Terre di mezzo, i Rosati - Percorsi naturali tra il Tirreno e lo Jonio |
Dopo aver viaggiato tra luoghi, vitigni e vini rossi dell’Italia meridionale, abbiamo pensato a un evento dedicato ai rosati prodotti tra i due grandi mari del Sud. Vogliamo confrontarci sulla loro bellezza e sulla viticoltura primigenia che racchiudono. La nostra intenzione è quella di indagare su una tipologia caratterizzata da alterne fortune, sovente sottostimata, considerata ibrida o, al contrario, esaltata in modo posticcio... leggi tutto |
in evidenza
"Laddove mancano i nomi e le canzoni per raccontarli, manca la vita"
Una voce di donna mi risponde al telefono: «Il signor Maga è uscito. Se mi lascia il suo numero la faccio richiamare». Poco dopo mezzogiorno squilla il mio cellulare. Sento una voce pacata, all’interno della quale c'è un po’ di rassegnazione. «Posso passare da lei per assaggiare il suo vino, fare due chiacchere e vedere la cantina e i vigneti?», chiedo. Il signor Maga mi risponde semplicemente con un sì e un arrivederci.
Dialogo tra due enofili impenitenti
È almeno nell’arte che si cerca di raggiungere la
perfezione, visto che è così difficile nella vita.
Woody Allen
ATTO III
Carmelo – «Cosa deve trasmettere un vino a chi lo beve? Emozioni. Io so perfettamente che il vino non è un’opera d’arte. Ma in qualche modo alcune grandi bottiglie, grazie alla natura, si avvicinano all’arte: allora occorre lasciare che ognuno, degustando un calice di vino, provi le sensazioni che potrebbe sentire osservando un bel quadro». Così si esprimeva un ben noto produttore delle Langhe, in un’intervista rilasciata una decina di anni fa a un cronista dell’AIS.
Sandro – E sai qual è l’errore? Quello di farne una questione gerarchica. Il vino è una forma d’arte a prescindere da un’impostazione di questo tipo.
Chianti, armonia e invenzione
note di degustazione di sandro sangiorgi
foto di giacomo lippi
foto di giacomo lippi
Non è possibile analizzare il Chianti in quanto comparto agricolo senza considerare il contesto della Toscana nella sua complessità. E questo non solo perché nell’intenzione dei legislatori degli ultimi sessant’anni c’è stata la volontà precisa di fare di quest’ultima un’area vitivinicola d’eccellenza e del Chianti (e delle sue sottozone) la denominazione regionale per antonomasia, con buona pace di Mario Soldati che nel 1969 denunciò i pericoli insiti in questo viatico. Ma anche, e soprattutto, perché la storia del vino nella terra del Boccaccio e del Machiavelli – di cui quest’anno ricorrono alcuni anniversari – è storia recentissima e con la s minuscola, fatta di osmosi fra tendenze e accadimenti apparentemente separati e susseguitisi in luoghi a volte distanti l’uno dall’altro (il Chianti appunto, la costa livornese “degli Etruschi”, Montalcino, Montepulciano, la Maremma grossetana) ma alla lunga strettamente interconnessi.
Il diario di Federica da Sonoma
Quinta puntata
Le vacanze sono finite e con loro le pigre giornate e le passeggiate con Roxy fatte di attesa. Il sudore e il rumore delle macchine sostituiscono la tranquillità di quei giorni.
Le vacanze sono finite e con loro le pigre giornate e le passeggiate con Roxy fatte di attesa. Il sudore e il rumore delle macchine sostituiscono la tranquillità di quei giorni.






































