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Calendario eventi

Roma - Il Calendario settembre 2020 - aprile 2021
Da Lunedì, 14. Settembre 2020 -  20:00
a Martedì, 23. Marzo 2021 - 23:00
Tutti gli eventi sono curati da matteo gallello esandro sangiorgi, con roberto lo pinto e alice mazzali
 
Ecco il calendario degli eventi che si svolgeranno presso la sede di Porthos tra settembre 2020 e aprile 2021.

lunedì 14 settembre, ore 20

Cosa ci siamo persi #1

Il vigneto, comunità e contaminazioni

Le vigne miste



lunedì 28 settembre, ore 20

Cosa ci siamo persi #2

L’eredità di Angel

I Mlečnik e la Valle della Vipava

martedì 6, 13, 20 e 27 ottobre, ore 20

La storia di Porthos

Venti Trentacinque anni di vino italiano


Sarà un percorso nel quale coincide la storia personale di chi ha fatto Porthos e ha vissuto interamente quella fondamentale fase di trasformazione del liquido odoroso, italiano ma non solo. 
Avremo l’opportunità di rileggere insieme alcune tra le pagine più significative della storia della rivista e condividere la degustazione di vini che hanno determinato le scelte editoriali e didattiche del nostro progetto.
230 euro

giovedì 15 ottobre, ore 20

2002
Spiragli da una stagione oscura
L’unico anno palindromo del nostro secolo ha partorito una stagione viticola fredda e umida, difficile sin dalla primavera e, se si eccettuano alcune denominazioni dell’Anjou e della Côte de Beaune, nelle quali sono stati realizzati bianchi eccezionali, ha avuto un esito così negativo che molti prodotti non sono stati messi in commercio.
Col passare del tempo, sono spuntati qui e là in Europa alcuni esemplari di segno diverso, vini corrispondenti alle potenziali caratteristiche dell’annata, e, nello stesso tempo, in grado di evolversi senza restare imprigionati dall’acidità e dalla magrezza. Li abbiamo trovati e li abbiamo presi, per condividerli con voi.
75 euro

martedì 3, 10, 17, 24 novembre e 1° dicembre, ore 20
Lapproccio al vino alla scoperta della bellezza
Questa serie di lezioni è dedicata a chi vuole imparare ad accogliere la bellezza, come un esploratore disposto a scoprire la varietà delle emozioni. 
Nessun timore di sentirsi ignoranti, saremo noi a guidarvi.
I relatori dei primi quattro incontri saranno Matteo Gallello e Roberto Lo Pinto, l’ultimo sarà a cura di Sandro Sangiorgi.
230 euro

mercoledì 4 novembre, ore 20

Il Pecorino di Trisungo

La verticale del Noè

con Maurizio Silvestri

 e Stefano Amerighi
Una curiosità quasi insaziabile ci guida al recupero delle radici del Pecorino, la varietà che ha scompaginato la viticoltura delle Marche e dell’Abruzzo.
Siamo nell’alto ascolano, nei pressi di Arquata del Tronto, qui ci sono ancora i filari dai quali il professor Seghetti negli anni ottanta cominciò a selezionare le marze e sperimentare la loro coltivazione presso l’azienda Cocci Grifoni di Offida.
Saranno presenti Maurizio Silvestri e Stefano Amerighi che hannop recuperato parte dei vigneti e continuano strenuamente a vivificare questo luogo che, anche complice il terremoto del 2016, altrimenti sarebbe abbandonato.
60 euro

lunedì 9, 16, 23 e 30 novembre, ore 20
Incarnare il Mediterraneo

Le verticali: Ageno La Stoppa, Sangiovese Massavecchia,
 Primitivo Old Vines Morella, Cirò Riserva ’A Vita


La civiltà mediterranea è composita, pragmatica e vertiginosa nell’astrazione perché nata dal contatto e dal contrasto di terre e genti.
Il vino è ancora oggi, dopo migliaia di anni, il simbolo attivo di un’azione reiterata, il gesto erotico per antonomasia.
All’accoglienza segue la liberazione della nascita che unisce, fonde e ridefinisce identità e perfezioni.
È stato proprio questo particolare equilibrio delle parti a consegnare vini che in un tratto odoroso, in una goccia di sapore, potevano esibire la magnificenza dell’intero Mediterraneo.
280 euro

