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Porthos mission statement - english version

Porthos mission statement

We believe that wine is a drink like no other.

While the prevailing tendency is to obsessivley categorize everything into comforting hierarchies, wine by its very nature seems to flee; it rebels against this desire to classify. Wine does not need to be ranked according to rigid quantitative paramaters so much as to be recognized and described for its distinctive characteristics.
Our goal is to celebrate diversity and communicate to our readers the emotions a wine generates in us rather than assigning it an indisputable rank in hundredths, a seemingly useful but excessively simplistic tool.
Our tasting notes highlight the qualitative differences among the wines we’ve tasted without relying on the rigid categories of a point system; they represent our method of communicating sensations and so may be less synthetic but are enormously more complete and useful. Points and symbols inevitably flatten the judgment of the reader and create an illusion of a clear hierarchy when in reality there are infinite shades of grey.
Perhaps the most important point is that we feel the responsibility to provide the reader whose time is occupied by other activities with criteria that are synthetic enough but also sufficiently analytical to allow him to make informed choices. Choice, in effect, has become the most difficult thing for all of us, the true price we pay for living in a complex and specialized society. For this reason two choices fundamental to our whole endeavor are our determination to remain intellectually and commercially independent and our decision to purchase and approach wines as our readers do.
Clearly we cannot change the uniqueness of the experience of a wine. Wine is unpredictable, in transformation in time and place. Every wine lover has experienced this unpredictability in tasting two different bottles of the same great wine. Establishing with certainty what influences this variability matters not, whether it be place, time, temperature, the very context of the tasting. What counts is the fact that the sensations offered by a bottle are often unrepeatable, and in this, perhaps, lurks part of the mystery of wine that for us represents one of the last truly vital expressions of diversity.

versione inglese a cura di Elaine Trigiani


 

Il Menù della giornata

Gran Menù del 1° compleanno di Porthos ed i vini della Ciurma

Marcello e Gianluca Leoni del Ristorante il Sole ci hanno proposto:

Tataki di tonno con misticanza ed olio aromatizzato
Prosecco di Valdobbiadene Giustino B. 1999 - Ruggeri & C
Petto di galletto con basilico turco e lardo con frutta ed aglio fritto
Barbera dei Colli Tortonesi Monleale 1998 - Vigneti Massa
Spaghetti alla chitarra con piccole verdure ed astice
Verdicchio dei Castelli di Jesi Podium Riserva 1997 - Garofoli
Nocetta di agnello in rete di maiale al vino rosso e pepe cinese
Aglianico del Vulture 1997 - D'Angelo
Kouing - aman con caffè India Parchment

Caffè Sidamo Etiopico e il Sul de Minas Brasiliano
Grappa di Nebbiolo invecchiata 10 anni TresoliTre Distilleria Berta

L'angolo della Tradizione di Renzo Fantucci ci ha proposto:


Prosciutto della Val Nerina - Salame Strolghino di Piacenza
Ritratto Bianco 1998 - Cantina Sociale La Vis
Montefalco Rosso Riserva 1998 - Arnaldo Caprai

Pecorino Toscano - Caciocavallo Podolico maturato in botte
Chianti Classico Castello di Brolio 1997 - Barone Ricasoli
Barolo Vigna Rionda 1993 - Massolino

Un ricordo di Henry Jayer di paul hayat

Henri Jayer è scomparso mercoledì 20 settembre in una clinica di Digione, dopo una lotta contro il cancro. In un mondo che sta cambiando vorticosamente, era considerato il padre dei vini di Borgogna moderni, al tempo stesso un uomo di vedute aperte e un custode della tradizione più nobile.

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Rivera

l'articolo
appunti di degustazione
Percorrevo l’autostrada in direzione sud e mi sentivo sperso: c’era come una dissonanza tra la mia immagine interiore della Puglia (calda, solare, …) e il paesaggio innevato che mi correva incontro; ma era la fine di quel gennaio 2005 in cui l’Italia era stata tagliata in due dalla neve, che aveva causato persino la chiusura della Salerno - Reggio Calabria.
Arrivato nell’Azienda Agricola Rivera, fondata negli anni ’50 dal bisnonno del mio anfitrione Sebastiano de Corato, mi resi conto che le mie conoscenze del territorio erano limitate alla parte turistico-vacanziera della regione che ha, come freddi dirimpettai dall’altra parte dell’Adriatico, i Balcani; inoltre gli 85 ettari dell’Azienda non distano dal massiccio del Vulture più di 50 Km, in linea d’aria, e sono dominati, da una delle colline più elevate dell’Alta Murgia, dall’emblematico Castel del Monte.

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Dolcetto&Dolcetto

l'articolo
appunti di degustazione

La crisi del settore vitivinicolo si fa grave; il Piemonte è tra le regioni italiane più duramente colpite. L’Italia si balocca di aver strappato il mercato Usa al dominio francese, ma in Finlandia le esportazioni sono calate del 40 per cento nell’ultimo anno e per il promettente bacino polacco i vini italiani sono troppo cari. Sono alcune delle considerazioni emerse a “Dolcetto&Dolcetto”. Ma basta andare in Francia, lo storico concorrente, per sentire lamentele sui nostri prezzi. Quando anche le vacche grasse americane si metteranno a dieta, sarà inevitabile affrontare il problema.

