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Intervista a Davide Vanni

a cura di laura pinelli e francesca pasqui

Abbiamo intervistato Davide Vanni, autore del documentario Vitae dedicato ai produttori di vini naturali che verrà proiettato sabato 9 aprile alle 18:30 a Cerea, in provincia di Verona, nell'ambito della manifestazione ViniVeri. Introdurrà l’evento Sandro Sangiorgi.

Davide Vanni studia al liceo scientifico di Salò e inizia ad allontanarsi da casa nel 1995 iscrivendosi alla facoltà di psicologia di Padova. Poi inizia il lavoro con i ragazzi autistici in terra friulana. Un altro trasloco lo conduce a Torino per il biennio alla scuola Holden e tanto cinema. Dopo un campus di cinema e magia in Lucania parte deciso verso il mondo del documentario.

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Ein Prosit 2015 – Massimo Carlotto e Stanko Radikon


riprese e montaggio di francesca demontis


Massimo Carlotto è un acclamato autore di romanzi gialli, ma non solo. Uno dei suoi libri più famosi, “Mi fido di te”, è dedicato al cibo, soprattutto a quanto può essere cattivo quello industriale. La sua passione per il vino e per la cucina è antica, come s’intuisce dai ricorrenti accenni presenti sin dalle prime opere. Carlotto ci ha aiutato a capire come la percezione di forme d’arte popolari, come il libro e il vino, può trasformarsi dall’uso al possesso, dalla libertà di goderne in una maniera condivisa all’egoismo vissuto in un’insulsa materialità. Con lo scrittore padovano e con la partecipazione straordinaria di Stanko Radikon, abbiamo fatto una ricognizione nel Friuli Venezia Giulia e nel Veneto alla scoperta delle origini dei vini naturali:

Riva Arsiglia (garganega) 2013 Giovanni Menti (Gambellara)
Cabernet Franc 2013 Monteforche di Alfonso Soranzo (Zovon di Vo')
Collio Rosso (cabernet franc, cabernet sauvignon, merlot) 2006 Renato Keber (Cormons)
Ribolla Gialla 2007 Radikon (Oslavia)




Cirò, Calabria, spirito di appartenenza

di matteo gallello
a cura di sandro sangiorgi

Il vino calabrese è da sempre un mio chiodo fisso.
È un legame inevitabile, il richiamo continuo delle origini. Un’eco che non si consuma e, quando sembra scompaia, basta fermarsi per risentirla. Poi ci sarà anche l’orgoglio, che presuppone il senso del mio agire, la realizzazione di un’identità in quel che faccio ogni giorno. Parlare in qualche modo e per qualche motivo della Calabria è il risultato più vistoso.
Appartenere, ecco il nocciolo della questione. Appartenere a un luogo perché il luogo possa appartenerti. Mi occupo di vino e, in particolare, voglio dedicarmi al vino calabrese.

In vigna con Cataldo Calabretta e Francesco De Franco - Porthos Edizioni
foto di mavi peňa

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La dimensione nascosta - I Rossi dell'Oltrepò Pavese



Lo studio della cultura dal punto di vista prossemico
consiste nell’esame dell’uso dell’apparato sensoriale,
quale gli uomini manifestano nei vari stati emotivi,
durante attività diverse,
nei differenti tipi di relazione e
nei più disparati assetti e contesti socio-culturali.

da Edward T. Hall, La dimensione nascosta – Vicino e lontano: il significato delle distanze tra le persone, traduzione italiana di Massimo Bonfantini, Bompiani, Milano 1968


Rossi Oltrepo

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