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Ricordo di Ale

Oggi è un mese dal giorno della morte di Alessandro “Ale” Zamboni. Sin da subito ho pensato che avrei “dovuto” scrivere qualche riga, ma non ci sono riuscito fino a oggi. Sono ancora traumatizzato dall’evento. Nella mia vita ho avuto la fortuna di subire pochissimi lutti così profondi, questo mi ha segnato più di tutti. La vicenda dell’incidente, l’errore delle prime indiscrezioni, la superficialità dei media, tutti aspetti dolorosi che, però, non c’entrano con la tristezza inconsolabile che porto con me.

Alessandro Zamboni ad una degustazione - Porthos Edizioni

Vino senza solfiti - Lasciamo fare alla natura

Questo è lo slogan del “Progetto, Sviluppo e Trasferimento di Sistemi Innovativi di produzione di Vini senza Allergeni”, tenutosi lo scorso 18 giugno presso Palazzo Antonelli a Roma.
Seguo da tempo i tentativi di proporre sistemi per evitare la solforosa nell’elaborazione e nella confezione del vino. Nel settembre 2012 sono stato al Sana di Bologna. Nel maggio 2013 ho avuto l’opportunità di assistere alla presentazione del Wine Research Team di Riccardo Cotarella all’AIS di Roma. Durante la conferenza stampa, che precedeva l’assaggio dei vini, non sono state elargite spiegazioni sufficienti per capire come funziona il processo che dovrebbe portare ad azzerare l’uso della solforosa.
Più chiara è stata l’esposizione del progetto guidato da Marco Esti, professore associato in Enologia e Tecniche enzimatiche per l’industria alimentare presso l’Università della Tuscia (sempre quella che segue le ricerche di Cotarella).
I comunicati stampa del convegno segnalano che il progetto di sperimentazione è reso possibile da “un finanziamento comunitario (misura 124 PSR Regione Lazio)”. Così è stato presentato l’incontro:

Tre nuovi vini senza solfiti in provincia di Roma, frutto di una sperimentazione che ha coinvolto l’Università della Tuscia attraverso un finanziamento della Regione Lazio. Sono il Macchia Sacra, fiano in purezza della cantina Castello di Torre in Pietra, il 496  Frascati Doc (70% malvasia di Candia e 30% trebbiano toscano) dell’azienda biologica De Sanctis di Frascati e il Don Franco, un rosso montepulciano e sangiovese della cooperativa Capodarco, di Grottaferrata. Il progetto dell’associazione ProBio è cofinanziato con fondi comunitari al 60% dell’investimento con circa 62mila euro.
Le tre cantine, già in possesso da anni della certificazione biologica, si sono impegnate in questa sperimentazione per cercare di avere un profilo organolettico dei loro primi vini senza allergeni, analizzandone la qualità e l’interesse dei consumatori, attraverso un progetto dell’associazione ProBio, che può fare da apripista a tante altre aziende, associate e non. 
Sono già in commercio e con una buona risposta dei consumatori i tre vini delle annate 2014, delle cantine Capodarco e De Sanctis, che ne hanno prodotte 2mila bottiglie, e Castello di Torre in Pietra con 4mila bottiglie.


Il convegno è stato moderato da Fabio Turchetti e introdotto dall’agronomo Leandro Dominicis. Gli interventi di seguito riportati sono di Pier Francesco Lisi, giornalista-enologo-comunicatore, del professor Esti e dei tre produttori che hanno partecipato al progetto.
Abbiamo lavorato sodo per rendere la lettura del parlato dei protagonisti fruibile e scorrevole.

Progetto, Sviluppo e Trasferimento di Sistemi Innovativi di produzione di Vini senza Allergeni - Porthos Edizioni

Manteniamoci giovani - La presentazione a La Dispensa Pani e Vini di Torbiato di Adro

riprese di luca fermariello
montaggio e testi di mauro fermariello



Come rifiutare un invito di Sandro Sangiorgi ad una serata in onore dei vini di Emidio Pepe? E, nella sua incoscienza, Sandro ha anche insistito che mi sedessi al tavolo con lui, per “intervistarlo” sul suo libro “Manteniamoci giovani”, che parla appunto del vignaiolo abruzzese. Il tutto alla Dispensa, di cui avevo già parlato qui.
Sono preparato, ho letto il libro due volte, prendendo pure appunti. È scritto bene, da Alice Colantonio e Matteo Gallello, e illustrato da Marcello Spada (dipinti) e Giulia Cerro (foto). Siamo tra i primi ad arrivare (con me c’è mio figlio Luca, sue le foto e le riprese). Al tavolo degli oratori c’è un signore a me sconosciuto; ci presentiamo, e scopro che è Umberto Stefani, autore di “Ventuno vignaioli” (Edizioni Equilibrio), che avevo letto con molto piacere. Sarà lui a introdurre Sandro, che poi condurrà la sala in un magnifico viaggio nelle terre di Torano, Abruzzo.

da www.winestories.it

La presentazione si è svolta mercoledì 25 febbraio 2015

Jura... il luogo e la visione - Variazioni sul metodo lungo il filo rosso del terroir: le note di degustazione

L’evento è stato organizzato da Matteo Gallello, realizzato con la collaborazione della Tradizione, Gabriele Bonci e Pomarius. Grazie al prezioso aiuto di Miriana Baraboglia, Pino Carone e Chiara Guarino. Un grazie particolare a Valerio Di Mattia e Nadia del Palmizio di Alba Adriatica. Condotto da Sandro Sangiorgi.


Jura: le note di degustazione

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