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10 agosto - Il vento errante di Calitri

Mi porto l′ultimo pezzo di notte che è già una parte di giorno salendo sul treno che torna verso la Capitale. Ho barattato i respiri della mia vita con i respiri di un luogo e per un pò, forse per sempre, quel luogo e quella mia vita avranno un respiro comune e si troveranno di tanto in tanto a ricordarsi e sentirsi vicini.
Un sonno di alba, lento fino alla stazione di Roma e da lì proseguire per Napoli lungo il litorale.
Una volta sceso mi metto alla ricerca della fermata dell'autobus per Foggia.

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Ho viaggiato con Mario Dondero

Al tramonto, in un sussulto di luce invernale, la torre comunale di Petritoli si staglia come un minareto sul borgo medievale, appollaiato in cima a una collina a formare il più classico dei paesaggi marchigiani. In una sala disadorna del vecchio ospedale è allestita la camera ardente dove riposa il corpo di Mario Dondero. Un mazzo di garofani rossi e il fazzoletto tricolore dell’A.N.P.I. al quale era legato per i suoi trascorsi da partigiano in Val d’Ossola.

Mario Dondero - Porthos Edizioni

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Un’ipotesi di Toscana Classica: Montepulciano I



Della matassa non ritruovo il bandolo:
                                        però dipana tu, ch’i farei scandolo.
Poliziano

L’incontro è stato organizzato da Matteo Gallello, realizzato con la collaborazione della Tradizione, Gabriele Bonci e di Pomarius. Grazie al prezioso aiuto di Chiara Guarino, Pino Carone e Laura Pinelli. Condotto da Giacomo Lippi e Matteo Gallello.

Montepulciano e il Vino Nobile - Porthos Edizioni

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Il Fiano del vento - La verticale del Don Chisciotte

L’incontro è stato organizzato da Matteo Gallello, realizzato con la collaborazione della Tradizione, Gabriele Bonci e di Pomarius. Grazie al prezioso aiuto di Chiara Guarino, Pino Carone e Laura Pinelli. Condotto da Sandro Sangiorgi con Nerina e Pierluigi Zampaglione.


di matteo gallello

Grande era la follia di Don Chisciotte, e grande era perché la radice da cui cresceva era grande: l’inestinguibile brama di sopravvivenza, fonte delle più stravaganti follie come pure degli atti più eroici.
Miguel de Unamuno, Vita di Don Chisciotte e Sancho, traduzione italiana di Antonio Gasparetti, Mondadori, Milano 2006


Incontri alcune cose nella vita che ti fanno cambiare: Smells like teen spirit ascoltata a 14 anni, un qualsiasi Brunello di Montalcino bevuto a 19, la lettura di Così parlò Zarathustra a 21, sapere dell’esistenza delle uve bianche vinificate in rosso a 24.
Era il 2009 e fu una delle mie prime scoperte del vino naturale, quel collegamento semplicistico e utile che ti porta a collocare in modo quadrato le notizie: macerazione sulle bucce di uve bianche = vino naturale. Si tratta solo dell’anticamera che ti porta in una grande gabbia di dubbi che la dedizione al vino ti presenta costantemente. Ricordo perfettamente quel Don Chisciotte 2006.
Pensai, assaggiandolo, che non esistesse nulla di più mitico. C’era un velo di segretezza, come in un disco dei Faust. Nessun vino, fino a quel momento, aveva mai tentato di presentarsi con quell’espressione così contraddittoria e in piena opposizione alle regole riportate sui libri che mi erano passati tra le mani. Mi sembrava una sfida meravigliosa che realizzava il significato della parola immaginazione. E poi quel nome, l’incarnazione dell’idealismo umano... e tante altre cose.

Il Fiano del vento, la verticale di Don Chisciotte - Porthos Edizioni

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