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Porthos

Porthos ha raccontato... Il vino rosso e il mare, con la cucina del Palmizio di Valerio di Mattia

Scritto da matteo gallello il 18 Dicembre 2014. > DEGUSTAZIONI

La serata è stata organizzata da Matteo Gallello, grazie all’aiuto di Miriana Baraboglia e Pino Carone, condotta da Sandro Sangiorgi e Valerio di Mattia.

Palmizio rossi 2

Essere altrove, essere altrimenti: Dolceacqua e il Rossese

Scritto da sandro sangiorgi il 18 Dicembre 2014. > DEGUSTAZIONI

foto di giampiero pulcini

I vini sono denominazione di origine controllata Rossese di Dolceacqua.
I colori sono tutti limpidi, quasi trasparenti, talvolta pallidi; ben diversi, come impostazione, dalle ricchezze scure che caratterizzavano i campioni al tempo della degustazione pubblicata su Porthos 13-14. È evidente una scelta di alleggerimento, ma che non riguarda solo i produttori dell’estremo ponente ligure, come si evince dalle ultime descrizioni pubblicate.
I vini sono stati sentiti in due batterie, tutti insieme i 2013 e i 2012, a parte l’unico 2011 e il fuori “concorso” 2004. Giampiero Pulcini ha voluto mettere a confronto le diverse identità produttive, che comprendono differenti terroir e peculiari interpretazioni tecniche – basti pensare ai frutti di un alberello o di un guyot – e l’evidente diversità tra la fresca e appuntita annata 2013 e la più composta e grassa 2012.
Dopo averli divisi nelle due batterie, Claudio Caputo ha pensato a mescolare i numeri così che neanche noi, addetti alla guida della degustazione, potessimo conoscere la sequenza.
Ben preparati da Giampiero, protagonista di una lezione viva e ricca di dettagli, i partecipanti sono entrati negli assaggi con un intenso desiderio di far seguire alle parole del relatore la verifica delle sensazioni. Hanno contribuito a gratificare la vocazione gastronomica dei Rossese le pizze di Gabriele Bonci, il formaggio fornito dalla Tradizione e la combinazione pane-burro-acciughe a cura di Andrea e Luigi Scorrano di Pomarius.

Rossese 12 dic
foto di pino carone

La conchiglia

Scritto da porthos il 16 Dicembre 2014. > Storie

di Margherita Guidacci, dedicata alle donne di Porthos da Sandro Sangiorgi

Non a te appartengo, sebbene nel cavo
della tua mano ora riposi, viandante;
né alla sabbia da cui mi raccogliesti
e dove giacqui lungamente, prima
che al tuo sguardo si offrisse la mia forma mirabile.
Io compagna di agili pesci e d’
alghe
ebbi vita dal grembo delle libere onde.
E non odio né oblio ma l’amara tempesta me ne divise.
Perciò si duole in me l’antica patria e rimormora
assiduamente e ne sospira la mia anima marina,
mentre tu reggi il mio segreto sulla mia palma
e stupito vi pieghi il tuo orecchio straniero.

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Porthos ha raccontato al Palmizio... Ripensare il Trebbiano - versatile, suadente, duttile

Scritto da sandro sangiorgi il 11 Dicembre 2014. > DEGUSTAZIONI

La premessa nella presentazione dell’evento:

Ho conosciuto il Trebbiano in una fase molto delicata della sua storia, quando solo in rarissimi casi si poteva parlare di vino di qualità. La gran parte del liquido in circolazione era completamente anonima. Il Trebbiano d’Abruzzo di Valentini e Pepe, il bianco di Montevertine nel Chianti e il Torgiano Riserva Vigna Il Pino di Lungarotti erano tra i pochi esempi virtuosi, perché non avevano tradito le radici culturali e colturali della varietà bianca italiana più diffusa, né avevano rinunciato a un’espressività autentica, in totale controtendenza con l’espansione dei bianchi fruttati a prescindere. Potete quindi immaginare la nostra soddisfazione quando, alcuni anni fa, abbiamo cominciato a percepire lo sforzo di numerosi viticoltori per riportare il Trebbiano nella sua dimensione di bianco versatile, suadente e tattile, caratterizzato dall’emancipazione dei profumi fermentativi da associare all’impronta di ogni luogo. È stato ripensato alla luce di ciò che i maestri avevano lasciato, senza perdere la preziosa libertà d’interpretazione, ma perseguendo un senso storico, vera bussola di ogni denominazione d’origine.
 La degustazione sarà un confronto tra almeno dieci esemplari serviti alla cieca originati da diverse regioni dell’Italia centrale, Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo, nelle quali abbiamo scoperto lo slancio con cui viene custodita l’identità del Trebbiano, varietà resistente e malleabile ma non così incline a dare i migliori frutti ovunque la si pianti.

