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Riesling “on tour”

Alle 15.00, davanti alla fontana degli Orsini di Palazzo Taverna, siamo già in tanti. Il Tour del Riesling di “Der Feinschmecker” sta per cominciare. Nello sguardo di tutti si avverte la tensione dell’attesa, mista a quella specie di lussuria tipica di ogni evento di ‘degustazione seriale’. Avanziamo. Sulle scale che conducono ai piani superiori si snoda una fila che arriva in giardino. Salgo lentamente. Arrivato in cima, attraverso una pesante porta di legno, vengo proiettato in un mondo barocco e pesante (l’aggettivo usato dai pubblicitari è stato “esclusivo”). Prendo il bicchiere e una copia della guida omaggio. Sfoglio rapidamente. C’è l’elenco dei vini presentati, le zone, una breve descrizione delle aziende e una foto di tre quarti dei produttori con tanto di telefono e indirizzo. Sembra il catalogo di un bordello. Mi viene in mente proprio questo, Dio mi perdoni: un bordello d’alto bordo.

Tour del Riesling di Der Feinschmecker - Porthos Edizioni

La sottiletta e la visione

Ciao Sandro,
ti scrivo per scusarmi per le mie assenze alle ultime due lezioni. Ho parlato con Matteo e mi ha comunicato che posso recuperarle a novembre, peggio per voi che vi ritroverete questa faccia anche il prossimo inverno.
Tra un allettamento e l’altro, però, ho avuto modo di sperimentare un momento visionario. Un istante di consapevolezza assoluta legata al vino e, se mi concedi un paio di minuti, vorrei condividerlo con te, anche perché mi è tornato in mente istintivamente l’aneddoto della sottiletta* che ci hai raccontato al corso.

Dal decimo capitolo de Gli Ignoranti La gaffe - Porthos Edizioni
Dal decimo capitolo de Gli Ignoranti "La gaffe", pag. 41

Commentare – interagire – creare

Il “trittico dell’azione”. Lo abbiamo battezzato così, un tentativo di definire il cambiamento sostanziale di porthos.it. Il sito non ha subito stravolgimenti di carattere grafico rispetto alla versione precedente. Abbiamo solo cercato di dare maggiore chiarezza alla lettura, lo abbiamo dotato di un aspetto più essenziale.
«Non si può commentare, siete chiusi, indietro rispetto agli strumenti e all’etica del web» è stato il rimbrotto ricorrente. Eppure l’assenza di uno spazio per gli utenti era colmata dalle risposte immediate su posta elettronica, dal vivo, per telefono, via fax... Allo stesso tempo era imprescindibile che creassimo uno spazio adeguato ai frequentatori del sito, non è una questione di mera correttezza formale o di adeguamento “ai tempi”, o di democrazia del web. Si tratta di un lavoro di riappropriazione e presuppone che il lettore contribuisca attivamente e produrre conoscenza, che si affianchi a chi pubblica un pezzo.

L'interno della Chiesa di Santa Maria dell'isola a Tropea - Porthos Edizioni
L'interno della Chiesa di Santa Maria dell'isola a Tropea (VV)

Mamoiada e il Cannonau: una presa di posizione


note di degustazione di sandro sangiorgi e matteo gallello

foto di antonella anselmo e sandro sangiorgi


La Sardegna e Mamoiada in particolare, non consegnano una sola espressione del Cannonau. Nella nostra ricerca, rivolta alla scoperta della varietà espressiva, sono state determinanti le indicazioni di Francesco Sedilesu, insieme a quelle di Giovanni Montisci. Non accontentandoci di nomi celebri, abbiamo chiesto a Francesco di indicarci i vignaioli che imbottigliano per passione e che ancora non vendono ufficialmente il vino. Si sono aperte, così, due finestre su questo territorio: una riconosciuta, consolidata, l’altra imprevedibile, senza intenti commerciali strutturati, fatta da uomini e donne che offrono la loro presenza attraverso i vini.
Gli scambi con Francesco ci hanno restituito un territorio malinconico e orgoglioso: «Il buon Dio ci ha dato una terra meravigliosa. Ne dovremmo essere contenti, noi sardi, e non andare dietro a pensieri pessimisti e a tecniche di lavorazione della terra e delle uve, estranee alla nostra tradizione, che rischiano di rubarci quella gioia che invece nel mondo contadino c’è, eccome! La cosa più bella è andare per cantine dove un bicchiere di vino non si nega mai. Insomma può essere, il nostro, un canto corale».

Vigneto Cannonau in primavera - Porthos Edzioni

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