logo porthos

Indipendenti da sempre,
ci occupiamo di vino, cibo e cultura

Il tuo carrello è vuoto

ico fbico twico isico gplusico ytico yt

Chi siamo

Crediamo che il vino non sia una bevanda come tante altre.
In un′epoca in cui prevale la tendenza ossessiva ad uniformare ed ordinare qualsiasi cosa in rassicuranti gerarchie, il vino ci appare invece sfuggire, ribellarsi per la sua stessa natura a questa possibilità. Il problema del vino non è tanto o solo quello di essere classificato secondo parametri quantitativi quanto quello di essere riconosciuto e descritto per le sue diverse caratteristiche. In altri termini, il nostro desiderio è quello di riuscire a comunicare al lettore le emozioni che un vino ci suscita, più che darne una apodittica valutazione in centesimi, uno strumento certo utile ma che a volte ci sembra davvero troppo semplicistico. Le schede di valutazione, che mettono ampiamente in evidenza le differenze qualitative tra i vari vini esaminati, sono per noi uno strumento di comunicazione delle nostre sensazioni più efficace di un punteggio o di un simbolo che finisce inevitabilmente per appiattire il giudizio del lettore, per creare una gerarchia netta che nella realtà invece molto più sfumata. Il vino è mutevole, in trasformazione nel tempo e nel luogo. Ogni appassionato ha provato l′esperienza di assaggiare due bottiglie diverse di uno stesso grande vino; e non è tanto importante stabilire con certezza in cosa consistesse questa diversità – il luogo, il tempo, la temperatura, il contesto stesso dell′assaggio. Ciò che conta è il fatto che le sensazioni che offre una grande bottiglia sono spesso irripetibili, ed in questo, forse, risiede parte del mistero del vino, che per noi rappresenta oggi una delle ultime espressioni davvero vive e vitali della varietà.

Corso2

Quasi un colophon...

Quelli elencati sono solo alcuni componenti della Ciurma:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., direttore – curriculum vitae
tipografia ostiense, stampa e trasporti
marcello spada, matite, pennelli e colori
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., redazione e corsi
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., reportage
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., viaggiatore





