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Miniatura di maggio 2015

Gli ignoranti a Perugia Comics

Sabato 16 maggio a Perugia si è tenuta la presentazione de Gli ignoranti. Un privilegio essere stati ospiti di Perugia Comics per noi che, dopo essere stati a Santa Margherita Ligure, siamo stati nuovamente accolti da una manifestazione dedicata ai fumetti e alle graphic-novel.
A tre mesi dall’uscita, il volume di Étienne Davodeau, realizzato con il vigneron Richard Leroy, ha riscosso un’attenzione superiore alle nostre più rosee attese. È stato recensito da diversi periodici del settore fumetti e da alcuni cronisti di cultura particolarmente sensibili a entrambi gli argomenti trattati. A colpirci è stata la fervida risposta del pubblico che, forse, non si aspettava una narrazione così efficace e incisiva, capace di esporre senza tema di smentita il differente compito dei due protagonisti.

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Étienne è un artista, Richard è il custode di una forma d’arte messa a disposizione dalla coincidenza di forze naturali. Se per Davodeau è stato possibile imparare molte delle pratiche viticole ed enologiche che portano alla realizzazione di uno Chenin di razza, Leroy non è potuto andare oltre un’osservazione, talvolta curiosa e appassionata, talaltra annoiata, dell’universo lavorativo del suo amico. Le visite del vigneron presso la tipografia e la casa editrice, quest’ultima proprio in coincidenza con un’importante riunione di redazione, lo ritraggono disorientato, e non per scarso impegno, ma per un’inevitabile quanto naturale mancanza di talento. Davodeau è un autore completo, disegna, sceneggia e scrive i dialoghi, la sua dote è paragonabile a quella del Montbenault, il luogo dove poggia uno dei due vigneti di Leroy. Étienne ha saputo coltivare ed espandere il proprio dono, esattamente come Richard ha tutelato e accresciuto il potenziale del terroir a sua disposizione. Non è casuale che Leroy abbia potuto rifarsi una vita come produttore di vino, mentre con molta probabilità Davodeau morirà autore di graphic-novel. Esattamente il “destino” del Montbenault, che storicamente è considerato uno dei luoghi sacri del Coteaux du Layon, dove sarà difficile che qualcuno penserà mai di piantarci patate. L’attuale proprietario ha un eccezionale potere perché custodisce un patrimonio di valore infinito, e addirittura si permette di rinunciare a una delle prerogative del suo terroir – quella muffa nobile che lo aveva reso celebre agli inizi – per ottenere sempre vini secchi; ma, al di là di questo, non può andare. Non gli verrebbe in mente di piantare Riesling o Sauvignon, anche se lo Chenin tornasse nell’oblio di trent’anni fa.

La lettura de Gli ignoranti sta influenzando il mio modo di insegnare. Ricorro sempre più spesso a immagini, dettagli e dialoghi che in pochi istanti consegnano concetti che richiederebbero altro tempo e molte parole. Da quando ho affrontato l’edizione del libro di Davodeau, ho potuto apprezzare la qualità della narrazione attraverso il fumetto, affrontando la completezza emotiva che concede. Non importa che il disegno coltivi l’ambizione della perfezione, anzi… a contare è l’equilibrio che l’autore crea in ogni inquadratura donando il senso della propria intimità. Davodeau accompagna Leroy a conoscere disegnatori che sono anche sceneggiatori e curatori dei dialoghi, artisti completi e profondamente diversi tra loro, capaci di stratificare nelle loro storie vissuti pregnanti e complessi e poi di renderli comprensibili attraverso un’eloquente semplicità. Penso in particolare a Emmanuel Guibert e alle testimonianze di Alan Cope, protagonista de La guerra di Alan e de L’infanzia di Alan.

Sandro Sangiorgi e Sergio Rossi a Perugia presso la Biblioteca delle Nuvole - Porthos Edizioni
Sandro e Sergio a Perugia, presso la Biblioteca delle Nuvole

Proverò a scrivere altro su questa che, finora, si sta rivelando la nostra più importante esperienza editoriale; intanto, cercherò di condividere i passaggi principali che ci hanno portato a pubblicare il libro proprio in occasione della presentazione che si è svolta a Perugia. Il merito della nostra presenza a Perugia Comics è della sensibilità di Maria Teresa Severini, assessora alla Cultura del Comune di Perugia, e della tenacia di Claudio Ferracci, direttore della Biblioteca delle Nuvole, dove abbiamo cominciato a coltivare quest’operazione porthosiana. Colgo l’occasione di questi ringraziamenti per esprimere la nostra gratitudine all’avvocato Gianluca Fera (da me colpevolmente dimenticato nel colophon del libro) che ha curato il delicato passaggio dei diritti da Futuropolis a Porthos, divenuto tale quando abbiamo constatato la rinuncia di Fandango, inizialmente coeditore dell’opera.

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