• Seminario Terra Uva Vino... a Labìco (Roma)

     

    Le degustazioni all'interno del Seminario hanno senso tematico e conoscitivo. Tutti i vini sono da viticoltura biodinamica e in cantina non sono stati utilizzati coadiuvanti al netto di piccole dosi di solforosa. Ad ogni vino presentato sarà presente insieme a Sandro Sangiorgi il produttore. Tutti i vini sono stati curati direttamente dall’enologo Michele Lorenzetti.       leggi tutto

  • Gli albori - Lo Champagne storico, primo viaggio

     

    Com’era la Champagne prima del perlage? Che cosa è la méthode rurale?
    Certo, chi ha inventato il modo per trattenerlo ed esaltarlo è stato un genio e lo Champagne ha assunto una fisionomia originale e inconfondibile. Ma il terroir esisteva già e conteneva tanti dettagli, col tempo diventati determinanti ed esaltati dal metodo.       leggi tutto

in evidenza

Nebbiolo Prima e dopo

Scritto da maurizio silvestri il 14 Giugno 2013. > Noi c'eravamo

Barbaresco all’imbrunire è una fabbrica di silenzio. Lungo via Torino l’unica presenza viva è quella della pioggia, sottile e leggera come le foglie d’autunno nelle fotografie di Giulio Morra appese lungo il corso. Potrebbero lasciarle lì in maniera permanente, sarebbero sempre attuali. Si ha l’idea che a Barbaresco l’autunno sia la stagione di base e durante il resto dell’anno le altre stagioni siano solo variazioni sul tema. Forse è per questo che la amo. Malinconica e taciturna come la sua gloriosa torre, ancora in restauro.
Ma il luogo più fascinoso di Barbaresco per me è la vecchia stazione. Giù in fondo alla vecchia via Rabajà, tra le ultime propaggini dell’anfiteatro scenografico delle vigne della Martinenga e i primi filari dei Rio Sordo, protetta da ortiche e avvolta dal profumo intenso delle acacie inzuppate dall’acqua.


Barbaresco1959n

Il diario di Federica da Sonoma

Scritto da Federica Calabresi il 10 Giugno 2013. > Storie

Sesta puntata
Con l’espressione inglese “field blend” si indica un vigneto composto da diverse varietà. In California, prima del proibizionismo e subito dopo, questa forma di allevamento era pratica comune. Al momento della vendemmia, le uve di tutte le diverse varietà che componevano il vigneto venivano raccolte contemporaneamente, cofermentate per poi essere eventualmente imbottigliate con il nome di località europee in base al colore del vino ottenuto e alle cultivar utilizzate.

Wine Research Team – I vini senza solfiti e non solo

Scritto da matteo gallello il 29 Maggio 2013. > Noi c'eravamo

Comunicare, comunicazione,
parole che se frugo nei miei ricordi
di scuola non appaiono. Parole
inventate più tardi,
quando venne a mancare anche il sospetto
dell’oggetto in questione.

Eugenio Montale



Di seguito la trascrizione della registrazione della “tavola rotonda”, durata quaranta minuti, svoltasi il 16 maggio 2013 presso L’Hotel Rome Cavalieri. Rendiamo disponibile il testo senza sostanziali correzioni di forma. Non era prevista la possibilità di intervento da parte del pubblico, non erano contemplate domande, non c’era cartella stampa o materiale di approfondimento tecnico, solo il dépliant dei tappi dell’azienda Amorim.

Su Porthos 11, autunno 2002, scrivevamo...

Scritto da porthos il 29 Maggio 2013. > Correva l'anno

Il conflitto di interessi nel mondo del vino è come la mafia, non esiste.
I soliti maligni insinuano che esistono giornalisti ingaggiati dai produttori in qualità di consulenti, per raccomandare enologi, produttori di etichette o distributori internazionali, confondendo l’attività di critica con la produzione.

Approfondimenti

Chianti, armonia e invenzione

note di degustazione di sandro sangiorgi
foto di giacomo lippi


Non è possibile analizzare il Chianti in quanto comparto agricolo senza considerare il contesto della Toscana nella sua complessità. E questo non solo perché nell’intenzione dei legislatori degli ultimi sessant’anni c’è stata la volontà precisa di fare di quest’ultima un’area vitivinicola d’eccellenza e del Chianti (e delle sue sottozone) la denominazione regionale per antonomasia, con buona pace di Mario Soldati che nel 1969 denunciò i pericoli insiti in questo viatico. Ma anche, e soprattutto, perché la storia del vino nella terra del Boccaccio e del Machiavelli – di cui quest’anno ricorrono alcuni anniversari – è storia recentissima e con la s minuscola, fatta di osmosi fra tendenze e accadimenti apparentemente separati e susseguitisi in luoghi a volte distanti l’uno dall’altro (il Chianti appunto, la costa livornese “degli Etruschi”, Montalcino, Montepulciano, la Maremma grossetana) ma alla lunga strettamente interconnessi.
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senza schema

Presentarsi e preservarsi

A vivere ho imparato/Son divenuto un altro, dopo d’aver viaggiato/
Partendo da Bologna/facendo a lei ritorno/In visite una volta spendevo tutto il giorno/Ora con i biglietti supplisco ad ogni impegno/Ah! I francesi, i francesi, hanno il gran bell’ingegno!

da Il cavalier Giocondo di Carlo Goldoni


Biglietti di visita
Al ritorno dal Vinitaly me ne sono ritrovati nei pantaloni, nel giubbino, nel portafogli, nello zaino. Decine.
«Posso lasciarle il mio biglietto da visita? Non si sa mai! Mi lascia il suo?»
Ricordo, me lo consegnò con stile, tra indice e medio, con un movimento elastico dalla tasca verso di me, all’altezza dello stomaco, da esperto cowboy. Leggi tutto...

Porthos chi?

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