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da martedì

16

giugno

Roma

Viti Meccaniche

16, 23, 28 giugno e 7 luglio - La viticoltura e l'enologia nell'epoca contemporanea.
Con Maurizio Gily e Giovanna Morganti

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da mercoledì

9

ottobre

Roma

Il calendario eventi 2019/2020

Ecco il calendario degli eventi che si svolgeranno presso la sede di Porthos tra ottobre 2019 e aprile 2020

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Il vigneto, comunità e contaminazioni

 
Ecco il resoconto dell’evento dedicato ai vini ottenuti dalle “vigne miste”, introdotto dal testo presente nella brochure di presentazione della stagione 2019-2020.
Quindi il discorso di apertura da parte di Matteo Gallello e di seguito un’intervista a Jacopo Stigliano, produttore di due etichette da vigne miste. A chiusura il racconto della degustazione con i dettagli sugli otto vini degustati, una dote di conoscenza di persone, paesaggi e territori, testimonianze di culture uniche, antiche e, nello stesso tempo, prodigiosamente moderne. 

starseti collage

«Un tempo il contadino piantava vitigni diversi nella stessa vigna, forse per comprendere quali si sarebbero adattati meglio al clima e alla terra del luogo. Col passare degli anni il vignaiolo ha scoperto un’interazione energetica ben al di là del visibile, da cogliere tutta nel vino. Il crescente rigore eugenetico nelle selezioni clonali ha impoverito la biodiversità, anche tra ecotipi dello stesso vitigno, e ha portato a una riduzione della varietà e della profondità espressiva dei vini. Eppure la biodiversità non è solo una risorsa espressiva del liquido, ma anche un’opportunità agricola: magari il maltempo non rovinerà tutti i grappoli visti i diversi tempi di fioritura e poi, nel caso di malattie, non tutte le piante saranno colpite. La non omogenea maturazione degli acini è diventata un’insospettabile virtù, creatrice di equilibri impensati».

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Etna, sogno siciliano

a cura di sandro sangiorgi
foto di matteo gallello e roberto lo pinto


lI talento immediato soccombe davanti alla massa della produzione meccanica.

J.W. von Goethe 

La frase di Goethe, estrapolata da Fotografia e società di Gisèle Freund, sintetizza la mia attuale visione dell’Etna: un luogo dal talento cristallino grazie alla congiunzione straordinaria tra il contesto naturale e l’intelligenza umana. A Muntagna, in virtù dell’orografia e della geomorfologia, per ora non si presta a un invasivo processo di meccanizzazione, la manualità è sempre alla base del lavoro. Basta menzionare i terrazzamenti e i muretti a secco e si comprende l’impossibilità di adottare mezzi aggressivi per lavorare la terra. Ad ogni modo, per quanto negli ultimi trent’anni molti impianti ad alberello siano stati sostituiti dalle spalliere, per permettere l’ingresso di macchine tra i filari, rimane alta la percentuale di vigneti condotti “alla greca” (l’alberello egeo). 

Copertina Etna LOW

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La lettera di Giacomo Lippi, febbraio 2020


Caro Sandro,

ti scrivo perché il tuo “pezzo sui topi” mi ha fatto molto riflettere sulle posizioni velleitarie che spesso animano i progetti di vino naturale, Val Di Buri in primis.
Sembra che chi si getta in un’avventura come questa, si trovi a un bivio esistenziale, chiamato a una scelta di vita da cui dipende la salvazione del mondo! Tutto assume una valenza rivoluzionaria e cristologica e le coordinate entro cui si muove questa comunicazione sono quelle del conflitto e del sacrificio!

Lippi

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“La Nuova Enologia” di Pier Giovanni Garoglio, riflessioni e spunti, 55 anni dopo

a cura di sandro sangiorgi

Sono ormai numerosi gli articoli dedicati al “gusto di topo,” vogliamo offrire un piccolo approfondimento avvalendoci di alcuni brani tratti dal libro di Pier Giovanni Garoglio stampato nel 1965 e fornito a uso didattico nelle scuole di Enologia. A suggerirci questa rilettura è l’amico Francesco Ferreri, al quale abbiamo chiesto anche di aggiungere delle considerazioni attuali e specifiche del suo territorio, Pantelleria.
Nel volume dello scienziato fiorentino – non sappiamo con quanta consapevolezza sperimentale – s’intravede l’importanza del concetto di “epigenetica”; Garoglio probabilmente non lo aveva frequentato in modo diretto, tuttavia la sua opera, soprattutto dagli anni cinquanta in poi, è pervasa dalla raccomandazione di non dimenticare il contesto ambientale se si vuole studiare la disciplina microbiologica e trarne un’utilità applicata.

frontespizio Garoglio

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