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La dimensione nascosta - I Rossi dell'Oltrepò Pavese



Lo studio della cultura dal punto di vista prossemico
consiste nell’esame dell’uso dell’apparato sensoriale,
quale gli uomini manifestano nei vari stati emotivi,
durante attività diverse,
nei differenti tipi di relazione e
nei più disparati assetti e contesti socio-culturali.

da Edward T. Hall, La dimensione nascosta – Vicino e lontano: il significato delle distanze tra le persone, traduzione italiana di Massimo Bonfantini, Bompiani, Milano 1968


Rossi Oltrepo

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Alsazia, il paradiso dei geologi

Abbiamo immaginato una degustazione diversa. Invece che una sfilata di Grand Cru diversi, interpretati attraverso tecniche e vitigni differenti, siamo andati alla ricerca del senso vero di un terroir, la comunanza espressiva di ciò che significa “tessuto”. Così, abbiamo trovato degli importatori sensibili al nostro slancio. È nata un’occasione che non dimenticheremo: degustare e bere, in due casi su tre, vini da vitigni diversi ottenuti nello stesso luogo e nella medesima annata, realizzati dallo stesso produttore.
Che cosa è emerso? L’impronta del luogo si manifesta attraverso la stoffa del sapore, nella combinazione tra gli estratti, la salinità e l’abbraccio complessivo del liquido sulla lingua. Senza la libertà espressiva della fisicità non esistono bellezza e piacere, il profilo tattile del vino dipende dalla forza che la terra riesce a imprimere al succo. È stato bellissimo avvertire una sensuale successione indipendente dall’identità del vitigno. Badate bene, non si tratta di un appiattimento della varietà odorosa e gustativa di Riesling, Gewurztraminer, Muscat e Pinot Gris, è la percezione netta di una base comune, il luogo, dalla quale spiccano il volo e si librano viaggiando nella nostra emotività tutte le sfumature che fanno di un vino un’esperienza memorabile.

Riesling, Gewurztraminer, Muscat, Pinot Gris e Geuze - Porthos Edizioni

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Vegano e Biodinamico - Intervista a Claudio Menicocci


L’azienda Menicocci è stata la prima ed è tuttora una delle poche a essere certificate “biodinamica e vegana”.

Biodinamica e vegan partono da strade molto diverse. Attraverso la mia azienda si sono unite e sono emerse delle contraddizioni. Inizialmente ho portato avanti la mia certificazione all’estero perché l’unico rifermento, nel 2004, era la Vegan Society la cui sede principale è in Inghilterra. Tutti i piccoli movimenti, com’era allora quello vegano, sono anche i più radicali e al tempo erano molto contrari alla presenza animale, quindi non solo la sofferenza. Il maggiore ostacolo era rappresentato dalla considerazione del letame: loro lo escludevano dalla concimazione mentre io affermavo che nel suo utilizzo non poteva sussistere il problema della sofferenza, semmai sarebbe stato il contrario. Era necessario, invece, considerare il benessere degli esseri viventi. Una volta superato lo scoglio, accettata almeno l’idea della presenza e del servirsi del letame, si è passati a discutere dell’agricoltura biodinamica, prevalentemente sui preparati perché quasi tutti concepiti su parti animali.

Allevamento di vacche dell'azienda Menicocci - Porthos Edizioni

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10 agosto - Il vento errante di Calitri

Mi porto l′ultimo pezzo di notte che è già una parte di giorno salendo sul treno che torna verso la Capitale. Ho barattato i respiri della mia vita con i respiri di un luogo e per un pò, forse per sempre, quel luogo e quella mia vita avranno un respiro comune e si troveranno di tanto in tanto a ricordarsi e sentirsi vicini.
Un sonno di alba, lento fino alla stazione di Roma e da lì proseguire per Napoli lungo il litorale.
Una volta sceso mi metto alla ricerca della fermata dell'autobus per Foggia.

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