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Il Grande Verdicchio, lo stato delle cose


Perché non ha importanza come tu appari, 

ma / quello che hai visto e mostri. Merita
di essere conosciuto / quello che sai.
Bertold Brecht

citazione tratta da: Rocco Ronchi, Il canone minore - Verso una filosofia della natura, 2017, Feltrinelli, Milano

di matteo gallello 
a cura di sandro sangiorgi

Un aspetto meraviglioso della vitivinicoltura è il legame esclusivo tra luogo e vitigno, uno scambio che prevede interazioni, durata, conoscenza, fraintendimenti. Il Verdicchio ha stabilito e vivificato in modo particolare questo senso di vicinanza, tanto che, da sempre, si parla e si scrive del decadimento del suo potenziale organolettico lontano dalle Marche. Inoltre la completezza, la versatilità (dallo Spumante al Passito… ma poi fino a che punto è cosa buona?) sono state caratteristiche premonitrici della sua celebrazione, in particolare tra gli anni novanta e i primi del nuovo secolo, quando un (sano) abbassamento della resa per pianta, fermentazioni e maturazioni nelle botti ne hanno elevato complessità, aura, premi e prezzi.

montecarotto

La passulata di Pantelleria

Un anno fa eravamo reduci dal viaggio a Pantelleria e ci preparavamo all'evendo di fine gennaio 2017.  Le vibrazioni di quelle esperienze sono ancora talmente forti da convincerci a pubblicare questo contributo, scritto da Francesco Ferreri, colui che con passione e competenza ci ha permesso di scorgere l'impossibilità della scoperta. 

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Il diario di Francesco Ferreri

Prima puntata

Ricordo quando, alla scuola elementare, ci dissero di raccogliere gli antichi detti di Pantelleria. Tornai a casa entusiasta, il pomeriggio mia madre mi accompagnò dagli anziani di Kaffefi, la mia contrada. Poi andammo a Kufurà, Bukkuram e infine a Sibà, l’ultima prima della Montagna Grande.Mi sedevo accanto a loro e iniziavano a parlarmi della loro vita e di come fosse scandita dalle stagioni e dai proverbi utili a descrivere ogni circostanza. Segnavo tutto sul mio taccuino e dopo una settimana iniziai anch’io a parlare in rima nel dialetto arcaico.

Putami a Innaro, zappimi a Fivraro, sicunnami ad Aprili e lassimi durmiri.
Potami a gennaio, zappami a febbraio, smuovimi la terra ad aprile e lasciami dormire.

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Radikon, Oslavia e San Floriano @ Ein Prosit 2017


note di degustazione di sandro sangiorgi (S) e matteo gallello (M)
foto di lavinia sangiorgi

Stanko Radikon e l'importanza del lavoro
con Saša Radikon
Dall'affermazione di uno stile al recupero delle origini, il viaggio alla scoperta del proprio territorio. L'esempio di una persona mai doma, il virtuoso tormento che porta alla manifestazione di sé e alla costruzione di una memoria pregnante e condivisibile.

La presenza dell’Oslavje è dovuta all’uvaggio che, per una sola volta nel 1999, ha visto anche la presenza del Tocai insieme a Chardonnay e Sauvignon. Il vigneto dal quale è stato via via preso il Tocai è un piccolo pezzo di terra proprio vicino a quelli dei due internazionali. Preso in un primo tempo in affitto, è stato in seguito acquistato per diventare uno dei gioielli più preziosi dell’azienda agricola Radikon.

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foto di davide vanni

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