15 luglio - Il Tavij, Teresa e Nadia

Il viaggio prosegue in una linea che si spezza nel territorio astigiano. A parlare continuano ad essere voci di donna in una femminea continuità che tiene leggera il corso della mia storia in un mondo dove è solito trovare mani e parole di maschio. Giulia mi accompagna a Scurzolengo, lì mi aspetta Nadia. Da Firano si sale verso nord-est e si oltrepassano le acque del Tanaro. Il paesaggio collinare è interrotto soltanto dalla periferia della città e guadagna colore e silenzi man mano che le strade tornano a salire.     
La presenza dell'uomo si assottiglia, le costruzioni con lui. I cartelli indicano Calliano, San Desiderio, Portocomano e Scurzolengo. Sulle colline si spiegano strisce e strisce di piante di vite e boschi di nocciole. Arriviamo in località Montevenere. Stampati in un cielo aperto i tre bicchieri della Cascina Tavijn, il Grignolino, il Ruché e la Barbera. Il cortile è steso al sole, un gatto ci passa davanti segnando confini, da sotto il vecchio fienile arrivano suoni, ripetuti, di macchine. I gesti veloci di una bimba che esce da una porta accanto ad una vasca d'acciaio, la segue una donna dal sorriso di madre.
Ci salutiamo lì in mezzo al cortile dove sembra raccogliersi il sole. 
Stiamo imbottigliando il Grignolino, in cantina ci sono i miei genitori.
Andiamo che ve lo faccio assaggiare.
E prende due bicchieri e ci fa entrare nella cantina dove Teresa è seduta all'imbottigliatrice e Ottaviano le è a fianco che sistema le bottiglie sulle cataste dopo averle tappate. 
Nadia ci presenta ai suoi e mentre salutiamo riempie i bicchieri del giovane Grignolino del 2014. 
Possiamo tornare di là che sto etichettando qualche bottiglia per mio marito. Caterina rientra dalla porta da dove l'ho vista uscire e noi dietro. Ho il bicchiere in mano, piego il capo verso un interno che contiene e annuso il liquido che tende al rosso. Davanti a me un tavolo sul quale stanno bottiglie reclinate, alcune etichette sparse nell'ordine, le mani di una donna che compiono gesti di vita addomesticata assieme al movimento di impulsiva scoperta di una figlia ancora bambina. Rimetto il naso nel bicchiere e una sensazione di piacere fa il suo corso attraverso di me e la aggiungo ai due volti di donna che parlano della loro esperienza e si      sorridono. Mi viene da pensare agli inizi, a quando si entra per la prima volta in una casa, in un mondo. Sono lì da meno di cinque minuti e mi sono passate dagli occhi immagini di lavoro e di famiglia e di condivisione e gioco, spazi. E c'è questa piacevolezza che circola dal bicchiere al resto in un senso che sento accoglienza.
Guardo le due donne che si conoscono ma che mai si erano incontrate nelle proprie cantine e nei propri vigneti. Le guardo scambiarsi una bottiglia del vino che fanno a pochi chilometri l'una dall'altra e poi salutarsi sempre con lo stesso sorriso franco di prima. Saluto Giulia che ritorna verso la sua terra, la ringrazio di questo passaggio che lega come due note di sassofono suonate da un solo soffio il mio procedere che si sente protetto, al sicuro.
Nadia mi mostra le etichette su cui sono stampati dei disegni di Caterina, la bimba è lì a guardarli anche lei con felice orgoglio che le si legge negli occhi. Poi usciamo in cortile dove il gatto attraversa nuovamente lo spazio. Caterina mi porta a vedere i piccoli del gatto e ne prende uno e se lo porta al petto. Chiedo a Nadia se intanto posso aiutare i genitori ad imbottigliare. Vai pure, io finisco di preparare le bottiglie. Ritorno in cantina e chiedo dove posso stare per aiutare. Ottaviano mi lascia il posto alla tappatrice, una vecchia tappatrice a pedale, e si concentra sulle cataste. Teresa è seduta e tra una bottiglia e l'altra     risponde a qualche mia curiosità e me ne rivolge di sue. Così il marito, attento a sfruttare tutto lo spazio possibile per sistemare le bottiglie piene del Grignolino. Il tempo scompare nell'azione e parlarci dentro, in questo agire continuo, è qualcosa che avvicina e accomuna. Il mio sentirmi straniero svanisce nel gesto e nella semplicità di chi ascolta e mi dice.
La porta della cantina di apre ed entra Nadia. Se vuoi andiamo a posare i tuoi bagagli e scendiamo ad Asti allo stand del vino. Tanto ci sarà anche domani da imbottigliare. 
Va bene. Saluto Teresa e Ottaviano che ritorna al mio posto a mettete i tappi ed esco nel cortile ancora pieno di sole della sera.
Allora, cosa mettete in bottiglia domani?
Sempre Grignolino, ma più sperimentale. Nell'ultima vendemmia io e i ragazzi di Crealto abbiamo unito i nostri mosti fiore di Grignolino. È poca cosa, una barrique. Ci piaceva l'idea.
Sarà divertente. 
Ad Asti, nel piazzale in fronte alla bella cattedrale gotica sono allestiti i tendoni per la festa musicale dell'estate. 
Quest'anno gli organizzatori hanno deciso di puntare su un vino di qualità, ci siamo noi e altre due aziende locali.
Oggi è l'ultima serata, poi sbaracchiamo. Mangiamo qualcosa adesso. Ci avviciniamo allo stand gastronomico e ordiniamo due piatti freddi piemontesi e riassaggio il Ruché e ci ritrovo la sacralità di un vino cerimoniale in grado di aprire una via emotiva malgrado la temperatura. Nella notte, prima di fare ritorno, facciamo una breve passeggiata per le vie del centro astigiano. Nadia mi parla dei vecchi edifici della città e nelle parole la nostalgia di un tempo passato. Quel muro che abbiamo davanti, ricordo che in qualche punto luccicava. Sarà il fatto che forse avevamo bevuto o che il tempo ha cancellato quelle parti luccicanti...
 
