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La lettera di Andrea Barbaccia

Era tutto sbagliato. Per tre volte, nelle lettere che non ti ho scritto, iniziavo con l’intenzione di parlare di altro invece parlavo di me. Mi accanivo contro i parolai e inventavo frasi a effetto, mettevo insieme idee masticate e digerite da altri per poi usarle contro chi scrive per narcisismo. C’è voluta la musica per farmi aprire gli occhi e c’è voluta la notte.

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La lettera di Saverio Petrilli


Per maggiori informazioni, puoi leggere: "Ci scrivono e ci copiano"

Caro Sandro,
il numero di Porthos preso al Vinitaly è come sempre interessante e stimolante. Mi avevi chiesto di dire cosa ne pensavo ed immagino ti riferissi ai 2 articoli che mi riguardano più da vicino.
Ebbene ne penso male! Di entrambi!
L’articolo di Gily fa un uso esagerato della retorica andando a cercare le virgole, o la loro assenza nei disciplinari dei produttori dei vini naturali.
Come se non fossero sufficienti i litigi che hanno contraddistinto la storia recente dei vini naturali.
Del resto quando in Italia metti insieme 10 persone si formano 3 partiti.
Non riesco a capire dove voglia arrivare affermando una cosa e l’altra e mettendo in discussione ogni paragrafo di ogni disciplinare. Non saranno mai le Regole a fare i vini Naturali, saranno sempre e solo la passione, i sentimenti e le capacità dei produttori.
Cercare di mettere ordine, di normare è l’errore più grande che si possa fare, il cui punto di arrivo può solo essere un bel Regolamento UE come quello sul Bio.
Continuiamo a parlare di come si fanno i vini naturali, delle esperienze personali, della filosofia dei produttori. Stiamo osservando la Natura, immensa, inspiegabile, inaspettatamente impossibile e impossibilmente inaspettata. I disciplinari dei vari gruppi sono come la cornice delle fotografie: per necessità e limite oggettivo inquadrano una piccola parte del grande Disegno incapaci di esprimere l’Infinito.
Nell’articolo che coinvolge i Vignaioli Indipendenti mi sembra ci sia più veleno. Io non conosco il tuo personale vissuto con S.F. però conosco ogni singolo passo della genesi della FIVI e debbo dirvi che avete preso un grosso granchio.
Nel caso non sia mai stato fatto vi invito a partecipare prossimamente ad una riunione del consiglio. Venite a conoscere per esperienza diretta chi compone il consiglio e da quali sentimenti è mosso.
La dietrologia non mi è mai piaciuta, e tanto meno adesso che partecipando ai fatti ne conosco realmente il valore.
Quello che mi è successo a Firenze leggendo il manifesto travalica ogni possibile congettura di complotto. Sentimenti. Sentimenti condivisi. La volontà e determinazione con la quale Costantino Charrere ci sprona ad impegnarci è superiore alle libere interpretazioni. L’indipendenza che contraddistingue il Consiglio è esemplare. Giancarlo Gariglio ci ha aiutati con grande generosità. Per il conflitto di interessi che la sua nuova posizione in SF rappresentava ha presentato le sue dimissioni già a Ottobre scorso. Non essendo in grado di organizzarci le abbiamo respinte fino a Luglio attuale. Ha sempre soltanto organizzato le sedute del Consiglio facendo girare delle mail.
Per l’ovvio conflitto di interessi si è rifiutato di sollecitare il pagamento delle quote sociali. Nei consigli ha verbalizzato senza mai intervenire né suggerire né interferire in alcun modo. Una condotta serena ed esemplare.
Nel suo pensiero io noto la forte influenza che ha l’appassionata lettura di Porthos, unita alla sua innata moderazione. Forse un paradosso ma irreprensibile e appassionatamente coinvolto.
Da Luglio 2010 il Segretario sono io, quindi ti invito, prima di scrivere, ad interpellarmi (335-******* – 0583-****** – saverio@*****.it)
Siamo aperti al confronto ma non alle insostenibili critiche.
La FIVI è animata da buoni sentimenti, nasce perché i Vignaioli ne sentono viva la necessità. Sono sentimenti veri che meritano rispetto così come lo meritano tutti coloro che hanno deciso di sacrificare del proprio tempo e delle proprie risorse per la causa comune senza alcun compenso né secondo fine.
Siamo tutti solo Vignaioli, perfino le nostre segretarie (part time) lavorano in vigna o comunque in aziende vinicole, conoscono la materia per diretta esperienza. Tranne le segretarie nessuno riceve dei rimborsi tranne che per i viaggi all’estero in occasione degli incontri con la Confederazione Europea.
Siamo indipendenti ed essendo giovani utilizziamo tutte le risorse disponibili (siamo stati presentati all’ex ministro Zaia d un parlamentare dell’Union Valdotaine, ma non per questo orientiamo i voti dei Vignaioli). Se proprio non potete aiutarci perlomeno lasciateci in pace e se non potete farlo cercate solo le critiche costruttive e ragionevoli.
Per il resto come ho già detto il numero 35 era pieno di stimoli e ha ristabilito la mia disponibilità ad ascoltare, sarebbe leggere ma per qualche motivo ascoltare mi sembra più adatto.
Se ben ricordi ti dissi che mi mancava un numero di Porthos, è il 31, se puoi trovarlo mi rendi felice.
Insieme a questa puoi trovare alcuni testi di Alex Podolinsky che abbiamo tradotto ad uso degli agricoltori. Ritengo che anche tu saprai farne buon uso.

