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Noi c'eravamo

Il Cantante

Gelati e pasta precotta messi in vendita in edizioni limitate per testare la reazione del mercato, facendo leva sulla necessità degli acquirenti di esserci stati, di essere appartenuti alla fortunata minoranza: questa è la nuova frontiera della promozione. Originalità o disperazione?

In questo turbinio di presentazioni, fiere, mostre, guide e premi dedicati al vino, il lavoro degli addetti al marketing delle aziende di settore è diventato infernale e anche la più fervida delle fantasie ha iniziato a scricchiolare. Per promuovere è sempre più necessario sorprendere e l’effetto sorpresa è per definizione un azzardo, meglio quindi puntare anche qui sul bisogno di appartenenza. Questo devono aver pensato all’azienda “Il Cantante”, che ha deciso di rendere esclusiva di pochi la possibilità di “godere” dei suoi vini. Sono alla quarta annata prodotta (il 2001 è stata la prima) ed è arrivata l’ora di testare il mercato. Che fare? Una bella asta è la soluzione giusta. Per ora verranno esposte, per un breve periodo (dal 17 al 24 ottobre), solo poche bottiglie della prima annata. Il comunicato stampa di circa un mese fa parlava di 2500 pezzi (metà dell’intera produzione), ora sul sito si parla di 100 lotti da 6 bottiglie… meglio andarci con i piedi di piombo! Base d’asta 300,00 euro a lotto: 50,00 euro a bottiglia. I rilanci non sono pubblici e i pretendenti verranno aggiornati sullo stato delle operazioni via mail ogni sera. Metodi e cifre da setta satanica…

Non si è capito bene dove cercare il valore aggiunto del prodotto che dovrebbe indurre le persone a competere (senza neanche il piacere di vedere soccombere i propri antagonisti dal vivo!) per aggiudicarsi queste bottiglie.
Il 19 Settembre 2005 si è tenuta presso il Teatro Cucina nella Città del Gusto a Roma la presentazione per la stampa delle 4 annate fino ad oggi prodotte. In questa occasione la degustazione, guidata da un moderatore annuente senza alcuna moderazione, si è trascinata stancamente e non ha suggerito alcuno spunto a supporto dell’eccezionalità dei vini. Persino dall’intervento del passionario “uomo etneo” Salvo Foti, deus ex-machina della cantina, è trapelato poco coinvolgimento per questa sua nuova scommessa, che sembra avere il solo merito di essere collocata sul suo amato Etna (interessante a questo proposito il suo articolo pubblicato su Porthos 5). Gli abbinamenti cibo-vino proposti durante il pranzo, infine, sono riusciti a tratti persino a mortificare sia i vini che la cucina di Carmelo Chiaramonte.
Forse si punta tutto sul nome del produttore (proprietario), Mick Hucknall, voce dei Simply Reds? Ma sarà sufficiente?

I vini varrebbe la pena assaggiarli e quando diventeranno vini disponibili ai comuni mortali sarà anche un piacere parlarne, ma personalmente non mi impelagherei mai in un’asta, con tanto di prezzo di riserva, per contribuire alla costruzione di una leggenda partendo dalla fine, dalla sua inacessibilità...
Very English!

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