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Jura... il luogo e la visione - Variazioni sul metodo lungo il filo rosso del terroir: le note di degustazione

L’evento è stato organizzato da Matteo Gallello, realizzato con la collaborazione della Tradizione, Gabriele Bonci e Pomarius. Grazie al prezioso aiuto di Miriana Baraboglia, Pino Carone e Chiara Guarino. Un grazie particolare a Valerio Di Mattia e Nadia del Palmizio di Alba Adriatica. Condotto da Sandro Sangiorgi.

IMG 1999

La verticale della Cuvée Juliette di Jean Pierre Robinot

La degustazione si è svolta grazie alla partecipazione di diversi soggetti. Innanzitutto il Consorzio ViniVeri, nelle persone di Gianpiero Bea e di Paolo Vodopivec, poi Raffaele Bonivento attraverso Meteri, la sua creatura dedita alla distribuzione di produttori della Loira votati alla naturalità. Determinanti alla riuscita dell'evento sono stati Mercedes Parlascino e Giuseppé, l'amico parigino di Robinot, che hanno fatto da interpreti. E poi Jean-Pierre, produttore dalla sensibilità unica e straordinario intrattenitore.
Alla stesura del pezzo hanno contribuito Erika Rampini e Matteo Gallello.

La verticale della Cuvée Juliette di Jean Pierre Robinot - Porthos Edizioni

Il mio è un rapporto viscerale con lo Chenin della Loira. Non è facile spiegare quanto possa essere emotivamente coinvolgente rispetto agli altri vitigni di talento come il Riesling, il Nebbiolo e il Pinot Noir. Il vitigno del “fiume reale” non ha un profilo odoroso spiccato, non si pone in modo accattivante, il suo essere magnetico arriva nel profondo. Lo Chenin si manifesta in maniera discreta, è uno di quei vini che, nonostante il cambiamento tecnologico e i miracoli dei lieviti, è quasi impossibile da carpire in gioventù, quando è particolarmente introverso. Questa dimensione è la sua unicità.

5 giugno - Un vigneto a misura d'uomo, Luciano Saetti

Un caldo che passa lungo tutta la notte senza un filo di vento. La finestra aperta sulla campagna dove è già giorno. Giovanni mi accompagna alla stazione. Lui torna in vigna, io risalgo ancora un pezzo d′Italia. Falconara, Senigallia, Fano, scendo a bermi un caffè e a fare due passi tra le mura, il mare e il centro abitato, ché ci sono nomi di luoghi che ritornano in mente, tante volte li abbiamo sentiti o detti per gioco senza mai averli realmente camminati. Pesaro, Rimini, Imola, Bologna e infine Modena, stazione di Modena. Con Luciano ci si è dati appuntamento qui. Sono le 12 e tre quarti, una umidità di pianura e di città, il calore sale dal cemento, un uomo con uno zaino in spalla e sandali ai piedi rallenta ormai in vista della ferrovia, due ragazzi mi chiedono dove è il Mac Donald, alla fermata dei bus passa una vettura con destinazione Costarica.

3 giugno - le luci danzanti di Cupramontana, Ca'Liptra

Riparto dalla Romagna, dal suo litorale. Credo che qui, in parte, sia nascosto l′inconscio collettivo dell′infanzia del nord Italia.
Dagli stabilimenti delle fabbriche, alle colonie di preti e di suore, suonava già la musica di Camillo e Peppone, il ritmo sociale accomodato.
Anch′io passai le mie prime vacanze di mare sulle sabbie romagnole a costruire piste di biglie e castelli più o meno solidi, a camminare le strade luccicanti tra giochi e cinema all′aperto, era l′anno di Io sto con gli ippopotami, mi pareva il paese dei balocchi, qualcosa iniziava a trasformare la pelle, c′era soltanto la fortuna che si giocava ancora in strada, fuori.
Oggi è un′altra storia. Vado a fare il biglietto per Cupramontana, la prossima tappa del viaggio. Iris mi precede seguendo il giallo di una linea parallela all′unico binario che passa per la stazione di Gatteo a Mare.

In viaggio verso Ca'Liptra - Porthos Edizioni

Non le ho chiesto come sia per lei viverci in questo luogo dopo esserci nata. Magari un giorno... intanto cammina fermandosi accanto alla vegetazione a contemplare le piccole coccinelle. Insieme guardiamo i treni, quelli che passano e quelli che passeranno e mi porteranno lontano.

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