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Il manifesto di Porthos

 

Crediamo che il vino non sia una bevanda come tante altre.

In un'epoca in cui prevale la tendenza ossessiva ad uniformare ed ordinare qualsiasi cosa in rassicuranti gerarchie, il vino ci appare invece sfuggire, ribellarsi per la sua stessa natura a questa possibilità. Il problema del vino non è tanto o solo quello di essere classificato secondo parametri quantitativi quanto quello di essere riconosciuto e descritto per le sue diverse caratteristiche. In altri termini, il nostro desiderio è quello di riuscire a comunicare al lettore le emozioni che un vino ci suscita, più che darne una apodittica valutazione in centesimi, uno strumento certo utile ma che a volte ci sembra davvero troppo semplicistico.
Le schede di valutazione, che mettono ampiamente in evidenza le differenze qualitative tra i vari vini esaminati, sono per noi uno strumento di comunicazione delle nostre sensazioni più efficace di un punteggio o di un simbolo che finisce inevitabilmente per appiattire il giudizio del lettore, per creare una gerarchia netta che nella realtà invece molto più sfumata. Il vino è mutevole, in trasformazione nel tempo e nel luogo.
Ogni appassionato ha provato l'esperienza di assaggiare due bottiglie diverse di uno stesso grande vino; e non è tanto importante stabilire con certezza in cosa consistesse questa diversità - il luogo, il tempo, la temperatura, il contesto stesso dell'assaggio. Ciò che conta è il fatto che le sensazioni che offre una grande bottiglia sono spesso irripetibili, ed in questo, forse, risiede parte del mistero del vino, che per noi rappresenta oggi una delle ultime espressioni davvero vive e vitali della varietà.

I Vini dell'Osteria dello Stocco

Il destino di ogni vino è di essere bevuto, non ci è bastato quindi esporre le bottiglie negli stands accanto allo stocco: all'Osteria i vini sono stati bevuti e gustati, in abbinamento ragionato ai piatti serviti ogni sera. L'accostamento del vino di qualità allo stoccafisso ha colto nel segno, a giudicare dalle facce dei commensali, vero indice del successo di ogni manifestazione cultural-gastronomica. I vini gustati ai tavoli dell'Osteria hanno accompagnato le frittelle e gli antipasti di stoccafisso, così come l'accomodato, lo stocco all'anconetana, al verde, alla messinese e così via, per finire col dolce a base di frutti norvegesi.
Li elenchiamo in ordine di apparizione, unendo un vivo ringraziamento a tutti quegli operatori del mondo del vino, rappresentanti, produttori, enologi, appassionati, che con slancio hanno contribuito alla realizzazione dell'idea.

Saluti e salute a tutti.

Gianni Zonin Vineyards Grignolino d'Asti Doc Castello del Poggio
Opimio - IGT Venezia Giulia Cà Bolani
Enrico Serafino Roero Arneis Doc
Roero Doc
Cantina Sociale di Avio Trentino Bianco IGT
Cantina dei Colli Vicentini Lessini Durello Doc
Azienda Agricola Tenuta Caparzo Cà del Pazzo
Azienda Agricola Lusenti Ortrugo Doc
Azienda Agricola Monticello Vermentino Colli di Luni Doc
Rosso Colli di Luni doc Poggio dei Magni
Terenzuola - Ivan Giuliani Vermentino Colli di Luni Doc Fosso di Corsano
Cooperativa Produttori Cinque Terre Sciacchetrà
Giovanna Maccario Rossese di Dolceacqua Doc
Andrea Bruzzone - Cantina Le Fasce Bianchetta Doc - Assuiè - Nnacoue - Rosso Treipaexi
Azienda Vinicola Umani Ronchi Verdicchio dei Castelli di Iesi Classico Superiore Doc Villa Bianchi
Petrelli Vini Saumur Blanc
Altamarca

Prosecco di Valdobbiadene Doc:

Adami Vigneto Giardino, Angelo Bortolin, Bortolin Fratelli, Bortolotti, Canevel, Cà Salina, Colesel, Col Vetoraz, Le Colture, Andreola Orsola, Ombra, Sorelle Bronca, Rebuli, Ruggeri.
Gancia Pinot della Rocca
Nonino Úe - Distillato da monovitigno
Fazio Wines Torre dei Venti, Inzolia Chardonnay IGT Sicilia
Mueller Thurgau
Montèlimo Rosso IGT
Donnafugata La Fuga Chardonnay
All'anno prossimo.

Sagrantino Wine Festival

la manifestazione

Alla fine di settembre ’06, la “Ringhiera dell’Umbria”, Montefalco, ha ospitato, insieme ai Comuni limitrofi di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo, la XXVII Settimana Enologica e, con essa, la presentazione dell’annata 2003 del Sagrantino, vino e vitigno tipico della zona.

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NOTE DA ALBA WINES 2006

l'articolo
appunti di degustazione
Amo le Langhe ed ho accettato con piacere di rappresentare Porthos in questa manifestazione; certo, l’incarico mi spaventava e poi Sandro mi aveva detto che avrei dovuto scriverci sopra… i lettori di Porthos sanno che io mi occupo molto di Porthos ma scrivo poco, preferisco parlare!
La manifestazione mi ha entusiasmato, anche se è stata molto impegnativa.

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Riviste

Libri