logo porthos

Indipendenti da sempre,
ci occupiamo di vino, cibo e cultura

Il tuo carrello è vuoto
Il tuo carrello è vuoto

ico fbico twico isico gplusico ytico yt

Piovono pietre

Anatema

Artificiere d’artefatti vini,
complice d’alchimie nefaste
con mano subdola
micce micidiali accende.
Con rito sacrilego
fiele e miele omologa,
prologo a futuri danni.
Attenti a quella mano apostata
che con occulti inganni e chimica nemica
attenta ai reni, al fegato, alla prostata,
che con patto insano
vorrebbe l’oro simile alla latta.
Possiate voi, malefica schiatta,
e possa tu, piromane gastrico,
finire prima o poi sul lastrico.

                                                    Ada Donati

Fa tutto lui

Tutti gli appassionati di vino lo sanno, nei primi giorni di ottobre è stato pubblicato un libro importante. Qualcuno penserà al volume firmato da Jancis Robinson e Hugh Johnson, The New World Atlas of Wine, ma io intendo un’opera più ambiziosa, scritta da Oscar Farinetti e Shigeru Hayashi: Storie di Coraggio, sottotitolo Vino, ti amo. Lo chiarisco subito, a scanso di equivoci: le righe di seguito non trattano del valore letterario del libro. L’autore non è Fenoglio (ne è consapevole) e il punto è un altro, cioè il ruolo assunto dall’autore (parlo di Farinetti, non del wine-ninja) nel panorama enologico-letterario dell’Italia moderna.

Orpelli #2

Disconoscere
Negli ultimi mesi, durante alcuni assaggi, mi è capitato di ascoltare con attenzione le descrizioni di alcuni degustatori, anche licenziati Sommelier di varie scuole, che elencavano, compiaciuti e sicuri, un catalogo di riconoscimenti olfattivi e gustativi divisi in due estremi: dai più assurdi e personali ai più banali e consueti (l’onnipresente mineralità!). Un’impostazione che persevera, ancora utilizzata con disinvoltura e che, come tutti i formalismi, ha una propria fissità. Pare le sia stata consegnata un’aura mitica, intoccabile. Non è immune da questa medesima situazione la scrittura di settore che si mantiene sempre adeguatamente autoreferenziale, depositaria di una vera e propria supremazia del riconoscimento superficiale. Come se bastassero quella cinquantina di cose da sentire...

Bavagli e tovaglioli

Sul web, gli animi si scaldano a proposito della norma che, sulla scia di quanto previsto per altri media, introdurrebbe, per i blog come per gli altri siti internet, il dovere di pubblicare la rettifica di eventuali notizie false o tendenziose.

Sempre meno

La recente pubblicazione da parte dell’ISTAT di dati sui consumi degli italiani nel 2009 induce a riflettere. Abbiamo pensato di interpellare alcuni protagonisti di eccellenza del mondo del vino, per chiedere loro, con promessa di anonimato, come intendano affrontare questo nuovo atteggiamento dei consumatori.

La memoria, lo scaffale e il Bordeaux

Saranno le imbarazzanti notizie dei giornali, saranno le intercettazioni impietose, il fatto è che, all’avvicinarsi del giorno della memoria, un cruccio mi tormenta. Si tratta di un libro, che non so più dove mettere. È un volumetto di centosessanta pagine, dal titolo Lo sterminio degli ebrei. L’autore, un noto politico ligure, è protagonista di uno scandalo che si protrae da mesi. Avrebbe, insieme con altri della sua fazione, sperperato i fondi che lo stato assegnava ai gruppi regionali per svolgere attività politica. Secondo gli inquirenti, l’ombrello della politica avrebbe coperto spese dissennate, sulla falsariga di quanto avvenuto anche in altre regioni italiane. Alle mutande verdi piemontesi e ai fuoristrada della regione Lazio, i liguri avrebbero risposto, tra l’altro, con profumi, modellini, tablet, cravatte e parecchie bottiglie di vino.

A Posteriori

Abbiamo i nostri tempi e li rispettiamo. Ci soffermiamo a guardarci intorno; pensiamo, depensiamo, ci ripensiamo; ci informiamo, disinformiamo, poi riflettiamo. Intanto sono passati due mesi da quando sono emerse richieste d’intervento sul tema naturale a fronte dell’editoriale di Eleonora Guerini e l’intervento di Michel Bettane sul numero di gennaio del Gambero Rosso. Non che la posizione di Porthos sia cambiata. Sgradevole la sensazione allora, disturbante oggi.

Orpelli#1

Consigli per gli acquisti

La Guida è una leggenda scaduta che postula il vino come valore fondamentale e distaccato, che considera la sua bellezza come un conforto. Questo atteggiamento mi indica una stabile direzione: disporre di un pretesto culturale il più evasivo possibile e mantenerlo nei gangheri di un sistema numerabile e catalogabile, in modo tale da potere, in ogni momento, contabilizzare.

PP 200911

Una produttrice di vino all'uscita dell'ennesimo convegno dedicato   alla sostenibilità del vino naturale: "La prima preoccupazione dei professori che abbiamo trovato qui oggi dovrebbe essere la sostenibilità del convegno!"

Riviste

Libri

Su questo sito sono attivati i cookies per migliorarne l'usabilità e le funzionalità Leggi l'informativa sulla cookies policy