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  • Le degustazioni

Le degustazioni

Mille metri

  a cura di sandro sangiorgi

Nelle prossime settimane pubblicheremo i resoconti di alcuni degli eventi più significativi dell’attività didattica svoltasi a Porthos tra novembre e dicembre. Iniziamo da “Mille metri”,l’incontro si è svolto il 14 ottobre, organizzato da Matteo Gallello, realizzato con la collaborazione della Bottega del Macellaio di Casalvieri e di Pane&Tempesta, grazie all’aiuto di Chiara Guarino, Laura Pinelli, Roberto Muzi e Pino Carone, condotta da Sandro Sangiorgi. Con la partecipazione di Giancarlo Gentile della Bottega del Macellaio.

Vini 1000 metri - Porthos Edizioni

Per comprendere il valore qualitativo dell’altitudine nel vino è fondamentale metterla in relazione con la latitudine. La coltivazione della vite avviene quasi esclusivamente fra il 30º e il 50º parallelo, nell’emisfero nord come in quello sud.

2003 – Calori, contesti, controversie

a cura di francesca pasqui

Il 9 marzo si è tenuto l’incontro 2003 – Calori, contesti, controversie organizzato da Matteo Gallello e condotto da Sandro Sangiorgi. Realizzato con la collaborazione della Tradizione, Gabriele Bonci, di Pomarius e grazie al prezioso aiuto di Chiara Guarino, Pino Carone e Laura Pinelli.
Alle note di degustazione di Francesca Pasqui seguono i commenti dei partecipanti.
I vini, com’è consuetudine, sono stati serviti alla cieca: il Nero d’Avola come mise en bouche, poi Montepulciano, Brunello, Barolo e nell’ultima batteria Veliko, Verdicchio e Chenin. Con il cibo, alla fine, il Dogliani.

2003 bt

Sandro Sangiorgi: Ve li ricordate i 2003? Ne abbiamo scelti sette, quattro rossi e tre bianchi di provenienza diversa, per osservare come la stagione, nei vari luoghi, ha influito sulle caratteristiche delle uve. A volte la 2003 viene paragonata alla 1997, durante la quale ci fu un′estate più lunga ma, certamente, non altrettanto calda. Il ′97 fu il primo anno di un cambiamento climatico avvertibile e annunciato già da tempo dagli esperti. Molti vini di quell′anno, ora, sono appassiti, piuttosto fermi e questo non sta succedendo ai tanti 2003 assaggiati ultimamente.
Matteo, perché hai pensato al 2003?

Matteo Gallello: Perché ce n′erano troppi in cantina [ride]. Scherzi a parte, ho trovato interessante il fatto che – analizzando il sottotitolo dell′evento – sia considerata un′annata controversa con vini immediatamente pronti ma con qualche difficoltà. I calori ce li ricordiamo tutti... le temperature, in tutta Italia, si mantennero intorno ai 40 °C per settimane.
E, infine, i contesti, perché occorre diversificare le zone e capire, attraverso le testimonianze che ci portano i vini a tredici anni di distanza, la loro modalità espressiva. Un vino da una′annata generosa dal punto di vista climatico, è spesso più disponibile anche nei confronti del cibo o del nostro umore, perché tra alcolicità più spiccate e facilità di beva... È senza dubbio un′annata che ha qualcosa da dire, delle caratteristiche rilevanti, quindi ho pensato che sarebbe stata una bella opportunità fare una ricognizione.

Cercare il silenzio – I rossi indigeni delle Colline

L’incontro si è svolto il 28 aprile, è stato organizzato da Matteo Gallello, realizzato con la collaborazione della Tradizione e Gabriele Bonci. Grazie al prezioso aiuto di Chiara Guarino, Pino Carone e Laura Pinelli. Condotto da Sandro Sangiorgi.

La parte orientale del Friuli custodisce, insieme ai famosi bianchi, vitigni rossi esclusivi, originali e di alto lignaggio curati dai vignaioli più attenti a preservarne le peculiarità espressive e la bellezza nascosta.

Rossi Friulani

Riesling: lignaggio, rigore, identità – I lezione, Mosel Saar-Ruwer

5 maggio 2016, Sede di Porthos, con Max Argiolu

Parole chiave: vibrazioni, acqua di riso, erba medica, talento, fragilità.

Riesling1

Mise en bouche
Bernkasteler Graben Kabinett Trocken 1994 Sebastian Alois Prüm (Wehlen)
È un vino nato sottile che si è assottigliato in modo corale, conservando quella delicatezza “in filigrana” che ne costituisce il maggior elemento di fascino; è stato un modo per prepararci a sentire, per provare a rivolgerci alla tipologia, il Riesling nella Mosel-Saar-Ruwer.

1a
Eitelsbacher Karthäuserhofberg Kabinett 2011 Karthäuserhof (Trier)
Il liquido si solleva e attraversa la poesia del Riesling, s’insinua nelle pieghe del terroir e ci coglie pronti a ricevere il suo messaggio di freschezza; ogni volta che lo si avvicina riprende a spiegare dall’inizio chi è e da dove viene.

2a
Eitelsbacher Karthäuserhofberg GG 2009 Karthäuserhof (Trier)
Fiorito di rosa sulfurea, netto e generoso; la vena tattile è pronunciata e conduce la densità del frutto bianco nella corrispondenza naso-bocca, proprio in fondo, quando il profumo sembra scomparire.

