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Piovono pietre

Quel sinistro, destro, logo dei Vignaioli Indipendenti

Il logo dei Vignaioli Indipendenti inizierà ad apparire sulle bottiglie dei produttori associati. Dopo Firenze speravo in un ripensamento grafico e invece... a voi cosa ricorda?

A Firenze, l’ultimo giorno dei Vignerons d’Europe 2009, immediatamente dopo la lettura del “Manifesto per una viti-vinicoltura sostenibile”, si è svolto il Mercato dei Vignerons d’Europe: banchi d’assaggio con possibilità di vendita/acquisto delle bottiglie.
Con grande orgoglio molti produttori aderenti alla FIVI esponevano in anteprima, o quasi, il logo della loro associazione. Mi si è gelato il sangue. Poi, ho parlato con quasi tutti loro per segnalare l’infelice impressione che d’impatto l’immagine dà e il sangue si è gelato a loro. Mi hanno ringraziato e, sicuri che non fosse troppo tardi, si erano riproposti di segnalare la cosa a chi di dovere prima che diventasse definitiva e irreversibile.
Non è cambiato nulla e probabilmente la condivisione fu solo un gesto di cortesia o un modo per liberarsi del porthosiano di turno. Poco importa, ma oggi che leggo che finalmente l’immagine inizia ad apparire sulle bottiglie dei produttori, un po’ d’inquietudine mi assale perché quelle estensioni in bianco così rigidamente stilizzate non mi sembrano il modo migliore per veicolare un messaggio d’indipendenza.
Voi cosa ne pensate? Partecipate al sondaggio (sulla colonna destra)

Dopo 15 giorni di votazione, abbiamo chiuso il nostro sondaggio semiserio: "Cosa vi ricorda il logo dei Vignaioli Indipendenti?". I risultati potete leggerli qui.

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