meno solidi, a camminare le strade luccicanti tra giochi e cinema all′aperto, era l′anno di Io sto con gli ippopotami, mi pareva il paese dei balocchi, qualcosa iniziava a trasformare la pelle, c′era soltanto la fortuna che si giocava ancora in strada, fuori.
Oggi è un'altra storia. Vado a fare il biglietto per Cupramontana, la prossima tappa del viaggio. Iris mi precede seguendo il giallo di una linea parallela all'unico binario che passa per la stazione di Gatteo a Mare.

In viaggio verso Ca'Liptra - Porthos Edizioni

Non le ho chiesto come sia per lei viverci in questo luogo dopo esserci nata. Magari un giorno... intanto cammina fermandosi accanto alla vegetazione a contemplare le piccole coccinelle. Insieme guardiamo i treni, quelli che passano e quelli che passeranno e mi porteranno lontano.
Rimini, Falconara Marittima, Castelplanio-Cupramontana. 
Tre cambi.     
Bene Iris ora ti do i soldi per il biglietto.
Devi metterli in quella fessura.
Sì.
Non manca nient′altro, solo il treno.      
Ciao Davide.  
Ciao Arcoiris.
Cos′è Arcoiris?
È la parola spagnola per arcobaleno.
Allora sono un po′ arcobaleno anch′io.
Direi mezzo arcobaleno. 
E l′altra metà?
L′altra metà devi solo cercarla ma, niente paura, resterà sempre vicino a te. 

In carrozza. Tra i ragazzi in pantaloni corti e un signore tedesco con i baffi che immortala la locomotiva del piccolo treno sulla pellicola analogica di una vecchia macchina fotografica, sale con me anche il signor Amarcord.
Rimini, si scende. Sono interi gruppi di scout che attendono, adolescenti alla loro prima uscita, stranieri e pendolari.
Ripercorro la costa verso sud fino alle porte di Ancona. Infine il treno per Fabriano e la fermata a Cupramontana, suonano le 12, quest′oggi sono le campane a suonare. Il paese però è ben più in alto, la stazione è solo un punto di riferimento e un passaggio ferrato.
Nel piazzale esterno arriva una panda.
Non ho mai visto Giovanni ma so che non può essere altri che lui. Seduta accanto, una sua amica di Milano.
Eccoci qua. Carichiamo dietro che andiamo a pranzare a casa.
In una decina di minuti arriviamo in paese ed entriamo in un cortile di una casa vicina alle vigne.
Mi sono appena trasferito. Prima abitavo più lontano. Ora sono a due passi dalle vigne e dalla cantina.
Sotto al numero civico leggo San Michele.

Siamo in contrada San Michele allora. 
Sì. La cantina di Corrado che avrai visto è laggiù vicino alla chiesa. 
 
Oggi sono a lavorare nel suo vigneto poco più avanti della cantina.
Dai, dopo pranzo vengo a darti una mano così parliamo.
Certo, magari prima puoi scendere a vedere i nostri vigneti così ti fai un′idea.

Ma adesso mangiamo qualcosa. 
Pranziamo e Giovanni prende il cappello di paglia e torna nel sole in mezzo alla campagna. 
Ci vediamo tra poco allora.
Scendo insieme all′amica lungo i tornanti che separano le terre coltivate a vite. Ci fermiamo all′ombra di un ciliegio e approfittiamo della sua generosità rinfrescandoci la bocca.
Così come dell′albero di visciole cresciuto vicino.
Il colore della campagna sfugge agli occhi, tanto sole tiene nel corpo, uno sterminato corpo di una tinta unita e continue sfumature di chiaro e scuro.

Il Verdicchio di Ca'Liptra - Porthos Edizioni

Passiamo davanti alla cantina e raggiungiamo l′ultimo pezzo di vigna che scende ripido verso un pezzo di bosco e il fondo della valle.
Risaliamo con calma la strada e ci salutiamo, io proseguo verso il vigneto de La Distesa. Giovanni è tra i filari di alberello. Sta schiacciando con i piedi l′erba sotto la fila di piante e sistemando i tralci legandolì con un filo di raffia.

Vigneto La Distesa a Cupramontana - Porthos Edizioni

Questo è un vigneto che ho visto nascere. L′abbiamo piantato nel 2009 quando ho iniziato a lavorare qui da Corrado. Poi ho iniziato a comprare dell′uva e a fare del vino da vendere per arrotondare insieme ad un amico che, come me, è arrivato da Milano e stava lavorando per un′altra cantina. Dal terzo anno ci siamo messi a cercare dei vigneti e ci siamo incontrati con una realtà contadina dismessa. Un vecchio proprietario stava mettendo in vendita la cantina e i vigneti vicini. Li abbiamo comprati e abbiamo fondato Ca′ Liptra. Io e altri tre soci. Da allora stiamo sperimentando e cercando di dare una espressione alle uve che coltiviamo. Quest′anno arriveremo a tre ettari.
Parla e muove le mani e calpesta nello stesso tempo. La sua voce è tranquilla, segue la tinta unita della campagna, uniforme e leggera senza strappi.
Hai già fatto qualche ripresa?
No, la luce è troppo forte, aspetto ancora qualche ora, intanto ti aiuto.
E cerco di fare come Giovanni, abbassare l′erba che sta crescendo sotto il filare con la forza del piede... Un lavoro che nessuna macchina potrebbe fare.
Tra le foglie incontro i vivi colori di un insetto che si muove lento. Un bruco che pare uscito da più barattoli di vernice.     