Poi è mattino. Un mattino di luglio  sulle colline del Grignolino e del Ruché. La strada curva e stretta tutta per me e per le ruote della valigia che tiene l'attrezzatura. Un contadino passa il trattore a sfalciare i bordi di un campo, un autobus taglia verso il cartello che indica Portocomano, io cammino guardando la collina dall'altra parte della vallata. 
Una volta il sindaco di Scurzolengo aveva mandato un messaggio a tutta la cittadinanza...c'era un uomo che si aggirava per le case del paese, era semplicemente un venditore di Folletto. Vedrai che domani ci arriva in messaggio che dice: attenzione, avvistato strano uomo per le vie del paese con valigia e fare sospetto...
Sorrido mentre mi avvicino alla cascina. Nel cortile Ottaviano e Teresa stanno spostando dei bancali.
Speriamo che quelli di Crealto siano puntuali, dobbiamo ancora finire di imbottigliare il nostro Grignolino.    
Nadia sta aiutando il marito a caricare il vino per il ristorante, Caterina è vicina ai piccoli mici e gioca con loro.
Seguo Ottaviano e lo aiuto a portare i bancali vuoti sul camioncino dell'azienda. Poi scendiamo in cantina e prepariamo i secchi da riempire vicino alla barrique che si svuoterà.
Sono all'incirca le dieci quando arrivano Luigi ed Eleonora, stivali di gomma e abiti da lavoro.
Teresa tira un sospiro di sollievo, Nadia con fare tranquillo saluta e dice ai suoi di aspettare nella stanza dell'imbottigliamento che tra poco inizieranno ad arrivare i secchi di vino.
Noi scendiamo insieme a Luigi ed Eleonora dove stanno le vasche di affinamento, Caterina ci segue.
Prima di cominciare Nadia riempie quattro bicchieri e beviamo questo insieme di Grignolino, buono e già solido.
Caterina resta accanto alla madre mentre con un tubo di gomma riempie i secchi che Luigi ed Eleonora porteranno di sopra  nella vasca   accanto all'imbottigliatrice.   
Dopo qualche minuto salgo anch'io ed entro nello spazio dove stanno i genitori di Nadia aspettando di riprendere il momento in cui il secchio viene svuotato nella vasca. Intanto accendo il microfono e inizio a parlare con Teresa della storia dell'azienda e della decisione di Nadia. Teresa mi racconta la sua versione di madre con una genuinità disarmante, come se fosse una cosa appena accaduta. Mi parla delle scelte della figlia e della reazione sua e di Ottaviano. Dei propri occhi, che rispetto al passato, sopportano con sempre maggiore difficoltà la luce forte del sole, delle fatiche e della quotidianità. E mentre mi parla penso alle forze necessarie per crescere tre figlie e lavorare la campagna. 
Luigi entra con l'ultimo secchio di vino e lo versa nella vasca e si può iniziare a riempire le bottiglie.      
Tutti al proprio posto e nel giro di un'ora risolviamo il lavoro.
Diamo una sistemata per riprendere nel pomeriggio l'imbottigliamento del Grignolino ufficiale e ci spostiamo di stanza. Sul tavolo una bottiglia di Crevijn dell'anno passato, un vaso colmo di nocciole e un tagliere con un coltello a fianco. Nadia si mette a tagliare un salame cotto, tipicità dei luoghi, un salame stagionato e una grossa pagnotta. Qualcuno versa il vino nei bicchieri e brindiamo alla convivialità. Un Grignolino che si proietta nel tempo e che accompagna con grazia la carne insaccata e rinfranca il corpo e il pensiero.
