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Radikon, Oslavia e San Floriano @ Ein Prosit 2017


note di degustazione di sandro sangiorgi (S) e matteo gallello (M)

Stanko Radikon e l'importanza del lavoro
con Sasa Radikon
Dall'affermazione di uno stile al recupero delle origini, il viaggio alla scoperta del proprio territorio. L'esempio di una persona mai doma, il virtuoso tormento che porta alla manifestazione di sé e alla costruzione di una memoria pregnante e condivisibile.

La presenza dell’Oslavje è dovuta all’uvaggio che, per una sola volta nel 1999, ha visto anche la presenza del Tocai insieme a Chardonnay e Sauvignon. Il vigneto dal quale è stato via via preso il Tocai è un piccolo pezzo di terra proprio vicino a quelli dei due internazionali. Preso in un primo tempo in affitto, è stato in seguito acquistato per diventare uno dei gioielli più preziosi dell’azienda agricola Radikon.

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foto di davide vanni

La XV stagione

Comincia la quindicesima stagione di Porthos racconta presso la sede di via Laura Mantegazza 62 – eravamo partiti nella primavera 2001 un paio di numeri più giù. Nata dall’alveo dell’impresa editoriale, l’attività didattica di Roma ha via via iniziato a respirare da sola, filtrando i contenuti della rivista e dei libri e aprendo loro uno spazio di applicazione. La progressiva mutazione dei principali corsi è stata l’inevitabile conseguenza del nostro desiderio di conoscenza. Così il lavoro di divulgazione verbale ha vissuto un reciproco nutrimento con la scrittura. In questi tre lustri si sono avvicendate al mio fianco persone che hanno dato un contributo fondamentale all’ideazione e alla realizzazione di seminari ed eventi.

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Il Collio attraverso Paraschos

foto di raffaele bonivento

Arriverò sul Collio passando dal Carso isontino.
Alexis mi mostra il panorama da un punto di osservazione privilegiato, il piazzale del Museo della Grande Guerra del Monte San Michele. Mi da indicazioni, io cerco di orientarmi. L’Isonzo, in basso, lambisce l’altopiano carsico poi in lontananza il monte Sabotino e le Alpi Giulie all’orizzonte. È appena iniziata la primavera, tira una bora tesa ma non è così fredda. Conversiamo. Siamo quasi coetanei, lui tre anni più grande, ragazzo positivo, sguardo gentile e vispo.

alexis

Pollenzo

a cura di elisabetta virgili

M: Michele Fino
N: Nicola Perullo
S: Sandro Sangiorgi
P: Pubblico

Pollenzo
da slowfood.it/slowine

M
: La serata è stata organizzata grazie all’affezione per l’antica azienda nicese Scarpa, che alcuni mesi fa ha iniziato a collaborare con l’università e con degli ex studenti. Per questo si è deciso di fissare un appuntamento con Sandro Sangiorgi, grazie a Nicola Perullo, dedicandoci a questo momento di confronto con gli studenti, per parlare di passato, presente e futuro del vino in Italia.
Circa una ventina di anni fa Sangiorgi scrisse un lungo articolo di grande contenuto rispetto all’azienda vinicola Scarpa ed è diventato il pretesto per progettare questo incontro.

M: Dall’ultima volta in cui sei passato da queste parti, la scena vinicola nazionale e internazionale è profondamente cambiata. Che cosa hai trovato oggi tornando a Bra?

S: Come ti avevo accennato ieri, provo un’emozione molto profonda e contrastante. Quando mi hai scritto, la risposta positiva è arrivata subito e a cuor leggero… non mi aspettavo un’emozione così grande. L’ultima volta che sono stato qui era il dicembre 1999.

Riviste

Libri

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