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Voglio ringraziare tutti coloro che hanno firmato l’Appello In difesa dell'identità del Vino Italiano. Lo faccio a nome dei primi firmatari, alcuni dei quali ne hanno sostenuto la diffusione in modo fattivo. In particolare Franco Ziliani, a cui devo anche il rilancio della settimana scorsa, dopo le sorprendenti dichiarazioni del Ministro Zaia sul disciplinare del Brunello di Montalcino. Ziliani, poi, se l’è presa anche con chi ha voluto dare un connotato politico all’iniziativa. Nonostante abbia un credo diametralmente opposto al suo, mi trovo perfettamente d’accordo col Franco tiratore: dare il colore di uno schieramento all’Appello è un patetico tentativo di coloro che sono a corto di argomenti. Ringrazio anche Andrea Scanzi, protagonista di un’azione disperata, far penetrare l’Appello attraverso il muro della stampa che conta, quella a diffusione nazionale. Disperata perché il risultato, come era prevedibile, è stato nullo. Forse sono tutti distratti dai problemi fondamentali della nostra società, oppure sono troppi gli interessi in gioco con le aziende che mettiamo sotto accusa. In ogni caso fa impressione l’imbarazzo dei pochi che hanno risposto promettendo di esaminarlo. Magari lo tireranno fuori in un altro momento, cavalcando la notizia del giorno. In ogni caso tutti gli estimatori di Andrea si sono fatti vivi.
Come avrete notato dalle statistiche del sito firmiamo.it, a sostenere l’impresa sono le persone-consumatori a cui ci rivolgiamo da tempo; donne e uomini che sentono urgente l’esigenza di sapere cosa si usa in vigna e in cantina, giovani e anziani a cui sta a cuore la vitalità dei suoli, perché sanno che solo attraverso di essa si potrà donare identità al prodotto che ne scaturisce.
Per questo motivo invito, in realtà si tratta di una preghiera, tutti quelli che l’hanno firmato, e che possono diffonderlo, a farlo girare.
Un grazie anche a Fabio Zanzucchi e ad alcuni produttori che, seppure non completamente allineati alle nostre richieste, hanno saputo ragionare e hanno avuto il coraggio di firmare.
Tra gli assenti ci sono molte aziende tanto pronte a dichiararsi “naturali” quando si parla, quanto rapide a eclissarsi quando serve dimostrarlo con i fatti. Un amico sostiene che sono poco pratiche del web… Un altro invece ipotizza un’altra prova dell’omertà di chi teme ricadute negative dai personaggi e dai gruppi, il famigerato establishment, che l’Appello mette con le spalle al muro. Non dimenticherò il terrore di Gianni Masciarelli quando ricevette la lettera del gruppo Hastae (Antinori, Cotarella, Coppo, Bologna e altri) che contestava una sua franca affermazione sulla scarsa attendibilità territoriale della Barbera Quorum d'Asti: «Sandro, io c’ho un sacco di mutui da pagare!» (Porthos 7). |