Poi Nadia apre una bottiglia di G Punk, tappo a corona ed etichetta con la cresta. Già, l'amico grafico ha detto che questo vino è un vino con la cresta. Mangio un pezzo di pane e Io assaggio. Il mio primo sorso. La sua semplicità e purezza mi rendono felice. Si accendono nel cervello i ricordi delle alici in salamoia, quella salinità amarognola e una vicinanza al sapore del rabarbaro. Il bicchiere scende quasi tutto d'un fiato.
C'è un bello stare insieme, un sapersi godere dei momenti di abbandono e gustare la soddisfazione di un lavoro nella condivisione. Poi Luigi ed Eleonora si alzano e ritornano alla loro azienda. Io aiuto la famiglia Verrua a sistemare la tavola ché in cucina ci aspetta Teresa per una leggera insalata di pomodori e altre verdure. Mentre sollevo il cestino del panei accorgo dei quadretti fatti i  occasione della Barbera, la Bandita.
Ricordo di averla bevuta l'inverno passato, un equilibrio benefico tra alcol e fresca acidità.
Teresa mi chiede se voglio assaggiare una delle sue cipolle messe sott'aceto e altri sapori. Adoro le cipolle. Hanno il colore del vino e per nulla pungenti e assai digeribili. E continuo a versarmi il Grignolino nella versione con la cresta.
Fuori il pavimento del cortile sembra bruciare, ci concediamo una piccola siesta prima di riprendere l'azione.
Al risveglio scendo in cucina dove Teresa sta aspettando il marito per ricominciare ad imbottigliare. Beviamo un caffè e torniamo al lavoro. Mi metto davanti alla tappatrice e mentre scorrono le bottiglie continuo a parlare con Ottaviano e Teresa.
Il rumore di una macchina nel cortile.
Questa è Nadia che è tornata.
Io vado allora, mi ha detto che andavamo un pò in vigna. A più tardi.
Scendiamo una strada e ne risaliamo un'altra, poi un pezzo di sterrato e siamo in mezzo alla vigna nella luce soffice della sera.
Nadia prende guanti, forbici e bottiglia di acqua ed io le mie cose e ci incamminiamo verso i filari della Barbera. Seguo il passo calmo di chi ha deciso di lavorare in campagna assieme ai propri genitori. Scendendo a valle mi mostra i grappoli di Ruché ancora verdi e con orgoglio il campo di melissa che tra poco verrà raccolta. 
Arriviamo in basso dove stanno i filari della Barbera, dove da una quindicina di anni vive la malattia chiamata Flavescenza Dorata che qui colpisce soprattutto Barbera ed Arneis.
Nadia impugna le forbici e mentre io inizio a fare qualche panoramica si mette a tagliare i tralci malati e mollicci delle piante. Mi metto dalla parte opposta del filare ed iniziamo a parlare della vita in campagna a fianco dei genitori. È un dialogo fluente senza quasi interruzioni o necessità di domande. Nadia è l'unica delle tre sorelle che dopo gli studi ha voluto lavorare nell'azienda. Se non avesse preso questa decisione i genitori avrebbero venduto tutto e si sarebbero ritirati. Hai rimesso in gioco la vita di due persone. Sarà stato un colpo per loro ma sono sicuro che avranno provato anche una enorme soddisfazione. 
