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Le degustazioni

Chronos e Kairos a Vicenza

Un altro modo di intendere il tempo nel vino, Chrónos e Kairós.

Il vino è elemento vivente, quindi cangiante e irripetibile.
Pensando alla trasformazione, appare l’immagine di due elementi che interagiscono: il tempo al di fuori del contenitore e il tempo all’interno di esso. Conservazione, evoluzione, capacità e incapacità di affrontare questa duplice accezione di tempo sono uniti da cause, tempistiche, casualità e momenti che si appellano a ossidazione e contaminazioni dove tardi e presto diventano categorie relative.

Grazie a Matteo, Carlo e ai ragazzi della Vineria Parolin.

chronos kairos vicenza


Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2004 Praesidium (Prezza)
Il colore profondo ne annuncia la sostanza, i sentori delicati e sottili dell’impatto la confermano, il vino sa di amarena e di gomma, è succoso e lungo, l’epilogo invece è semplice, esattamente come il modo un po’ elementare di muoversi degli odori aveva fatto presagire.

La Querciola (sangiovese e alicante) 2004 Massavecchia (Massa Marittima)
Il colore ne svela la maturità, i profumi ci fanno scoprire quanto è consapevole di un’evoluzione splendente; non si tratta solo di singoli sentori, tra i quali spiccano fiori e pelle, ma di un flusso ininterrotto e godibile, privo di smagliature; la lunghezza del sapore e la durata della persistenza sono quelle di un fuoriclasse, un predestinato nel quale la generosità disinteressata del Sangiovese apre la porta all’Alicante e ne diventa amico.

Gran Dama (croatina) 2007 Sacrafamilia (Godiasco Salice Terme)
È comprensibile l’entusiasmo dei vecchi degustatori per la Croatina dell’Oltrepò prima che diventasse un rosso poco interessante e dal prezzo troppo basso per essere vero. Il vino di Sacrafamilia viene da lontano, è stato fatto nel 2007 ma sembra del 1907, esprime un vigore dalla sensualità sconosciuta, il suo essere corale nei profumi di frutta disidratata e sottobosco, la trama fitta dei tannini, il liquido è esemplare per capire che forma e sostanza sono inscindibili e che colore, odore e sapore si muovono all’unisono.

Nude (aglianico) 2007 Cantina Giardino (Ariano Irpino)
Cupo, in un primo tempo ci perdiamo nella sua oscurità, il nostro è un vagare sereno, il primo effluvio ci rassicura, pochi minuti e il calice lo aiuta a donarsi attraverso una severità piena di luce; è un Aglianico vibrante, perfetto per comprendere il concetto di armonia perché i suoi tannini così forti ci scuotono e sembra siano lì per restare da soli, ma questo non accade perché la spontaneità dell’insieme è tale da coinvolgerci senza sosta.

Ribolla del Collio 2007 Damijan Podversic (Gorizia)
È raro trovare un vino così pudico, di un pudore cristallino, serio, compito. La vinificazione sulle bucce non toglie nulla alla finezza della varietà, certo non ci sono note aromatiche, tuttavia la progressiva ampiezza delle sfumature e lo svolgersi sulla lingua pieno di ritmo restituiscono quell’idea di succo originario al quale il produttore tiene così tanto.

Verdicchio dei Castelli di Jesi San Lorenzo 2002 Natalino Crognaletti (Montecarotto)
È il vino più esplicito dell’intera batteria, la sua apparente ingenuità nel donarsi così in fretta è smentita appena lo mettiamo in bocca, qui è tutt’altro che arrendevole o scoperto, inizia vivo e chiude pieno di calore; unico neo, forse, rispetto agli altri, il ruotare attorno a un movimento ripetuto e, per questo, più prevedibile.

Clos de la Coulée de Serrant (chenin) 2002 Maison Joly (Savennières)
Un’annata indimenticabile per tutta la Loira, un vino che la rappresenta interamente, soprattutto dal lato dell’evoluzione in bottiglia: un affinamento che regala, sin dal profumo, emozioni a non finire e anche qui non si tratta dei singoli riconoscimenti odorosi, per quanto la pietra focaia faccia di tutto per imporsi, è piuttosto un movimento che si trasferisce in bocca sorretto da un’acidità prodigiosa; mentre lo si beve viene in mente la furia del mare contrapposta alla soavità dei fiori di vite, lasciandoci finalmente liberi di godere di suggestioni soggettive e fuori da qualsiasi schema.

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