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Da Porthos 28, estate 2007

Avanguardia, retroguardia... Circolarità

Editoriale Porthos 28 - Porthos Edizioni

Custodire una retroguardia significa non dimenticare che cosa si è pensato e fatto – soprattutto gli errori – in modo che il percorso di crescita della propria consapevolezza sia saldo e non perda neanche un grammo della nobile sofferenza che lo ha generato. Custodire una retroguardia è riconoscere la sincerità delle azioni, una valutazione che non può essere immediata ma risponde alla storia di ognuno di noi. Custodire una retroguardia è aiutarsi reciprocamente a capire la modificazione naturale delle cose intorno a noi rispetto all’intimità, alle convinzioni e ai pregiudizi di ognuno.
Alla fine, è davvero una questione di essere avanguardia e di custodire una retroguardia? In una concezione evolutiva della vita forse sì, ma la storia dice anche che siamo immersi in un movimento circolare, nel quale ogni conquista prevede una perdita e che lo “star bene” è relativo alla fase storica in cui viviamo. A contare è il modo di porsi: non trasformare mai il soggetto delle nostre attenzioni in uno strumento per raggiungere altro.

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