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Questa la considerazione finale che apre la descrizione dei piatti e dei vini:

Il Trebbiano si dimostra vino indipendente e sensuale, versatile e intensamente fisico, ma soprattutto capace di emanciparsi attraverso la fermentazione spontanea e in virtù di una territorialità piena, restituita integralmente. La nostra selezione ha esibito una partecipazione gustativa che alla gran parte dei vini è sconosciuta, così non è stato difficile trovare sempre un vino pronto a seguire le veraci specialità del Palmizio. Lo consideriamo un incrocio di croccanti schiettezze e singolari imperfezioni, da misurare con la capacità di ascolto e accoglienza che ogni enofilo può imparare a praticare.

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I prossimi appuntamenti...

Corso di conoscenza e degustazione dedicato al vino
sempre di giovedì, ore 20:15
Prima fase: 5 - 12 - 19 febbraio, 5 - 12 - 19 marzo 2015
Seconda fase: 7 - 14 - 21 - 28 maggio, 11 - 18 giugno
Il vino è nutrimento dello spirito, è un prodotto emotivo, vale la pena essere pronti ad accoglierlo e a farsi toccare, mettendo in campo curiosità, duttilità e tenacia. Non bisogna temere di complicarsi la vita: coltivare la propria conoscenza attraverso il dubbio donerà una grande ricompensa.
Porthos affronta il liquido odorosoda molteplici punti di vista – emotività e memoria, storia e produzione – perché il vino non è solo vino: è poesia, scienza, sogno, rapporto con il territorio e civiltà.

Alberese e Galestro, il Chianti Storico 
Alla scoperta di Panzano con Giacomo Lippi
4 febbraio
Continua l’esplorazione del Chianti Storico sotto la guida di uno studioso avvinto e pervicace. Grazie a sette vini tradizionali e in grado di restituire i diversi terroir, approfondiremo il ruolo dell’amato Sangiovese e dei suoi vitigni “viziati” coltivati in due delle località simbolo di un territorio magico e sempre foriero di sorprese.

Mamoiada e il Cannonau, sangue di Barbagia
9 e 16 febbraio, di lunedì
Il Cannonau è vitigno di grande spessore emotivo, il piccolo paese nel cuore della Barbagia è il suo territorio di elezione. In due incontri, attraverso quattordici vini, racconteremo un luogo e i suoi prodotti dotati di una generosa autenticità e di un’immensa rilevanza storica.
(120 euro)

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I vini della ciurma

CARMIGNANO 1998

La D.O.C.G. di Carmignano, con meno di 200 ettari di vigneto, è la più piccola presente in Italia. Il Carmignano è prodotto con uve Sangiovese (almeno il 50%), Cabernet Sauvignon (dal 10% al 20%), Canaiolo nero (fino al 20%) ed altri vitigni rossi (fino al 10%). La cosa più importante evidenziata dalla degustazione è la presenza, in tutti i vini, di un carattere organolettico ben delineato, profumi sempre ben espressi, bocca equilibrata e di buon peso. Ancor più interessante la felice espressione assunta dal Cabernet Sauvignon nella zona e nei vini, dove seppur ampiamente riconoscibile, non marca con la sua presenza l’uvaggio, che mantiene anzi una sua spiccata personalità, assumendo toni moderni senza raggiungere espressioni troppo “internazionali”. Vini caratterizzati quindi da una naturale eleganza, fatta di tannini decisi e di una giusta dose di rinfrescante acidità, sicuramente regalo del sangiovese; tutte doti che unite ad un corredo polifenolico di tutto rispetto (si parla per l’annata 1998 di una media per estratto secco superiore ai 30 g/l) dovrebbero garantire a questi vini una gran longevità. Leggi tutto...

Porthos chi?

Indipendenti da sempre ci occupiamo di vino, cibo e cultura. Abbiamo un Manifesto, pubblichiamo una Rivista, editiamo Libri e organizziamo Corsi.
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