con stima
FSaverio Petrilli

la versione originale in pdf

 

Per maggiori informazioni, puoi leggere: "Ci scrivono e ci copiano"

La lettera di Andrea Fasolo

Caro Sandro,
ho finalmente il tempo, ma soprattutto lo spirito giusto per scriverti. Appena giunta la tua miniatura, l’ho letta e mi ha lasciato una grande amarezza.

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Musica e vino

"La terra ha musica per coloro che ascoltano". In questo verso di William Shakespeare si nasconde il senso del connubio fra due mondi apparentemente lontani, quello del Vino, e quello del Canto.

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La lettera di Mirko

... devo fare i conti con me stesso e constatare che il motivo vero risiede in una sorta di malessere, un’insoddisfazione intima che nasce dalla bocca dello stomaco ogni volta che ritorno da Fornovo...

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La replica di Ziliani

Sandro e amici di Porthos,
ho letto nella sezione miniature di maggio presente sul sito di Porthos http://www.porthos.it/Archivio/ questo breve testo, relativo a Villa Mattarana, dove sono citato: "L'affettuoso tentativo di Baldo Cappellano di creare un piccolo evento nell'evento, invitando quattro critici enologici a raccontarsi, è riuscito solo in parte. Io avrei dovuto confrontarmi con l'amico Franco Ziliani, che purtroppo ha declinato all'ultimo momento; così come è successo la sera precedente quando a mancare è stato Paolo Massobrio. Le spiegazioni di tali assenze stanno uscendo solo ora e a una prima lettura appaiono poco edificanti, quasi che non si sapesse a cosa si andava incontro. Dispiace perché, pur nell'atmosfera di parole in libertà propria della fine di una giornata così intensa, avremmo potuto lasciare la traccia di un bel confronto, contribuendo a una messa in gioco che spesso chiediamo ai produttori ma non sempre siamo disposti a ricambiare".
Mi spiace, ma questa volta siete proprio fuori strada ed è per questo che intervengo chiedendovi di riportare questa mia precisazione.
Anche i sassi sanno bene, l'ho spiegato e ne ho scritto doverosamente sul mio blog Vino al Vino www.vinoalvino.org (i post sono facili da trovare) che i motivi per cui ho dato defezione e non ho partecipato, come era previsto, al dibattito con te, non solo non sono, per quanto mi riguarda, "poco edificanti", ma chiarissimi. Altro che non sapere "a cosa si andava incontro" come tu dici.
I motivi, che ho già spiegato, e che puoi chiedere benissimo a Teobaldo Cappellano, che li conosce, ma fa il pesce in barile o l'indiano, sono dovuti alla pasticciata organizzazione di Cappellano e non a chissà quali miei timori, che non esistono affatto, mi conosci bene, di apparire e dire la mia, in assoluta libertà, nel contesto di Villa Mattarana. Se Cappellano avesse organizzato bene, sarei venuto a parlare, siccome a due giorni dall'evento non sapevo assolutamente dove, a dibattito finito, avrei dovuto dormire, se a Vicenza, Verona, o a Canicattì, e visto che Baldo continuava a non darmi risposte precise, ho preferito, come ho scritto, restarmene a casa.
Ti prego cortesemente di riportare sul sito Internet di Porthos questa mia doverosa precisazione.
Cari saluti
Franco Ziliani

Abbiamo ricevuto la precisazione dell'amico Franco Ziliani; purtroppo una precisazione che non aiuta a comprendere la sua scelta; anche perché due giorni prima dell'evento lo stesso Franco mi scriveva di essere davvero contento di poter condividere con me quel parterre. Nella logica della sua chiarezza avrebbe potuto, e io lo avrei sinceramente apprezzato, che scrivesse anche a me dei suoi dubbi; un letto glielo avremmo di certo trovato. (Sandro Sangiorgi)

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