sabato 14 novembre, ore 10

La lunga attesa

Seminario dedicato al caffè

con Leonardo Lelli


C’è un caffè per ogni palato, c’è sempre un momento per berne uno.
La possibilità di prepararlo in modi completamente diversi, senza tradire l’intima qualità della materia prima, rende il caffè la bevanda versatile per eccellenza, basta osservare come a ogni latitudine c’è un modo per farlo e consumarlo. Tutto comincia da una piccola piantina, noi proveremo a raccontarlo insieme a Leonardo Lelli, proprietario dell’omonima Torrefazione Lelli, conosciuta e stimata in tutto il mondo per l’accuratezza delle selezioni e per la sensibilità nella torrefazione di ciascun tipo di caffè. 
Parleremo dei chicchi prima, durante e dopo la tostatura, indagheremo i vari metodi e ve li faremo sentire, scoprendo i pregi e i limiti che si nascondono nella tazzina consumata ogni giorno.
Sarà infine l’opportunità di ripetere l’esperienza di accostamento a cibi salati, esattamente come accaduto nell’evento dedicato al tè, dove Sara di Rumi Bottega Organica ha cucinato ricette di originale finezza.
45 euro

giovedì 26 novembre, ore 20

Valtellina
Eroi e umani

con Marco Vuono

Il Nebbiolo di Valtellina è un soffio di ruggine, una lama sottile e imprevedibilmente dolce.
Chi scopre il talento del più nobile vitigno rosso italiano attraverso un Sassella o un Grumello – le principali denominazioni della zona – non lo abbandona più perché accarezza il concetto di armonia, afferra quello di trasformazione virtuosa e impara, una volta per tutte, il significato di lettura didascalica dei luoghi.
«La Valtellina è secoli di viticoltura in un tornante...» così comincia il pezzo pubblicato nel 2004 su Porthos 16, un’istantanea che ritrae vigneti arrampicati su pendenze vertiginose, dove è possibile solo la lavorazione manuale, dove la vendemmia si svolge in autunno inoltrato e la selezione dei grappoli rimasti richiede una pazienza d’altri tempi.
Ecco, il vino rosso della Valtellina rappresenta l’archetipo della viticoltura a dimensione umana, al punto da andare oltre il concetto di eroismo e recuperare il senso agricolo della vite e del vino.
65 euro

venerdì 11 dicembre, ore 20

Greco e Tufo

Il desiderio e l’originalità
C’è stato un momento, verso la metà degli anni ottanta del secolo scorso, nel quale il Greco di Tufo è stato il bianco più desiderato d’Italia.
Emanava il fascino del vino meridionale realizzato in un luogo freddo, esprimeva una vivida soavità associata a un calore speciale, limpido e secco, l’ideale sulla cucina di mare che proprio in quel tempo attraversava una profonda trasformazione. Dopo quel periodo di fulgore, il bianco avellinese ha vissuto il destino di tanti fenomeni di moda e, pur conservando una certa ribalta, ha via via perduto l’originalità di una zona così vocata a favore di una manifestazione serializzata e prevedibile.
Negli ultimi anni, in virtù del lavoro di alcune aziende animate da uno spirito agricolo e da un certo coraggio nell’interpretazione produttiva, assistiamo alla rinascita del Greco di Tufo nella sua identità più formidabile, schietta ed elegante, sensibile e partecipe, rivelatrice di una personalità multiforme e dalle eccellenti potenzialità di accostamento al cibo, come dimostreranno le varie provocazioni gastronomiche che gli sottoporremo.
60 euro

Collae eventi




martedì 19 gennaio, ore 20
La dimensione nascosta
Il Gutturnio
Dalla conversazione con Massimiliano Croci pubblicata su Porthos 32, uscito all’inizio del 2009:
Sandro – Tu fai un uvaggio, mettendo insieme i grappoli prima della pigiatura, o un taglio di vini?
Massimiliano – No, no, uvaggio. È sempre stato così, anche per il Monterosso bianco. 
Sandro – Però le uve non maturano nello stesso momento…
Massimiliano – Il bello è questo.

I Colli Piacentini sono un crogiuolo di varietà e di costumi viticoli ed enologici che hanno resistito alla tentazione del gusto internazionale. L’identità territoriale è testimoniata da una libertà vegetale che vede la vite ancora in armonia col resto. Inoltre qui si trova, più di altre zone limitrofe, un’importante concentrazione di produttori naturali.
La coincidenza di questi elementi ha consentito al Gutturnio di consolidare una personalità robusta e terragna, nella quale la veracità è lo strumento per elevare le differenze tra Barbera e Bonarda e portane fuori la fusione. La sua è così una bellezza irregolare, composta da chiaroscuri imprevedibili ed emozionanti, sostenuta dalla partecipazione gustativa, il maggior pregio di un rosso continentale e insieme mediterraneo. 
45 euro

martedì 2 febbraio, ore 20
Il piede franco
Alla ricerca delle radici
L’etimologia è sempre pronta a spiegarci i fenomeni in modo semplice: fillossera, dal greco ϕύλλον (fillon) “foglia” e ξηραίνω (xeraino) “dissecco”, ovvero l’ultimo, ineluttabile stadio di una pianta attaccata dall’insetto la cui invasione, notoriamente, ha creato uno spartiacque, ha letteralmente diviso due ere della viticoltura.
Ripercorriamo storia, modi e tempi della devastazione, tenendo conto che l’afide ha risparmiato e continua a risparmiare alcuni pezzi di terra. Scopriamone le ragioni.