Tra le viti di Ca'Liptra - Porthos Edizioni

Il pomeriggio se ne scorre caldo fino alla fine dell′ultimo filare. Una bevuta e una rinfrescata poi Giovanni mi lascia in paese indicandomi l′osteria da Anita. A dopo allora.
Prima di entrare faccio due passi per Cupramontana. Dagli spazi tra le case e i palazzi guardo i campi verso il basso ora tiepidi di luce. Tranquillità.
Da fuori si vede la cucina del l′osteria, due donne mature vicine ai fornelli, un fuoco acceso nell′angolo e la pasta fresca stesa su un tavolo bianco.
Mi siedo accanto a due commensali che mi salutano.
Che prendiamo da mangiare?
Tagliatelle con il ragù? Perfetto. E di secondo cosa avete?
C′è del pollo nostrano al potacchio.
Buono.
E qualche patate al forno?
Certo.
Quello che penso essere il marito di ha delle due cuoche prende una bottiglia di bianco dal frigo e me la mette davanti. 
Verdicchio immagino?
Sì, lo fo da me.
Donatello mi parla dei suoi vigneti.
E arriva Iole, la moglie con il piatto di tagliatelle. 
Guardando gli altri due commensali:
Queste ci mettono meno dei vostri tortelloni ché sono più fini.
Grazie.
Il vino è lieto e di una fresca annata.
Gli aromi si mischiano alla rugosità della pasta e alla bianca carne di pollo in un dialogo di morbidezze.

Osteria di Cupramontana - Porthos Edizioni

A fine pasto si parla di un passato contadino, di ricordi di figlio e azioni ripetute. La voce di Donatello prende la luce dei riflettori e si fa grossa di vita vissuta e racconta senza stancarsi.
Poi saluto e mi alzo rasserenato dal cibo, dal vino e dalla compagnia.
Ridiscendo la strada verso San Michele. Più mi avvicino alla fine del paese più la luce torna naturale. Notte, buio rischiarato dal pallore di una luna piena. Ma non è tutto. C′è un movimento di vita e di luce tutt′intorno.
Erano anni che non avevo davanti agli occhi questo spettacolo. Un continuo tremare di lucciole. A sinistra, a destra, poggiate al suolo, verso il cielo...
Respiro trattenuto di emozione che riconosce l′eccezionalità di un momento di vita, di un essere presente in quel momento, una sincronicità.
Mi sento piccolo nonostante la piccolezza di questo insetto. Il solo essere un punto di luce in movimento fa volare l′immaginazione oltre i soliti confini, dove non c′è termine.
E sogno la neve. Un bivacco scavato dentro un cumulo di neve in un pezzo di montagna. E ci dormo dentro fino al risveglio.
La mattinata è già calda di un sole allenato. Sistemo gli appunti e le immagini dei giorni prima e in un colpo arriva l′ora di pranzo.
Giovanni sale dalla campagna e aggiustiamo un piatto di spaghetti aglio e olio e peperoncino. Vediamo insieme come dedicarci al resto del giorno seguendo la spontaneità.
Verso le tre dovrebbe arrivare Roberto, l′altro socio, che deve controllare le arnie nel vigneto. Potresti scendere con lui e poi assaggiare i vini in cantina.
Si. È una bella idea e poi vengo da te in vigna a fare qualche ripresa mentre lavori. 
Mangiamo. Giovanni torna nel campo, io finisco di organizzarmi. La casa è in un caldo silenzio.
Gli spazi sono quasi spogli e sebbene si percepisca che la presenza che li abita ci è da poco arrivata, si sente tra le incrostazioni dei muri un passato fatto di sudore e di legame con la terra, di quotidianità e di semplicità.
Giovanni mi chiama al telefono ché sta arrivando Roberto. Scendo le scale e fuori c′è la sua auto.
Andiamo dalle api allora, devo vedere come stanno le arnie. Puoi seguirmi ma tieniti a distanza di sicurezza.

