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Per Nino


Leggi anche Cosa è stato Pieropan per noi amanti del vino

Caro Nino, ho aspettato prima di scriverti. In questo tempo altri amici sono andati via e, ogni volta che è capitato, ho pensato che avrei voluto dedicarti un ricordo, ma davvero non trovavo come cominciare. Ho continuato a prendere appunti, rivivendo gli anni della nostra frequentazione, per non farmi scappare nulla. Ho provato a delineare il tuo profilo di produttore determinante per la nostra cultura del vino bianco, ben al di là dei confini della zona che hai così intensamente difeso e rappresentato. Soave e via Camuzzoni… le vigne vicine al castello, non importa quanto sia passato dal giorno della tua morte, i miei sensi non mi tradiscono e le emozioni premono fino a fare male, così stamani all’alba ti ho sognato.

Pieropan
foto di giampi giacobbo

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Nero d'Avola e frappato nel cuore dell'oriente siculo


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Leggi il racconto della degustazione

foto di matteo gallello
a cura di sandro sangiorgi

nta cincu pammi ci capi na vita 1
da Cesare Basile, Cincu pammi, U fujutu su nesci chi fa?, 2017 

 

18 Gennaio 2018, di ritorno da Senigallia, dopo una breve sosta a Roma, “mollo” Sandro e mi metto alla guida della sua Megane nera familiare, destinazione casa e azienda Occhipinti.
Mi piace guidare con la musica giusta, si susseguono Lanegan, Bowie, i Black Sabbath. Poi m’immergo nel “clima” siciliano con Cesare Basile, Franco Battiato, Carmen Consoli e, dopo circa sette ore, mi ritrovo a prendere il traghetto da Villa San Giovanni.

Inizio

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I nostri partner

Porthos racconta ha completato un’altra delle sue stagioni di corsi ed eventi e, tra poco, si prepara ad affrontarne una nuova. Roma è il fulcro dell’attività di divulgazione, qui si sperimentano seminari e incontri a tema, a via Laura Mantegazza custodiamo le bottiglie che vanno in giro per l’Italia, nella nostra sede viviamo le degustazioni che ci aiutano a orientarci nel sempre più fitto giro dei vini naturali.

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Il diario di Francesco Ferreri

Seconda puntata

L’inferno è vivere da vero re

Senz’essere stati mai sé stessi
Ma niente lacera di più
Niente può far male più
Non più di essere me stesso
da Afterhours, So chi sono, Folfiri o Folfox, 2016

Mentre il nostro aereo atterrava a Pantelleria, al rientro da Roma, continuava a ronzarmi in testa questa canzone degli Afterhours. Il capitano aveva da poco annunciato la turbolenza dovuta al vento. Mi guardavo intorno, ma non riconoscevo nessuna faccia con cui condividere il momento. Solo turisti che hanno scelto l’isola per le loro vacanze estive senza considerare che lo Scirocco arriva a raffiche, strattona, strappa e porta lontano. Non ha nulla di lineare, niente di ordinario. Così ci fu un silenzio spaventoso prima di toccare terra saltellando e con un’ala che quasi sfiorava la pista. Poi, solo risate e facce contente di poter chiamare a casa per dire quanto l’isola, da subito, può turbare.
Con la fine di maggio inizia l’estate e noi panteschi ci sentiamo ospiti. 
Frotte di turisti invadono ogni angolo, se non si presta attenzione è possibile trovarli persino sulla veranda della propria casa: «C’è una vista magnifica da qui, possiamo fare una foto?» Molti di loro, negli anni d’oro, hanno comprato una casa e ben presto l’hanno trasformata in un’oasi privata. Dove prima c’era un libero accesso al mare, adesso si trova un cancello con su scritto “Proprietà Privata”. Inoltre per indicare un dammuso vengono esposte targhette con i nomi più strani — El boat, Ca’ dei Sass, Welcome in tanq — prima bastava usare il soprannome di chi ci viveva: «Va unni Vicenzo Ciccune, resta vicino a Rosa, a mugghiere du Canonico», mi diceva mia madre. 
È stato confortante raggiungere Kaffefi, ritrovare i miei genitori nella loro immutabilità quasi atarassica, ritrovare Zu Pino che ogni giorno cura il suo orto in maniera maniacale e che, di tanto in tanto, mi chiama per bere insieme un bicchiere di vino. Per lui non fa differenza se è estate o inverno, l’unica cosa che importa è che ci sia sempre qualche ortaggio da poter raccogliere e condividere con gli amici, lontano dalla frenesia.

dammuso ferrandes

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