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La verticale della Cuvée Juliette di Jean Pierre Robinot

La degustazione si è svolta grazie alla partecipazione di diversi soggetti. Innanzitutto il Consorzio ViniVeri, nelle persone di Gianpiero Bea e di Paolo Vodopivec, poi Raffaele Bonivento attraverso Meteri, la sua creatura dedita alla distribuzione di produttori della Loira votati alla naturalità. Determinanti alla riuscita dell'evento sono stati Mercedes Parlascino e Giuseppé, l'amico parigino di Robinot, che hanno fatto da interpreti. E poi Jean-Pierre, produttore dalla sensibilità unica e straordinario intrattenitore.
Alla stesura del pezzo hanno contribuito Erika Rampini e Matteo Gallello.

La verticale della Cuvée Juliette di Jean Pierre Robinot - Porthos Edizioni

Il mio è un rapporto viscerale con lo Chenin della Loira. Non è facile spiegare quanto possa essere emotivamente coinvolgente rispetto agli altri vitigni di talento come il Riesling, il Nebbiolo e il Pinot Noir. Il vitigno del “fiume reale” non ha un profilo odoroso spiccato, non si pone in modo accattivante, il suo essere magnetico arriva nel profondo. Lo Chenin si manifesta in maniera discreta, è uno di quei vini che, nonostante il cambiamento tecnologico e i miracoli dei lieviti, è quasi impossibile da carpire in gioventù, quando è particolarmente introverso. Questa dimensione è la sua unicità.

I Rossi sul mare - Le note di degustazione

L’evento è stato organizzato da Matteo Gallello, realizzato con la collaborazione della Tradizione, Gabriele Bonci e di Pomarius. Grazie al prezioso aiuto di Miriana Baraboglia, Pino Carone, Chiara Guarino ed Erika Rampini. Condotto da Sandro Sangiorgi.

L’adiacenza delle vigne al mare caratterizza principalmente i vini rossi, nei quali è interessante notare come il salato oltrepassi la “sua” sensibilità chimica e si inoltri nell’area di competenza tattile, già impegnata dall’astringenza dei tannini e dal peso dell’alcol. È proprio il singolare e appassionante equilibrio di queste parti a consegnare vini originali provenienti da territori che sommano l’influsso marino alle specifiche del suolo e del sottosuolo. 
Siamo andati a cercare l’interazione tra le piante e l’impronta che i mari, dall’Adriatico al Tirreno, conferiscono ai vitigni coltivati in modo naturale su spiagge e altipiani, sfiorati e accarezzati da venti e salsedine.

I vini assaggiati racchiudevano le dinamiche più disparate; ogni faccia e ogni minuscola espressione si affollavano per poi rivelarsi gradualmente.

Vini rossi sul mare

Chronos/Kairos a Milano - Il video di Winestories




da www.winestories.itIl tempo che passa e la bellezza. Di questo parla Sandro Sangiorgi nelle sue degustazioni. E mentre parla di vino, parla di noi. Non mi azzardo neppure a riassumere la serata, dirò solo che qui Sandro è in ottima forma, e si apprezzano sia le idee originali che la capacità di tenere sempre alta l’attenzione. Il video termina alll’inizio della degustazione (cieca); non ho voluto togliervi il piacere di provare l’esperienza dal vivo.
Foto e riprese video sono di Luca Fermariello

Riesling “on tour”

Alle 15.00, davanti alla fontana degli Orsini di Palazzo Taverna, siamo già in tanti. Il Tour del Riesling di “Der Feinschmecker” sta per cominciare. Nello sguardo di tutti si avverte la tensione dell’attesa, mista a quella specie di lussuria tipica di ogni evento di ‘degustazione seriale’. Avanziamo. Sulle scale che conducono ai piani superiori si snoda una fila che arriva in giardino. Salgo lentamente. Arrivato in cima, attraverso una pesante porta di legno, vengo proiettato in un mondo barocco e pesante (l’aggettivo usato dai pubblicitari è stato “esclusivo”). Prendo il bicchiere e una copia della guida omaggio. Sfoglio rapidamente. C’è l’elenco dei vini presentati, le zone, una breve descrizione delle aziende e una foto di tre quarti dei produttori con tanto di telefono e indirizzo. Sembra il catalogo di un bordello. Mi viene in mente proprio questo, Dio mi perdoni: un bordello d’alto bordo.

Tour del Riesling di Der Feinschmecker - Porthos Edizioni

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