Già, è così. Mi piace lavorare qui, lo sento mio, anche se a volte mi chiedo come possa lavorare insieme a loro!
Giorno dopo giorno devo ancora guadagnarmi i miei spazi e basta che stia lontana anche solo per una fiera che perdo terreno e me lo devo riconquistare. E continua a tagliare i tralci rossastri e unisce le parole alle azioni in una fare flemmatico e pacifico. 
Mi hai detto che ti senti ansiosa ma io non direi, trasmetti molta tranquillità.
Senti ma la famiglia ha una impostazione matriarcale, vero? Tre sorelle e una madre come Teresa...
Te ne sei accorto. Hai visto stamattina come fremeva quando aspettavamo Luigi ed Eleonora?
Sì, è una donna molto forte.
E questa Flavescenza?
Sì sono ammalati i vigneti più vecchi, stiamo cercando una maniera per arginarla, per ora cerchiamo di lasciare i tralci che sembrano sani e aspettiamo. Il Ruché e il Grignolino non hanno questo problema.
Il sole sta quasi tramontando e le zanzare iniziano a infastidire. Risaliamo il pezzo di terra che conduce alla macchina e ci dirigiamo verso casa. Mi fermo un attimo a prendere Bianca. Certo. 
Dalla casa dove ci siamo fermati esce la sorella più piccola di Caterina. Io apro la portiera e le dico di mettersi sulle mie gambe che dietro spazio non c'è. Intanto che aspettiamo di ripartire le faccio vedere alcune foto che ho scattato con il telefono.
Poi in viaggio verso la cena.
Nel cortile le due sorelle si ritrovano insieme. Teresa ci chiama in cucina che è quasi pronto e prendiamo posto attorno al tavolo. Mentre mangiamo Bianca continua a tenermi il braccio chiedendomi cose. Le dico di aspettare che sia finita la cena, poi giocheremo. Nadia apre una bottiglia di Barbera rosata fatta con il metodo del salasso. È ancora un pò chiusa in fase di distensione. Da riassaggiare.
Sono quasi le 21 Bianca mi richiede di giocare, l'accontento. Poi guardo Ottaviano seduto a capotavola in attesa di qualcosa e allora gli chiedo se ha voglia di fare due chiacchiere di là nella stanza dove la mattina abbiamo bevuto il Crevijn. Mi sembra felice della cosa e mentre preparo le riprese si siede accanto al camino.
Mi racconta di come è nata l'azienda, con i soldi francesi di alcuni parenti.
Che quando era giovane andava per le vie dei paesi a suonare i campanelli per vendere le damigiane, che stanno morendo troppe persone a causa dei veleni che vengono spruzzati nei campi. Che l'azienda porta il suo nome perché lui è conosciuto così come il Tavij. Che quando Nadia ha deciso di lavorare con loro gli è venuto un mezzo infarto ma poi è andato avanti insegnandole le cose e lavorando con lei. E va avanti a raccontare con un piacere che viene da dentro. Alla fine abbiamo i bicchieri vuoti, osservo la foto di un padre dietro di lui e gli stringo la mano. Saluto e ringrazio Teresa della cena, Nadia accompagna le figlie a letto ed io vado a trascorrere la mia ultima notte astigiana.
Domani ti accompagno alla stazione di Asti che tanti devo fare una consegna vicino.
Grazie, a domani allora.
Alla stazione faccio il biglietto per Biella e prima di salire al binario Nadia mi regala una bottiglia di G Punk, la saluto e mi avvio verso il treno con il sorriso formato Grignolino.

