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Lettera ai Valentini


Prima di parlare dell’evento principale è essenziale capire che cosa ha preparato il disastro. Nei giorni 12 e 13 novembre sono caduti 500 millimetri di acqua che hanno reso la terra molle in maniera quasi inverosimile. La notte tra il 26 e il 27 novembre sono arrivati 50 centimetri di neve, una circostanza eccezionale per quantità di precipitazioni e intensità del vento che l’ha accompagnata, fino a 100 chilometri orari. Ma ancora più straordinaria era la condizione dei vigneti che, a causa del protrarsi della stagione calda, avevano ancora attaccate molte delle foglie, quasi tutte. Inevitabile che la tenda di foglie, non avendo una terra abbastanza asciutta per trattenere le radici, sia crollata sotto il peso della neve, piegando le viti dall’esterno verso l’interno, spezzandone molte, sradicandone altre. Un effetto che ricorda da vicino ciò che accade quando la pianta è aggredita e svuotata dalla fillossera.
Nel caso della proprietà Valentini, già nel 1998 i vigneti erano stati strapazzati da una bufera di vento che aveva trovato sempre le foglie a fare da vela.

Campo Sacro
Località Campo Sacro
 

Carissime Elena e Adriana, Carissimi Gabriele e Francesco,
vi scrivo a qualche giorno dall’evento che ha demolito una parte significativa dei vostri vigneti.
Mi commuovo se penso alla prima volta che ho sentito parlare di “Campo Sacro” e di “Colle Cavaliere”. Edoardo li descriveva in maniera semplice, quasi fossero terreni qualsiasi, ma la sua parsimonia verbale sulle proprietà aziendali non impediva di cogliere l’orgoglio del custode, il sentimento di chi le osserva con ammirazione e al tempo stesso le vive nella quotidianità.
Credo di immaginare il gelo e lo scoramento da voi provato appena ricevuta la notizia. Eppure, già a due giorni dal fattaccio, ho percepito dalla voce di Francesco ed Elena il senso di responsabilità di chi sa che non può mollare. Anzi, mi sono accorto che state guardando l’accaduto come un’opportunità. Rimediare ai danni meteorologici per uno come Francesco, che da un decennio si batte perché si ponga attenzione alla questione del cambiamento climatico, ha un valore karmico. È come se, rivolgendosi agli ostacoli, avesse detto: «Sono qui, vi aspetto; non intendo eludervi, ho accettato di affrontarvi e metto la mia conoscenza, il mio empirismo, il mio desiderio d’imparare, la mia vita a disposizione». Il karma non è un destino atteso passivamente, è la missione scelta da ognuno di noi dalla nascita, una decisione che si rinnova ogni giorno. Eccola dunque l’occasione che avete voluto. Forse vi chiedete che cosa vi sta comunicando la vita, proprio ora che Gabriele muove i primi passi al vostro fianco. La vita dice che vale la pena esserci. Mi rendo conto che può apparire una visione ottimistica, tuttavia sono certo che potete aspettarvi solo un grande bene. E questo vale anche per le persone che, numerose, sono venute a trovarvi in queste ore a domandare aiuto, giustamente convinte di poter far leva sulla vostra meritata e chiara fama per attirare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Agricoltori che hanno perso i pochi ettari a disposizione sui quali basavano il reddito della famiglia. Anche loro possono e devono guardare l’accaduto non come un monito ma come la carta da giocare per contare davvero. Per dimostrare di essere vivi e di avere voce.
La preghiera che si è concentrata in questi giorni verso i luoghi di dolore ha cominciato ad avere il suo effetto. In questa reciprocità si cela il segreto dello stare insieme.
 
Vi abbraccio con affetto crescente
sandro

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