Visiteremo luoghi dalle precise tipicità geopedologiche, italiani ed europei e assaggeremo almeno sette vini prodotti da vigne non innestate su piede americano.
90 euro

giovedì 11 e 18 febbraio, ore 20
Jerez
Bianco, il terroir oltre il velo
con Willy Perez e Neonila Siles

Anselme Selosse confidò a Porthos che la terra bianca di quel lembo di Andalusia sarebbe stato il luogo nel quale la sua anima avrebbe continuato a fare il vino, altro che Champagne… E noi, non solo non possiamo dargli torto, ma abbiamo scelto proprio la via del terroir per raccontare una zona di eccezionali valore e identità.
Nella prima lezione parleremo del Marco de Jerez e dei suoi Pagos, i vigneti di eccellenza, e di come esista dall’antichità una tecnica per ricavare vini eccezionali senza l’apporto della flor e senza fortificazioni. La guida di questa prima scoperta sarà William ‘Willy’ Perez, a lui il compito di illustrarci le basi, le grandi differenze e le sottigliezze che accompagnano quel terroir.
Nella seconda lezione sarà la volta dei Generosos, i liquidi densi pieni di energia e dolcezza, le vestigia attive di come i nostri avi hanno amato e consumato il vino nel Mediterraneo.
Sarà la volta di Neonila Siles, diplomata istruttrice sul vino di Jerez, a spiegarci i segreti della flor e delle progressive fortificazioni, le solera e il valore delle singole annate.
Tutto questo sarà accompagnato da un tuffo nella cultura andalusa che riserverà più di una sorpresa.
150 euro

martedì 2 e 9 marzo, ore 20
Occidente siculo
I rossi
Negli ultimi due anni ci siamo dedicati a un’importante esplorazione della zona sud orientale dell’Isola, tra Etna, Monti iblei e Pachino.

È il momento di approdare nel vasto Occidente, tra le province di Palermo, Trapani e Agrigento, di questa appena un lembo. Qui il Nero d’Avola mostra due fisionomie ben definite, nell'entroterra è duttile, caratteriale e capace di evolversi, mentre assume un tono solare, partecipe e robusto verso la costa. L’altra varietà tipica è il Perricone, sanguigno e speziato sulle colline palermitane, più rustico e definito dalla sottigliezza marina nel trapanese, dove è chiamato Pignatello.

Lo spirito della ricerca unisce sempre la conoscenza vitivinicola delle zone, e dei produttori più sensibili, all’indagine storico-antropologica.
Inoltre vi anticipiamo che, durante la stagione estiva, dedicheremo un altro seminario all’Occidente siculo, occupandoci finalmente dei bianchi.
120 euro

martedì 23 marzo, ore 20
L’aceto
Elogio della pungenza
con Andrea Bezzecchi dell’Acetaia San Giacomo
L’acetificazione è un’arte di antichissima origine. Sorridiamo al pensiero che sia sempre considerata una distorsione, una deviazione, il baratro prima dell’abisso.
Di mosto cotto, di vino, di birra, di riso o di fermentati di frutta, l’aceto rappresenta un atto agricolo, come lo è stata la fermentazione e lo sarà la distillazione. L’esplorazione di tutte queste sfumature spetta a noi, insaziabili ricercatori, che tengono insieme concetti come tempo, cura, pazienza, qualità delle materie prime e dei procedimenti.
Eccovi un’anteprima: scordatevi la “madre”! Si tratta di una bufala novecentesca che si può smontare facilmente e che ha retto così a lungo solo a causa dell’abbandono subito dall’artigianato dell’acetificazione. Chi fa un po’ di aceto buono a casa sa che conta il velo e ciò che accade appena sotto, quando gli acetobatteri sono sani e vivaci.
Saremo guidati da Andrea Bezzecchi dell’Acetaia San Giacomo, potremo misurare le sue specialità, dagli aceti crudi ai tradizionali cotti, e accostarle a cibi preparati per l’occasione. Impareremo a dosare e a custodire, a gustare e a dissetarci.
50 euro

Le date e i temi possono subire variazioni.
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Porthos racconta è un’associazione culturale e per partecipare agli incontri è necessario essere iscritti. Poco prima dell’inizio dell’evento, sarà consegnato un modulo da compilare.
Vi verrà rilasciata una tessera, al costo di 5 euro e con validità 12 mesi. Per frequentare gli eventi e i seminari è indispensabile averla con sé e presentarla ogni volta che si viene, non dimenticatela. 

Luogo : La sede di Porthos, a Roma, in via Laura Mantegazza 60/62
Contatto Roberto Lo Pinto - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Redazione di Porthos - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 06/53273407
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