Privacy e Cookies Policy


INFORMATIVA PRIVACY DATI SITO WEB

aggiornata al Reg UE 2016/679
(Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali)

1) Introduzione
L’Associazione culturale Porthos racconta… prende in seria considerazione la privacy dell’utente e si impegna al rispetto della stessa. La presente Privacy Policy descrive le attività di trattamento di dati personali realizzate da Porthos tramite il sito internet www.porthos.it e i relativi impegni assunti in tal senso dalla Società. Porthos può trattare i dati personali dell’utente quando questi visita il Sito e utilizza i servizi e le funzionalità presenti sul Sito. Nelle sezioni del Sito in cui sono raccolti i dati personali dell’utente è normalmente pubblicata una specifica informativa ai sensi dell’art. 13 /15 del Reg. UE 2016/679. 
Ove previsto dal Reg. UE 2016/679 sarà richiesto il consenso dell’utente prima di procedere al trattamento dei suoi dati personali. Se l’utente fornisce dati personali di terzi, deve provvedere affinché la comunicazione dei dati a Porthos e il successivo trattamento per le finalità specificate nell’informativa privacy applicabile sia conforme al Reg. UE 2016/679e alla normativa applicabile.


2) Estremi identificativi del titolare, responsabile e del Privacy Officer
Titolare e Responsabile: Associazione culturale Porthos racconta…
Privacy Officer: Sandro Sangiorgi, Via Laura Mantegazza 60 – 00152 Roma; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

3) Tipologia di dati trattati
La visita e la consultazione del Sito non comportano in genere raccolta e trattamento dei dati personali dell’utente salvo che per i dati di navigazione e i cookie come di seguito specificato. In aggiunta ai cosiddetti “dati di navigazione” (vedasi oltre), potranno essere oggetto di trattamento dati personali volontariamente forniti dall’utente quando questi interagisce con le funzionalità del Sito o chiede di fruire dei servizi offerti sul Sito. Nel rispetto del Codice Privacy, Porthos potrebbe altresì raccogliere i dati personali dell’utente presso terzi nello svolgimento della propria attività.

4) Cookies e dati di navigazione
Il Sito utilizza “cookie”. Utilizzando il Sito, l'utente acconsente all’utilizzo dei cookie in conformità con questa Privacy Policy. I cookie sono piccoli file memorizzati sull’hard disk del computer dell’utente. Esistono due macro-categorie di cookie: cookie tecnici e cookie di profilazione. 
I cookie tecnici sono necessari per il corretto funzionamento di un sito web e per permettere la navigazione dell’utente; senza di essi l’utente potrebbe non essere in grado di visualizzare correttamente le pagine oppure di utilizzare alcuni servizi.
I cookie di profilazione hanno il compito di creare profili dell’utente al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso durante la navigazione.
I cookie possono inoltre essere classificati come:

- cookie “di sessione”, i quali vengono cancellati immediatamente alla chiusura del browser di navigazione;
- cookie “persistenti”, i quali rimangono all’interno del browser per un determinato periodo di tempo. Sono utilizzati, ad esempio, per riconoscere il dispositivo che si collega ad un sito agevolando le operazioni di autenticazione per l’utente;

- cookie “propri”, generati e gestiti direttamente dal soggetto gestore del sito web sul quale l’utente sta navigando;
- cookie “terze parti”, generati e gestiti da soggetti diversi dal gestore del sito web sul quale l’utente sta navigando.

5) Cookies utilizzati sul sito
Il Sito utilizza le seguenti tipologie di cookie:
cookie ... , necessari per ... .
Il Sito potrebbe contenere link ad altri siti (c.d. siti terzi). Porthos non effettua alcun accesso o controllo su cookie, web beacon e altre tecnologie di tracciamento degli utenti che potrebbero essere utilizzate dai siti terzi cui l’utente può accedere dal Sito; Porthos non effettua alcun controllo su contenuti e materiali pubblicati da o ottenuti attraverso siti terzi, né sulle relative modalità di trattamento dei dati personali dell’utente, ed espressamente declina ogni relativa responsabilità per tali eventualità. L’utente è tenuto a verificare la privacy policy dei siti terzi cui accede tramite il Sito e ad informarsi circa le condizioni applicabili al trattamento dei propri dati personali. La presente Privacy Policy si applica solo al Sito come sopra definito.

