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La lettera di Paolo Parise, settembre 2019

Carissimo Sandro,
sono tornato domenica scorsa dalla settimana di trekking in Barbagia con la Zeppelin. Qui le piogge, il buio la sera e la ripresa del lavoro in piscina hanno decretato la fine dell’estate ed è di nuovo già vendemmia sulle colline qui attorno. Oggi (domenica scorsa) c’è proprio un tempo da lupi. La settimana in Sardegna, anche se faticosa e fatta di giornate piene, mi fa comunque sempre bene. Quest’anno avevo solo 16 persone, tra le quali incredibilmente mancavano i soliti affezionati, così sono riuscito a godermela di più. È da un pezzo che volevo scriverti 4 righe, forse dopo aver letto il tuo ultimo intervento su sito di Porthos, La ricerca di una possibile felicità.

Parise2 sett19

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Il diario di Francesco Ferreri

Terza puntata

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo contributo di Francesco Ferreri da Pantelleria.

Alla fine, sollecitati dai suoi racconti, abbiamo aggiunto un riferimento letterario, già presente anche su Porthos 20 in coincidenza con la monografia dedicata al Barbaresco. Viene dal capolavoro di Edgar Lee Masters “Spoon River Anthology”, la traduzione è di Beppe Fenoglio ed è presente nel volume “Quaderni di Traduzioni” a cura di Mark Pietralunga, Edizioni Einaudi, 2000.

vigneto San Vito

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La ricerca di una possibile felicità


Lancy, 12 agosto 1852

«Ogni sfera dell’essere tende a una sfera più elevata e ha già rivelazioni e presentimenti. L’ideale, sotto tutte le sue forme, è l’anticipazione simbolica d’un esistenza superiore alla nostra, alla quale tendiamo. Come i vulcani ci portano i segreti del globo, l’ispirazione, l’entusiasmo sono esplosioni del mondo interiore dell’anima. La vita umana non è che l’avvento alla vita spirituale, e ci sono ancora innumerevoli gradi, sia nell’una sia nell’altra [...]».
Da Frammenti di un giornale intimo di Enrico Federico Amiel, traduzione di Cristina Baseggio, Utet (Unione Tipografico-Editrice Torinese) Torino, 1931.

Sin dall’inizio della mia attività di divulgatore ho tenuto a battesimo persone che si sono poi impegnate nel “lavoro del vino”: molte sono diventate figure commerciali, altre hanno aperto locali e alcune hanno addirittura affrontato la produzione. Potrebbe apparire scontato – se uno insegna materie enologiche, chi può aspettarsi come allievo e come allieva? Invece non è così banale, dal momento che proprio negli anni in cui ho cominciato è avvenuta una trasformazione del pubblico partecipante ai corsi. Si è passati da una comunità ristretta, della quale facevano parte quasi solo professionisti del settore, a una schiera ampia e articolata composta da appassionati che, pur attratti dalla bellezza dell’argomento, non immaginavano che quel sentimento, trasformato in amore, potesse cambiare la loro vita.

gruppo Porthos low
foto di maria enqvist

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Piede franco: alle ricerca delle radici #2

L’etimologia, grande e pragmatica disciplina, è sempre pronta a spiegarci i fenomeni in modo semplice: fillossera, dal greco ϕύλλον (fillon) “foglia” e ξηραίνω (xeraino) “dissecco”, ovvero l’ultimo, ineluttabile stadio di una pianta attaccata dall’insetto la cui invasione, notoriamente, ha creato uno spartiacque, ha letteralmente diviso due ere della viticoltura. Ripercorriamo brevemente storia, modi e tempi della devastazione, tenendo conto che le cause e gli avvenimenti sono stati molto più complessi.

Piede Franco 17

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