Con Roberto e le sue api - Porthos Edizioni

Ci fermiamo sopra gli ultimi vigneti, quelli delimitati da un piccolo bosco.
Roberto si veste con le protezioni e accende l′affumicatore. 
Scendiamo tra gli alberi accanto alle viti, resto a qualche metro dalle case delle api mentre l′uomo ne dischiude il tetto per osservarne il lavoro.
Dopo l′ultima arnia Roberto mi fa segno di salire.
Queste sono le più cattive. Mi seguono sempre fino alla macchina e se mi distraggo mi pungono. Tu chiediti dentro che poi arrivo.
Osservo da dentro le ultime api che volano intorno alla sua testa.
Chissà cos′hanno?
Saliamo al civico 21 della contrada San Michele, la cantina.
Questo sarà anche il nome del prossimo vino, la riserva di Verdicchio 2014, dalle uve della vigna più in alto. 21 San Michele.

21 San Michele - Porthos Edizioni

Ti faccio assaggiare il Kipra 14, ovvero, le due parti che lo compongono. Questa è la parte di Verdicchio predominante in acciaio che viene poi assemblata ad una piccola percentuale di Verdicchio per la base spumante, vendemmiato leggermente prima. Questo è il primo vino che abbiamo prodotto.
Si unisce così una densa aromaticità ad una parte più ricca in acidità.
Stasera assaggiarai il Kipra 2013. Anche Kipra come Ca′ Liptra ha a che fare con una parte della vite?
Non proprio, Kipra è la dea picena dell′abbondanza.
Capisco.
Questo invece è il Caliptra.
Una parte di Verdicchio e una parte di Trebbiano macerato dodici giorni.
È un po′ chiuso ora ma in breve rilascia una bella freschezza e mineralità. 
Questa è la schifezza.                         
Beh, non gli fai tanto onore. Sento, del resto, che l′appellativo usato da Roberto e anche da Giovanni potrebbe significare una scaramantica relazione tra uomo e natura, una bella, promettente incertezza. 
La botte raccoglie più vendemmie, è uno dei nostri esperimenti.     
Lo aspettiamo allora. Una buona forma la sta prendendo. 

Nella cantina di Ca'Liptra - Porthos Edizioni

Queste sono le uve di Sangiovese e Montepulciano che compriamo e vinifichiamo, l′intenzione per il futuro quella di vanificare anche per il rosso la nostra uva.    
Ma stiamo ancora sperimentando, anche per quanto riguarda i lieviti, stiamo provando diverse selezioni su alcuni vini.
Buono. Ha una piacevole leggerezza.
Rinfresca.
Bene, ci vediamo stasera da Anita. Vado a riposare che stamattina ho iniziato all′alba il lavoro da Pievalta.
A dopo allora, salgo da Giovanni a fare qualche ripresa.
E mi metto a camminare caricato di cavalletto e accompagnato dallo stridore delle rotelle del trolley.
Qualche immagine tra i filari e la campagna, Giovanni che procede lento da una pianta all′altra, l′assenza di vento che riduce l′alta erba a semplice spettatrice, a punto d′appoggio per farfalle e altri volatili.

Giovanni tra le viti di Ca'Liptra - Porthos Edizioni

La pendenza che nasconde la vista e la rende curiosa del dopo. 

Nel vigneto di Ca'Liptra - Porthos Edizioni

Infine il vigneto più alto della contrada.

È l′ultimo acquisto. È un peccato quando vecchie vigne vengono espiantate solo perché il contadino non riesce più a lavorarle.
Giovanni si siede tra una fila e l′altra.
Parliamo dell′azienda, dell′esperienza e dell′inesperienza. Del tempo che ciascuno riesce a dedicare sacrificando il sabato e la domenica, dopo il lavoro settimanale presso aziende esterne. Dei progetti.
L′impressione di una radice di concretezza che lega, persone provenienti da fuori, ad un luogo. Il sentire che il ritorno a fine giornata è comunque un ritorno alla Casa e che il sudore quotidiano è raccolto da una terra che si cerca di comprendere.
A cena ci raggiunge Agostino, l′altro socio di Ca′ Liptra. Stasera Donatello ci propone coniglio al potacchio. Giovanni apre Kipra 2013 e quello che sarà 21 S M, stessa annata, stesso vitigno.

A cena con il Kipra e il 21 SM 2013 di Ca'Liptra - Porthos Edizioni

Il primo fatto con l′uva della vigna bassa, solo acciaio.
Il secondo con il Verdicchio delle vigne più alte e affinato in legno.
Mi sorprende la freschezza aromatica del secondo, il suo carattere quasi freddo e la spiccata acidità. Sono tratti di una riserva.      

A cena con il Kipra 2013 di Ca'Liptra - Porthos Edizioni

Kipra ha in sé maggiore semplicità e immediatezza. Un vino che porta un calore aromatico maggiore.      
Mentre parliamo e beviamo penso alla fine del giorno. Stanotte voglio fare una ripresa di lucciole. Sembra che anche il gatto della contrada sia intenzionato a seguirmi. Chissà se anche lui è arrivato da Milano! Quest′aria, questi spazi e il silenzio su cui si muovono sospese le piccoli luci danzanti, questi bui che restano neri...

In cerca di lucciole a Cupramontana - Porthos Edizioni

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