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Storie

La lettera di Paolo Parise

Grazie Sandro, un grazie così un po’ frettoloso e all’inizio di questo percorso, di questo viaggio (il corso di conoscenza e degustazione dedicato al vino presso la Vineria Parolin di Vicenza, ndr) che già m’immagino fertile in avventure e in esperienze.
In effetti, avrei voluto ringraziarti e in qualche modo farti avere il mio sincero apprezzamento, lo stupore e la meraviglia che mi sono ritrovato addosso già in novembre, dopo le prime due serate qui a Vicenza. Per me sono state importanti, e molto belle.
Il vino è sempre stato per me un mondo direi sconosciuto e affascinante, come forse tutte le cose ignote, ma fin dai tempi del liceo ho in mente una poesia di Orazio che in parte ricordo ancora a memoria, una poesia che, se ci penso intensamente, mi commuove. Vides ut alta stet nive candidum Soracte. E non ho mai neppure visto il Soratte, ma un po’ me lo immagino come il mio Summano o come il Paù coperto di neve, i ruscelli ghiacciati.

Il Monte Soratte visto da Otricoli
Il monte Soratte visto dall’umbra Otricoli″ by Z4k is licensed under CC BY 3.0

Così ci dice di questo monte, del freddo che par di sentirlo, della neve sui rami quasi a spezzarli, e finalmente Dissolve frigus ligna super foco large reponens, atque benignius deprome quadrimum sabina, o Thaliarche, merum diota. C’è un rimedio al freddo: l’amico Taliarco e il mettere abbondante legna sul camino e lo stappare una bottiglia (vabbè un’anfora) di vino sabino di quattro anni. Un vino che è benignius.
Ecco, quel benignius, che sono venticinque anni che ce l’ho in testa, ho iniziato a vederlo chiaramente dopo quelle serate di novembre. Mica sapevo chi fosse Sandro Sangiorgi, perdonami, o di Porthos o di tante altre cose se non appunto per le recenti insistenze di un amico di fotografia che ha iniziato a parlarmene e mi ha portato alle due serate. Mi è sembrato così di poter unire quel benignius al “vino buono” di cui ci hai parlato. Che Orazio non era mica un “mona”, Permitte divis cetera, tutto il resto lascialo agli dei e godiamoci l’amicizia di Taliarco, il fuoco che crepita e questa bottiglia di sabino, vino buono.
Il Grazie stava proprio lì, per la passione e la simpatia, per l’averci preso per mano in questa strada che, come spesso succede, è già meta essa stessa.
Buona giornata, a lunedì!
Paolo

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Il “trittico dell’azione”. Lo abbiamo battezzato così, un tentativo di definire il cambiamento sostanziale di porthos.it. Il sito non ha subito stravolgimenti di carattere grafico rispetto alla versione precedente. Abbiamo solo cercato di dare maggiore chiarezza alla lettura, lo abbiamo dotato di un aspetto più essenziale.
«Non si può commentare, siete chiusi, indietro rispetto agli strumenti e all’etica del web» è stato il rimbrotto ricorrente. Eppure l’assenza di uno spazio per gli utenti era colmata dalle risposte immediate su posta elettronica, dal vivo, per telefono, via fax... Allo stesso tempo era imprescindibile che creassimo uno spazio adeguato ai frequentatori del sito, non è una questione di mera correttezza formale o di adeguamento “ai tempi”, o di democrazia del web. Si tratta di un lavoro di riappropriazione e presuppone che il lettore contribuisca attivamente e produrre conoscenza, che si affianchi a chi pubblica un pezzo.

L'interno della Chiesa di Santa Maria dell'isola a Tropea - Porthos Edizioni
L'interno della Chiesa di Santa Maria dell'isola a Tropea (VV)

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La conchiglia

di Margherita Guidacci, dedicata alle donne di Porthos da Sandro Sangiorgi

Non a te appartengo, sebbene nel cavo
della tua mano ora riposi, viandante;
né alla sabbia da cui mi raccogliesti
e dove giacqui lungamente, prima
che al tuo sguardo si offrisse la mia forma mirabile.
Io compagna di agili pesci e d’
alghe
ebbi vita dal grembo delle libere onde.
E non odio né oblio ma l’amara tempesta me ne divise.
Perciò si duole in me l’antica patria e rimormora
assiduamente e ne sospira la mia anima marina,
mentre tu reggi il mio segreto sulla mia palma
e stupito vi pieghi il tuo orecchio straniero.

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Un ferragosto particolare

a cura di sandro sangiorgi
foto di stefano spaziani


Un 15 agosto particolare il mio. Mentre sullo smartphone impazzano le immagini tipiche del Ferragosto italico, io sono sveglio di buon mattino e concentrato sull’incontro che avrò di lì a poco con un produttore simbolo del Riesling di Mosella, e non solo: Joh. Jos. Prüm. La famiglia Prüm non apre facilmente le porte di casa, neanche se si tratta di un “professional tasting”. Nessuno è mai entrato in cantina, gelosamente custodita da Herr Manfred e da sua figlia Katharina, che dal 2003 dirige l’azienda.

Incontro con Joh. Jos. Prüm il produttore simbolo del Riesling di Mosella - Porthos Edizioni
L
’abitazione dei Prüm

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Consigli (non richiesti) a un degustatore che si emoziona, ma ancora non lo sa

Questo dialogo telefonico è avvenuto pochi giorni fa tra il curatore e un suo allievo che lavora nel vino. Riportiamo solo la parte sostenuta da Sandro.

Pronto...

Sono io, sì tutto bene, questo luglio ti fa impazzire, pensa quelli che lavorano nel turismo... Ti ho chiamato per quelle schede che mi hai mandato, le ho lette subito.
Cosa penso? Magari, quando ci vedremo di persona, lavoreremo su come fare uscire ciò che hai dentro.

