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Storie

Domenica 7 ottobre 2018

a cura di roberto lo pinto e lavinia sangiorgi

Domenica 7 ottobre, nell’ambito della manifestazione “Bottiglie aperte”, su invito dell’organizzazione della “Milano wine week” e di Davide Manitta, titolare dell’agenzia “Radici Natural Wines”, ho condotto due momenti dedicati al vino naturale. Nel primo, quello ufficiale, ho incontrato un pubblico pagante composto soprattutto da cittadini consumatori e da produttori di vino; nel secondo mi sono dedicato a un gruppo di giornalisti accreditati presso la manifestazione. 

melograni
dipinto di marcello spada

Abbiamo pensato di riproporre all’attenzione di chi segue porthos.it il file audio e la stesura pressoché integrale di quello che è stato detto – ho parlato quasi soltanto io, pur avendo incoraggiato i presenti a renderla una conversazione. Tengo corsi e conduco serate e degustazioni tutte le settimane, di solito di questi eventi non pubblichiamo resoconti audio, video o scritti; al massimo qualche foto significativa o la descrizione di vini che ci hanno particolarmente colpito. Il motivo è che quasi sempre costruisco ogni lezione mentre la faccio, quindi sbobinare le mie parole, soprattutto se non si è stati presenti, è un’impresa titanica, lo sanno bene coloro che hanno collaborato e collaborano a Porthos. Essere presenti a una lezione aiuta a comprendere il filo dei tanti discorsi che apro, anche perché cerco di non perderlo… mi faccio aiutare dal tono della voce e dal linguaggio del corpo. Provo a rendere l’incontro con la classe una situazione unica, irripetibile, sebbene gli argomenti siano spesso gli stessi. Quello che si può leggere da fuori non rende, se non a tratti, il contesto, il contenuto e il clima di ciò che si vive stando a lezione con me.
Questa volta è diverso perché sono usciti brani del mio intervento non riportati in modo accurato, quindi restituiamo verità a quell’ora condivisa con persone appassionate e interessate. Mi scuso sin d’ora per la noia che provocherà l’ascolto, ma come detto poco sopra è inevitabile se la si coglie fuori dal momento vissuto di persona. Nel testo abbiamo mantenuto molti passi con ripetizioni e flussi di parole che si usano nel parlato, poi ho provveduto a rendere un po’ meno spezzettato il ritmo.
Pubblicare queste righe non aiuterà a placare alcune polemiche, che hanno una natura più complessa e andrebbero affrontate in un dialogo pacato e aperto. Potremmo amministrare i nostri giudizi e pregiudizi nell’ascolto di chi ha idee diverse, ma voglio evitare che produrre vino naturale si trasformi in una scelta di stile, come se fosse una questione di gusto. Il naturale è l’unico vino buono possibile, le decisioni della produzione convenzionale, per quanto talvolta ragionevoli e, dal punto di vista di chi le agisce, anche legittime, producono una bevanda differente che potremmo definire con un nome diverso.
 

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