3a
Scharzhofberger GG 2009 Reichsgraf von Kesselstatt (Morscheid)
Contraddittorio e riottoso, gioca tra lo slancio acido, quasi acre, e la matura cedevolezza dell’alcol, appassiona per come si trasforma nel bicchiere, dopo un inizio confuso sa far emergere una stratificazione disciplinata e questo maggiore ordine odoroso si riflette in una scatenata energia gustativa.

4a
Scharzhofberger Kabinett 2009 Egon Müller (Wiltingen)
Pugnace e progressivo, elegante per vocazione, non sbaglia una nota in virtù di un meraviglioso senso del ritmo; promette molto e mantiene altrettanto, sul piano sapido e su quello fisico, ma tiene per sé una faccia non rivelata, la tiene stretta e non la svela, almeno per ora.

Seguire le briciole, il vino e la sua intimità

a cura di sandro sangiorgi
con la collaborazione di elisabetta virgili
foto di paolo parise


Perchè il vino ci fornisce uno spioncino per guardare nell’intimo dell’uomo
(Alceo)
 
Il giorno in cui ci siamo trovati al ristorante Granpasso di Velo d’Astico è arrivato l’autunno. Dopo un’ultima settimana d’estate, le temperature si sono abbassate e hanno lasciato spazio alla pioggia e ai bellissimi colori pastello del paesaggio rinnovato all’interno della Val d’Astico, nascondendo le creste del Summano e i pendii del monte Cengio.

Foto2

La (prima) verticale del Brillèro di Poggio Concezione

con la collaborazione di roberto muzi

È stata una degustazione preziosa, per le persone che vi hanno partecipato e, soprattutto, per noi di Porthos. I motivi principali sono due. In primo luogo, la possibilità di offrire agli allievi e alle allieve del nostro progetto didattico un confronto inusuale: la produttrice che racconta, proprio mentre accade, come sta cambiando il suo percorso tecnico e di conoscenza.

Verticale Brillero1

Riesling: lignaggio, rigore, identità – II lezione, Nahe

12 maggio 2016, Sede di Porthos, con Max Argiolu
 
Parole chiave: innovazione, emotività, minimalismo, progressione, silenzio.

Riesling 12 05

Mise en buche. Traiser Rotenfels Kabinett 2009 Dr. Crusius (Traisen)
Il residuo zuccherino è contrastato subito, sia dall’acidità sia dalla salinità pungente; i profumi hanno superato la fase scherzosa e leggiadra del frutto, si sono stabiliti sulla vena di erba scura, quasi di radice; un Riesling poco disponibile a concedersi, un Kabinett al confine con la secchezza.

1. Schloßböckelheimer Küpfergrube Grosses Gewächs 2008 Schäfer Fröhlich (Bockenau)
L’aspetto acidulo pizzica e gioca con lo strettissimo margine dello zucchero residuo, è un “friccico speciale”; è a suo modo esuberante; semplice, alla distanza assume una regolarità quasi principesca.

2. Schloßböckelheimer Felsenberg GG (Magnum) 2008 Schäfer Fröhlich (Bockenau)
Crudo e minerale, vivido, sottile, sollecita la tattilità della lingua, ha una modalità minimalista, inesauribile, intenerita da una temperatura che lo rende quasi affettuoso; in parte riprende il flusso gustativo del precedente e lo consegna più pieno nelle sensazioni finali, resistente come un filo d’acciaio.

3. Monzingener Halenberg GG 2008 Emrich-Schönleber (Monzingen)
Sana maturità a disposizione di un profilo etereo e carnoso, scalfito da un pizzico di ossidazione: nel primo strato c’è l’oliva, nel secondo più evidente l’anima floreale; con questa etereità odorosa inevitabile che il liquido si sviluppi sulla lingua con tempi meno serrati, dilatando la cedevole vena alcolica; tratto mediterraneo pronunciato e sempre più evidente col passare dei minuti.

4. Hermannshöhle GG 2011 Hermann Dönnhoff (Oberhausen an der Nahe)
Glaciale e remoto, sa di liquirizia e menta, è denso, composto, la grinta dell’acidità che non teme la morsa di estratti e alcol; vuole far salire la parte più minerale, si rivela un vino da vivere a tavola con pietanze originali ed esotiche.

5. Norheimer Dellchen GG 2011 Hermann Dönnhoff (Oberhausen an der Nahe)
Complesso e bellissimo nella fragranza e nell’integrità dell’impatto, sul filo lieve della relazione tra frutta ed erbe, gentilissimo nell’arrivare sotto le narici, tanto quanto è energico nel prendere possesso del palato, come quando bevi direttamente da una sorgente in montagna; fragrante nella ricchezza del finale dove amplifica le premesse del precedente.

La dimensione nascosta - I Rossi dell'Oltrepò Pavese



Lo studio della cultura dal punto di vista prossemico
consiste nell’esame dell’uso dell’apparato sensoriale,
quale gli uomini manifestano nei vari stati emotivi,
durante attività diverse,
nei differenti tipi di relazione e
nei più disparati assetti e contesti socio-culturali.

da Edward T. Hall, La dimensione nascosta – Vicino e lontano: il significato delle distanze tra le persone, traduzione italiana di Massimo Bonfantini, Bompiani, Milano 1968


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