6) Come disabilitare i cookies nei browser
Di seguito si indicano agli Utenti i link che spiegano come gestire o disabilitare i cookie per i browser internet più diffusi:
Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-IT/internet-explorer/delete-manage-cookies-Google
Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647

Mozilla Firefox: http://support.mozilla.org/it/kb/Gestione%20dei%20cookie
Opera: http://help.opera.com/Windows/10.00/it/cookies.html 
Safari: https://support.apple.com/kb/PH19255 

7) Conservazione dei dati personali
I dati personali sono conservati e trattati attraverso sistemi informatici di proprietà di Porthos e gestiti da Porthos o da terzi fornitori di servizi tecnici; per maggiori dettagli si prega di fare riferimento alla sezione “Ambito di accessibilità dei dati personali” che segue. I dati sono trattati esclusivamente da personale specificamente autorizzato, incluso il personale incaricato di svolgere operazioni di manutenzione straordinaria.

8) Finalità e metodi trattamenti dati
Porthos può trattare i dati personali comuni e sensibili dell’utente per le seguenti finalità: utilizzo da parte degli utenti di servizi e funzionalità presenti sul Sito, gestione di richieste e segnalazioni da parte dei propri utenti, invio di newsletter, gestione delle candidature pervenute attraverso il Sito, prenotazione ai corsi etc.
 Inoltre, con l’ulteriore e specifico consenso facoltativo dell’utente, Porthos potrà trattare i dati personali per finalità di marketing, cioè per inviare all’utente materiale promozionale e/o comunicazioni commerciali attinenti ai servizi della Società, presso i recapiti indicati, sia attraverso modalità e/o mezzi di contatto tradizionali (quali, posta cartacea, telefonate con operatore, etc.) che automatizzati (quali, comunicazioni via internet, fax, e-mail, sms, applicazioni per dispositivi mobili quali smartphone e tablet - cd. APPS-, account di social network -ad es. via Facebook o Twitter-, telefonate con operatore automatico, etc.).
I dati personali sono trattati sia in forma cartacea che elettronica ed immessi nel sistema informativo aziendale nel pieno rispetto del Reg UE 2016/679, compresi i profili di sicurezza e confidenzialità ed ispirandosi ai principi di correttezza e liceità di trattamento. In conformità al Reg UE 2016/679 i dati sono custoditi e conservati per per un arco di tempo non superiore a quello necessario al conseguimento delle specifiche finalità di volta in volta perseguite.

9) Sicurezza e qualità dei dati personali
Porthos si impegna a proteggere la sicurezza dei dati personali dell’utente e rispetta le disposizioni in materia di sicurezza previste dalla normativa applicabile al fine di evitare perdite di dati, usi illegittimi o illeciti dei dati e accessi non autorizzati agli stessi, con particolare riferimento al Disciplinare Tecnico in materia di misure minime di sicurezza. Inoltre, i sistemi informativi e i programmi informatici utilizzati da Porthos sono configurati in modo da ridurre al minimo l’uso di dati personali e identificativi; tali dati sono trattati solo per il conseguimento delle specifiche finalità di volta in volta perseguite. Porthos utilizza molteplici tecnologie avanzate di sicurezza e procedure atte a favorire la protezione dei dati personali degli utenti; ad esempio, i dati personali sono conservati su server sicuri ubicati in luoghi ad accesso protetto e controllato. L’utente può aiutare Porthos ad aggiornare e mantenere corretti i propri dati personali comunicando qualsiasi modifica relativa al proprio indirizzo, alla propria qualifica, alle informazioni di contatto, etc.

10) Ambito di comunicazione e di accesso dei dati
I dati personali dell’utente potranno essere comunicati a:
- tutti i soggetti cui la facoltà di accesso a tali dati e' riconosciuta in forza di provvedimenti normativi;
- ai nostri collaboratori, dipendenti, nell'ambito delle relative mansioni;
- a tutte quelle persone fisiche e/o giuridiche, pubbliche e/o private quando la comunicazione risulti necessaria o funzionale allo svolgimento della nostra attività e nei modi e per le finalità sopra illustrate;

