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Noi c'eravamo

Nebbiolo Prima e dopo

Barbaresco all’imbrunire è una fabbrica di silenzio. Lungo via Torino l’unica presenza viva è quella della pioggia, sottile e leggera come le foglie d’autunno nelle fotografie di Giulio Morra appese lungo il corso. Potrebbero lasciarle lì in maniera permanente, sarebbero sempre attuali. Si ha l’idea che a Barbaresco l’autunno sia la stagione di base e durante il resto dell’anno le altre stagioni siano solo variazioni sul tema. Forse è per questo che la amo. Malinconica e taciturna come la sua gloriosa torre, ancora in restauro.
Ma il luogo più fascinoso di Barbaresco per me è la vecchia stazione. Giù in fondo alla vecchia via Rabajà, tra le ultime propaggini dell’anfiteatro scenografico delle vigne della Martinenga e i primi filari dei Rio Sordo, protetta da ortiche e avvolta dal profumo intenso delle acacie inzuppate dall’acqua.


Barbaresco1959n

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Il meraviglioso mondo di Brunello

Guido un Fiorino arancio in una nebbia bassa e insistente, una cornice di colori degna delle Highlands scozzesi e di whisky torbati più che di un’anteprima di Brunello. Protetta dall’indistinta coltre bianca di nebbia e nubi, Montalcino compare all’improvviso, placida e sorniona, come una città misteriosa di un cartone animato giapponese. D’incanto la nebbia scompare e la città ti avvolge e ti seduce con consumata maestria, consapevole del proprio fascino.

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Le conseguenze del Nebbiolo (in overdose) o (in anteprima)

Espresso 907, posto 111. Stazione di Alessandria. Immagino il capotreno con un Borsalino in testa. È quasi mezzanotte. Solo, nel mio scompartimento, non riesco a prendere sonno nonostante la stanchezza accumulata in cinque giorni serrati di assaggi e un su e giù per le Langhe a ritmi inconsueti, almeno per me.

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Brunello ben venuto

Montalcino è un’alba colore arancio e piombo. L’aria dolce e fresca è una carezza di primavera, la luce nitida del mattino sembra disegnare i profili austeri del campanile e della fortezza sul celeste pastello del cielo. Il paesaggio della Val d’Orcia ogni volta è un incanto che stordisce il cuore.

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Vent'’anni di Merano WineFestival

Si è conclusa la ventesima edizione del Merano WineFestival. Tanto è passato da quando Helmut Kocher, e un gruppo di amici appassionati di vino, nel 1991, hanno deciso di dar vita a quello che sarebbe diventata una delle più importanti fiere dedicati al vino in Italia.

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Benvenuto Brunello 2011

178 vini in anteprima, considerando solo il Brunello; 293 con il Rosso, 325 con Moscadello e Sant’Antimo. Ma perché la degustazione fordista proprio a Montalcino? Un breve resoconto e alcune schede da Benvenuto Brunello 2011.

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Wine Research Team – I vini senza solfiti e non solo

Comunicare, comunicazione,
parole che se frugo nei miei ricordi
di scuola non appaiono. Parole
inventate più tardi,
quando venne a mancare anche il sospetto
dell’oggetto in questione.

Eugenio Montale



Di seguito la trascrizione della registrazione della “tavola rotonda”, durata quaranta minuti, svoltasi il 16 maggio 2013 presso L’Hotel Rome Cavalieri. Rendiamo disponibile il testo senza sostanziali correzioni di forma. Non era prevista la possibilità di intervento da parte del pubblico, non erano contemplate domande, non c’era cartella stampa o materiale di approfondimento tecnico, solo il dépliant dei tappi dell’azienda Amorim.

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La fiera delle umanità

A Fornovo si riducono le distanze. Si fanno domande, si risponde con un sorriso. Basta uno sguardo per capire, con tutti gli equivoci che comporta. Ci si lamenta da vicino e ci si saluta da lontano.

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Quando la terra trema

Amo La Terra Trema perché non è una fiera e nemmeno un mercato o un salone dei vini naturali. È una gigantesca osteria come quelle che di una volta, interclassiste e intergenerazionali. Ci puoi incontrare l’avvocato di Milano (magari non fascista) abituato a rari vini francesi e l’operaio precario costretto al vino sfuso, un tranquillo professore in pensione in cerca della bottiglia della domenica e il ragazzo da centro sociale (non solo perché ci siamo dentro) che di solito beve birre, la ragazza che ti chiede in maniera del tutto naturale un rosso e il sommelier o l’appassionato che conosce a memoria i cru di Barolo. E nessuno va di corsa.

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La Merano da Bere

Un cielo grigio chiaro, denso e chiuso con una pioggia monotòna senza speranze di sole mi accoglie al ventesimo compleanno del Merano WineFestival.

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Il revisionismo della critica enoica

Il “Super toscano” appare come un nobile decaduto, che ama ricordarti gli antichi fasti, ricchi di galloni conquistati su più fronti, nazionali e soprattutto internazionali... La degustazione di tredici annate di Lupicaia, tutte quelle sinora prodotte.

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