In breve, non posso dire che non mi siano piaciute, ma ho la sensazione che tu scriva quello che gli altri si aspettino da te. Certo, hai un buon ritmo e sei bravo a dare il dettaglio di gusti e riconoscimenti.

Cosa voglio di più? Diverse cose... Aspetta, fammi finire.


Consigli non richiesti a un giovane degustatore - Porthos Edizioni
foto di simone revelli

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Riesling “on tour”

Alle 15.00, davanti alla fontana degli Orsini di Palazzo Taverna, siamo già in tanti. Il Tour del Riesling di “Der Feinschmecker” sta per cominciare. Nello sguardo di tutti si avverte la tensione dell’attesa, mista a quella specie di lussuria tipica di ogni evento di ‘degustazione seriale’. Avanziamo. Sulle scale che conducono ai piani superiori si snoda una fila che arriva in giardino. Salgo lentamente. Arrivato in cima, attraverso una pesante porta di legno, vengo proiettato in un mondo barocco e pesante (l’aggettivo usato dai pubblicitari è stato “esclusivo”). Prendo il bicchiere e una copia della guida omaggio. Sfoglio rapidamente. C’è l’elenco dei vini presentati, le zone, una breve descrizione delle aziende e una foto di tre quarti dei produttori con tanto di telefono e indirizzo. Sembra il catalogo di un bordello. Mi viene in mente proprio questo, Dio mi perdoni: un bordello d’alto bordo.

Tour del Riesling di Der Feinschmecker - Porthos Edizioni

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La sottiletta e la visione

Ciao Sandro,
ti scrivo per scusarmi per le mie assenze alle ultime due lezioni. Ho parlato con Matteo e mi ha comunicato che posso recuperarle a novembre, peggio per voi che vi ritroverete questa faccia anche il prossimo inverno.
Tra un allettamento e l’altro, però, ho avuto modo di sperimentare un momento visionario. Un istante di consapevolezza assoluta legata al vino e, se mi concedi un paio di minuti, vorrei condividerlo con te, anche perché mi è tornato in mente istintivamente l’aneddoto della sottiletta* che ci hai raccontato al corso.

Dal decimo capitolo de Gli Ignoranti La gaffe - Porthos Edizioni
Dal decimo capitolo de Gli Ignoranti "La gaffe", pag. 41

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Porthos ha raccontato… “I vini bianchi della Valle d’Aosta, oltre la viticoltura eroica”

La serata di degustazione dedicata ai vini bianchi della Valle d’Aosta si è svolta il 10 ottobre presso la sede di Porthos ed è stata organizzata e raccontata da Matteo Gallello, realizzata in collaborazione con Pomarius, Gabriele Bonci e La Tradizione, grazie all’aiuto di Miriana Baraboglia e Claudio Caputo, condotta da Andrea Petrini con il supporto di Sandro Sangiorgi.
 
Degustazione vini bianchi della Valle d’Aosta - Porthos Edizioni

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Porthos ha raccontato… Il primo giorno di scuola, la cucina vegetariana di Bonetta dell’Oglio

introduzione di chiara guarino
note di degustazione di matteo gallello
foto di andrea federici


La serata di abbinamento fra cucina vegetariana e vino si è svolta il primo ottobre presso la sede di Porthos, è stata organizzata da Matteo Gallello, realizzata con la preziosa collaborazione di Cristian Georgita e Pino Carone, grazie all’aiuto di Claudio Caputo e Fausto Sampino, condotta da Bonetta dell’Oglio e Sandro Sangiorgi.

È stato davvero il primo giorno di scuola, perché abbiamo imparato un lingua vecchia e nuova allo stesso tempo. Le ricette sono state portavoce e custodi di un alfabeto complesso fatto di sapori antichi, che si articola seguendo la grammatica delle stagioni e dei paesaggi siciliani.

La cucina vegetariana di Bonetta Dell'Oglio e i vini della cantina di Porthos - Porthos Edizioni

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Dalle molte terre

All’inizio c’era un sentiero.
Io camminavo e gli occhi erano chiusi.
Il vento portava profumi di resina e di sali minerali.
Il mare non doveva essere lontano.
Poi il sentiero diventava una scalinata in discesa.
Dove stavo andando?
Il mare, eccolo, ora lo sentivo incontrare le rocce in basso.
Poi gli occhi si aprivano.
Le case di un piccolo paese alle estremità di una terra.
Nell’acqua un gruppo di ragazzi giocava con le onde.
Poi le scale finivano e il sentiero riprendeva a salire.
Io continuavo a camminare.

Oggi sono a Riomaggiore per incontrare Andrea Pecunia. Mi aspetta nei suoi vigneti nei pressi del Santuario di Montenero a circa tre quarti d’ora dal paese. Seguo le indicazioni di Andrea e in pochi minuti mi trovo alla fine delle case, la strada d’asfalto continua girando a sinistra mentre davanti a me, appesa a un palo di legno, una freccia con la scritta Santuario – Sentiero N. 3 (45 minuti).

Nelle Cinque Terre con Andrea Pecunia e il suo Terre Sospese - Porthos Edizioni

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Per Gigi Balestra

Le interviste di Porthos si somigliano quasi tutte. Hanno in comune la mia abitudine a buttarla sempre sul personale. È vero, i primi obiettivi dell’incontro con un produttore sono apprendere dettagli tecnici e scientifici e confrontarsi sulle pratiche. Ma, a un certo punto, ho bisogno di soffermarmi sulla vita di persone che nel vino mettono più di quanto trapeli dalle loro bottiglie.

Gigi Balestra e Sandro Sangiorgi - Porthos Edizioni
foto di Giampi Giacobbo

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