11) Natura di conferimento dei dati personali
Il conferimento di alcuni dati personali da parte dell’utente è obbligatorio per consentire alla Società di gestire le comunicazioni, le richieste pervenute dall’utente o per ricontattare l’utente stesso per dar seguito alla sua richiesta. Questo tipo di dati sono contrassegnati dal simbolo asterisco [*] ed in tal caso il conferimento è obbligatorio per consentire alla Società di dar seguito alla richiesta che, in difetto, non potrà essere evasa. Al contrario, la raccolta degli altri dati non contrassegnati dall’asterisco è facoltativa: il mancato conferimento non comporterà alcuna conseguenza per l’utente.
Il conferimento dei dati personali da parte dell’utente per finalità di marketing, come specificato nella sezione “Finalità e modalità del trattamento” è facoltativo e il rifiuto di conferirli non avrà alcuna conseguenza. Il consenso conferito per finalità di marketing si intende esteso all’invio di comunicazioni effettuato attraverso modalità e/o mezzi di contatto sia automatizzati che tradizionali, come sopra esemplificati.

12) Diritti dell’interessato
12.1 Art. 15 (diritto di accesso) , 16 (diritto di rettifica) del Reg. UE 2016/679
L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l'accesso ai dati personali e alle seguenti informazioni:
le finalità del trattamento;
le categorie di dati personali in questione;
i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati, in particolare se destinatari di paesi terzi o organizzazioni internazionali;
il periodo di conservazione dei dati personali previsto oppure, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinare tale periodo;
l'esistenza del diritto dell'interessato di chiedere al titolare del trattamento la rettifica o la cancellazione dei dati personali o la limitazione del trattamento dei dati personali che lo riguardano o di opporsi al loro trattamento;
il diritto di proporre reclamo a un'autorità di controllo;
l'esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione e, almeno in tali casi, informazioni significative sulla logica utilizzata, nonché l'importanza e le conseguenze previste di tale trattamento per l'interessato.

12.2 Diritto di cui all’art. 17 del Reg. UE 2016/679 - diritto alla cancellazione («diritto all'oblio»)
L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei motivi seguenti:

i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati;
l'interessato revoca il consenso su cui si basa il trattamento conformemente all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), o all'articolo 9, paragrafo 2, lettera a), e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento;
l'interessato si oppone al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento, oppure si oppone al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 2;
i dati personali sono stati trattati illecitamente;
i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo legale previsto dal diritto dell'Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento;
i dati personali sono stati raccolti relativamente all'offerta di servizi della società dell'informazione di cui all'articolo 8, paragrafo 1 del Reg. UE 2016/679

12.3 Diritto di cui all’ art. 18 Diritto di limitazione di trattamento
L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la limitazione del trattamento quando ricorre una delle seguenti ipotesi:
l'interessato contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali;
il trattamento è illecito e l'interessato si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo;
benché il titolare del trattamento non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari all'interessato per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria;
l'interessato si è opposto al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, Reg UE 2016/679 in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei motivi legittimi del titolare del trattamento rispetto a quelli dell’interessato.

12.4 Diritto di cui all’art.20 Diritto alla portabilità dei dati
L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento

13) Revoca del consenso al trattamento
L’interessato ha facoltà di revocare il consenso al trattamento dei Suoi dati personali, inviando una raccomandata A/R al seguente indirizzo: Via Laura Mantegazza n. 60, 00152 Roma corredato da fotocopia del suo documento di identità, con il seguente testo: "revoca del consenso al trattamento di tutti i miei dati personali". 
Al termine di questa operazione i Suoi dati personali saranno rimossi dagli archivi nel più breve tempo possibile. 
Se desidera avere maggiori informazioni sul trattamento dei Suoi dati personali, ovvero esercitare i diritti di cui al precedente punto 7, può inviare una raccomandata A/R al seguente indirizzo: Via Laura Mantegazza n. 60, 00152 Roma. 
Prima di poterLe fornire, o modificare qualsiasi informazione, potrebbe essere necessario verificare la Sua identità e rispondere ad alcune domande. Una risposta sarà fornita al più presto.

Riviste

Libri